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L’Ordine degli Psicologi sul Coronavirus

Il problema oggettivo del “coronavirus” diventa problema soggettivo in relazione al vissuto psicologico, alle emozioni e paure che suscita nelle persone

L’Ordine degli Psicologi sul Coronavirus

Gestione psicologica del problema

Il problema oggettivo del “coronavirus” diventa problema soggettivo in relazione al vissuto psicologico, alle emozioni e paure che il tema suscita nelle diverse persone.

La “percezione del rischio” può essere distorta e amplificata sino a portare a condizioni di panico che non solo sono quasi sempre del tutto ingiustificate ma aumentano il rischio perché portano a comportamenti meno razionali e ad un abbassamento delle difese, anche biologiche, dell’organismo.

E’ bene quindi affidarsi ai dati e alla comunicazione diffuse dalle autorità pubbliche e alle indicazioni di cautela e prevenzione in essa contenute. Ad esempio:

– Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

– Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

Non cercare di placare l’ansia inseguendo informazioni spesso amplificate ed incontrollate.

Ricordare che l’eventuale esposizione al virus non è sinonimo di malattia, che la contagiosità non equivale alla reale pericolosità per la salute umana, che esistono indicazioni pratiche per ridurre il pericolo. Che avere timori e paure è normale ma non ansia generalizzata, angoscia o panico, che non aiutano e sono controproducenti.

Un atteggiamento psicologico valido può aiutare non solo chi lo attua ma anche gli altri, innescando un circuito virtuoso, e aumentando il “quoziente di resilienza” dei singoli, della famiglia, della comunità.

Nelle prossime ore il CNOP pubblicherà e metterà a disposizione un vademecum per aiutare le persone a confrontarsi psicologicamente nel modo migliore possibile con il problema. Raccomandiamo comunque alle persone che sentono un particolare disagio psicologico di chiedere, senza timore o vergogna, un aiuto professionale.


Indicazioni agli psicologi

In queste ore ci viene segnalato che sono in aumento le persone che chiedono aiuto psicologico, anche se molti sono preoccupati o trattenuti dal timore di avere contatti personali.

Risulta evidente che i cittadini devono sentirsi sereni nel chiedere un aiuto psicologico – che può essere molto importante per la gestione soggettiva e comportamentale del problema – e gli Psicologi tranquilli di poterlo dare nel rispetto delle raccomandazioni fornite dalle Autorità sanitarie.

Invitiamo quindi gli Psicologi di seguire – a tutela propria e dei propri utenti – le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/), potendo continuare a svolgere la propria attività in quelle zone dove non ci sono restrizioni specifiche.

Per le attività in studio con adulti, individuali o di gruppo, non ci sono controindicazioni generali laddove professionisti ed utenti sono asintomatici e non vi sono fattori epidemiologici di rischio. Per i bambini si raccomanda la igienizzazione del materiale usato in terapia, anche se il virus appare meno pericoloso in età pediatrica.

L’uso di consulenze o terapie a distanza può essere indicato qualora ci si trovi in zone con restrizioni particolari o ci sia la presenza di fattori epidemiologici chiari di rischio, tale modalità non va quindi generalizzata come alternativa ma utilizzata con criteri specifici e motivati. Per tali attività si vedano le linee guida emanate dal CNOP. http://www.psy.it/wp-content/uploads/2015/04/Atti-Tipici_DEF_interno-LR-1.pdf

In caso di quesisti di tipo medico o comportamentale si raccomanda di indicare agli utenti di seguire le indicazioni fornite dalle Autorità sanitarie e di aiutarli a sviluppare comportamenti ed atteggiamenti adeguati e responsabili.

Per quanto riguarda le forme assistenziali per i liberi professionisti il CNOP si raccorderà con ENPAP per fornire ogni utile informazione.


Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi – www.psy.it