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Onorario consulenti in gratuito patrocinio

L’Ordine invita il Cnop a intervenire presso Ministero di Giustizia per garantire pagamento onorari dei consulenti tecnici

Onorario consulenti in gratuito patrocinio

Lo scorso 5 febbraio l’Ordine ha invitato il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi a intervenire presso il Ministero della Giustizia per affrontare la questione dei consulenti tecnici d’ufficio e di parte, che – nell’ambito dei procedimenti ammessi al gratuito patrocinio – rischiano di non vedersi puntualmente riconosciuto l’onorario per le prestazioni professionali svolte.

Previsto dal Dpr n. 115/2002, il gratuito patrocinio, o meglio il patrocinio a spese dello Stato, consente anche alle persone meno abbienti di essere adeguatamente rappresentate in giudizio, nel pieno rispetto del diritto alla difesa sancito dalla nostra Costituzione.

I soggetti che ne beneficiano possono scegliere un difensore tra gli iscritti negli appositi elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato e, qualora si rendesse necessario il ricorso a competenze psicologiche, è possibile nominare un consulente tecnico di parte (Ctp). Al pari degli altri procedimenti giudiziari, anche in quelli con patrocinio a spese dello Stato può essere prevista la nomina di un ausiliario del giudice, il cui onorario viene posto a carico di una o di entrambe le parti al termine del grado di giudizio (clicca qui per saperne di più).

Come osservato da numerosi professionisti operanti in ambito forense, tuttavia, l’attuale formulazione della norma rischia inevitabilmente di produrre come effetto quello di una sostanziale gratuità della prestazione, quando ad essere condannata alle spese processuali è la stessa parte che viene ammessa al gratuito patrocinio.

Il Dpr n. 115/2002, infatti, include l’onorario dei consulenti tecnici tra quelle spese che, dinanzi all’impossibilità di una riscossione, possono soltanto essere prenotate a debito, ovvero annotate a futura memoria presso la cancelleria del tribunale ai fini dell’eventuale successivo recupero, ma senza esitare in un effettivo pagamento (a differenza dell’onorario dovuto al difensore che è invece anticipato dall’Erario).

Condividendo le preoccupazioni dei numerosi consulenti operanti in ambito forense, l’Ordine ha dunque invitato il Consiglio Nazionale a intervenire presso il Ministero della Giustizia per far presente come l’attuale norma, incapace di garantire la dignità di una adeguata e puntuale corresponsione degli onorari, mal si concili con l’onere deontologico di mantenere un livello di preparazione adeguato all’importanza dell’opera, se non a fronte di pesanti sacrifici compiuti dagli stessi professionisti.

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