Buone prassi per la raccolta delle dichiarazioni/testimonianza di vittime vulnerabili o in condizioni di particolare vulnerabilità

cura di Vera Cuzzocrea e Melania Scali

con la supervisione per gli aspetti giuridico-giudiziari delle magistrate Maria Monteleone e Paola Di Nicola e dell’Avv. Antonio Cucino

Gruppo di lavoro di Psicologia Forense Antonio Cucino, Vera Cuzzocrea, Anna Lubrano Lavadera, Stefano Mariani, Marilena Mazzolini, Viola Poggini, Paolo Roma,  Melania Scali, Elisa Spizzichino, Pietro Stampa


Gli esiti di questo cambiamento si riscontrano, da una parte, nello sviluppo di nuove progettualità volte ad aumentare il generale sistema di accoglienza delle vittime nel sistema giudiziario, dall’altra, nella definizione di scenari operativi (luoghi, strumenti, procedure di intervento, etc.) volti a migliorare l’accuratezza delle informazioni rese da vittime e testimoni in condizione di particolare vulnerabilità anche grazie all’incontro tra diversi saperi (giuridico, investigativo e psicologico), funzioni e competenze professionali.

Di fronte a questo nuovo scenario in cui la presenza del/la professionista psicologo/a è voluta dal legislatore in ausilio alla polizia giudiziaria (e alla magistratura) fin dalle primissime fasi dell’acquisizione della notizia di reato, resta però un margine di mancata definizione di quello che dovrebbe essere il ruolo degli psicologi e delle psicologhe che intervengono nell’ambito di delicate situazioni che spesso coinvolgono bambini e adolescenti, così come risulta poco chiara la modalità operativa e procedurale attraverso la quale la raccolta delle dichiarazioni dovrebbe essere effettuata.

Con queste buone prassi l’Ordine degli Psicologi del Lazio intende intervenire proponendo un documento di orientamento per meglio contestualizzare l’attività in oggetto anche migliorando la generale consapevolezza e formazione delle competenze necessarie al fine di poter svolgere l’incarico di consulente (o perito) per l’autorità giudiziaria nell’ambito dei procedimenti penali che coinvolgono specifiche tipologie di vittime minorenni e/o adulte caratterizzate da condizioni di particolare vulnerabilità.

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