Colloqui di lavoro: a volte essere attraenti è controproducente

L’idea che la bellezza comporti automaticamente dei vantaggi, oggi, è opinione diffusa (Alcock & Sadava, 2014), tanto che alcuni arrivano al punto di concludere che “essa sia sempre un bene “(Hosoda et al., 2003, 447).

Una mole significativa di ricerche in psicologia sociale ha indagato il ruolo dell’aspetto  fisico nella formazione dell’impressione e nei processi di selezione in ambito lavorativo. La conclusione a cui sono giunti, tendenzialmente, è che le persone fisicamente attraenti godano di un trattamento privilegiato rispetto agli altri individui, tanto nelle decisioni di assunzione e promozione che nelle valutazioni delle prestazioni (K. K. Dion et al., 1972; Griffin & Langlois, 2006; Hosoda et al., 2003).

Una recente  ricerca condotta da Margaret Lee e Madan M. Pillutla della London Business School ha fornito un ulteriore indizio a sostegno della teoria della discriminazione dei “belli”.

L’“Osservatorio sulla Ricerca Scientifica Internazionale” dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha deciso di approfondire questo aspetto.