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Le interviste – Inserimento al nido e allattamento

E’ possibile conciliare allattamento e ingresso al nido? Quali consigli per genitori e educatori?

Inserimento al nido – intervista con la dott.ssa Antonella Sagone

Per il terzo appuntamento dedicato al tema dell’inserimento al nido ho scelto di rivolgere alcune domande ad Antonella Sagone, psicologa, consulente professionale in allattamento IBCLC (International Board Certified Lactation Consultants).

 

E’ possibile conciliare allattamento e ingresso al nido? Che consigli ha per genitori e educatori? 

La mia opinione è che l’allattamento al seno sia una risorsa per la mamma e il bambino nel periodo dell’adattamento al nido. L’allattamento è un sistema di sostegno completo per il bambino, il che significa che oltre alla ben nota protezione immunologica che fornisce al bimbo in un momento in cui è più esposto al rischio di ammalarsi, è anche uno strumento meraviglioso per rafforzare la sicurezza di base del bambino, permettendo alla mamma e a suo figlio o sua figlia di “ritrovarsi” rapidamente dopo la separazione quotidiana, di ristabilire subito la connessione e di recuperare gli eventuali stress da separazione. Inoltre i bambini durante la fase di inserimento al nido spesso incrementano i risvegli notturni, e anche lì la possibilità di allattarli è un mezzo prezioso per minimizzare la fatica dei risvegli e ottimizzare l’accudimento notturno.
A volte alle madri viene chiesto di non allattare all’interno della struttura, secondo lei perché?  Cosa ne pensa?

E’ un problema culturale, e la risposta non può che essere nel lavorare per cambiare la cultura. A volte si ritiene “indecoroso” lo spettacolo di allattare, perché l’uso fisiologico della mammella, per accudire il bambino, è stato dimenticato e la normalità e lo standard è diventato quello di non allattare, e di ritenere il seno un oggetto sessuale. Il senso di cosa è normale e cosa è straordinario è stato stravolto. Le educatrici possono reagire male perché sono turbate dalla vista di una mamma che allatta, e per gli stessi motivi possono temere che questa vista turbi anche i bambini presenti. In realtà i bambini prendono con molta naturalezza e curiosità lo spettacolo di una mamma che allatta, e il solo gesto di allattare in pubblico restituisce all’allattamento la sua connotazione di atto fisiologico e naturale, facendo cultura.

 

Talvolta alle madri viene detto che sarebbe opportuno smettere di allattare il bimbo perché “ormai è grande”. Lei cosa ne pensa?

A volte, le educatrici vedono l’allattamento come il sintomo di un “problema” di legame troppo intenso fra la mamma e il suo bambino. C’è l’ansia di interrompere quanto prima questo legame, come se fosse un impedimento allo sviluppo e maturazione psicoaffettiva e un ostacolo alla separazione, quando è proprio il contrario. Un legame forte permette al bambino di avere maggiore sicurezza nell’esplorare ambienti e relazioni nuove senza l’ansia di perdere la connessione con la mamma.

E’ la nostra cultura a connotare l’allattamento come una “cosa da bambini piccoli”, in realtà non è che uno fra i molti modi di accudire un bambino nei primi anni di vita e non ha nulla a che fare con il “diventare grandi” o il “restare piccoli”. Cosa peraltro impossibile per il bambino, la cui spinta evolutiva è irresistibile.