Approfondimenti Fiscale Psicologi

Fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2019 i professionisti nel regime ordinario potranno emettere e ricevere soltanto fatture elettroniche

Fatturazione elettronica

Obbligo di fatturazione elettronica tra privati. I soggetti interessati

Il 1° gennaio 2019 entra in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica (Legge n. 205/2017) per tutti i possessori di partita Iva nel regime ordinario. Sono esclusi dal nuovo obbligo i soggetti rientranti nel regime dei minimi (vecchi e nuovi) e i soggetti che applicano il regime forfettario, che però potranno ricevere fatture nel nuovo formato.

Con la previsione di questo nuovo obbligo lo Stato intende incrementare la sua capacità di prevenire e contrastare l’evasione fiscale e le frodi IVA.

L’utilizzo della fattura in formato elettronico diventa dunque obbligatoria non solo nei confronti della Pubblica Amministrazione, ma anche per le operazioni definite:

  • Business To Business (B2B), cioè per transazioni di beni e servizi tra imprese;
  • Business To Consumer (B2C), cioè nei confronti di consumatori finali, come nel caso degli psicologi che erogano prestazioni e fatturano direttamente a pazienti/clienti residenti in Italia.

Quanto ai soggetti non residenti in Italia, attualmente non è consentito emettere fattura elettronica nei loro confronti. In sostituzione è previsto un nuovo adempimento, il cosiddetto “esterometro” che si sostanzia nell’obbligo di comunicazione dei dati delle operazioni con l’estero.


Che cos’è la fattura elettronica

La fattura elettronica è un file in formato XML (eXtensible Markup Language) che contiene gli stessi elementi di una fattura cartacea ma si differenzia da essa per il fatto di dover essere compilata attraverso un personal computer, un tablet o uno smartphone e di dover essere trasmessa elettronicamente al cliente/paziente avvalendosi del cosiddetto Sistema di Interscambio (SdI): una sorta di “postino”, come lo definisce l’Agenzia delle Entrate, che svolge controlli sul documento fiscale.

Gli obblighi a cui i professionisti dovranno adempiere possono essere sintetizzati nella maniera che segue.

    1. Compilazione della fattura elettronica
      La procedura per fatturare è sempre la medesima: il professionista redige la fattura e poi, anziché stamparla o salvarla in PDF per inviarla via e-mail, genera il file fattura nel formato XML FatturaPA.
    2. Firma elettronica qualificata
      Una volta prodotta la fattura elettronica (un file XML) il professionista deve firmarla digitalmente tramite firma elettronica qualificata.
    3. Trasmissione della e-fattura tramite il SdI al destinatario
      Per recapitare la fattura al destinatario, il professionista (o l’intermediario abilitato e delegato) deve trasmetterla al SdI che: verifica che la fattura contenga tutti i dati obbligatori e l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera ricevere il documento; verifica che la partita Iva del professionista e la partita Iva/codice fiscale del cliente/paziente siano esistenti. Se i controlli effettuati sono positivi, il SdI consegna la fattura al destinatario e al mittente una ricevuta di recapito con data e ora di consegna.
    4. Ricezione e registrazione della fattura
      Il SdI fa pervenire la fattura al cliente/paziente dopo aver verificato i requisiti tecnici. All’utente non resta che importare la fattura elettronica per registrarla. Per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti, il SdI effettua specifici controlli del file stesso. In caso di mancato superamento dei controlli  viene recapitata, entro cinque giorni, una “ricevuta  di scarto” del file al soggetto trasmittente sul medesimo canale con cui è stato inviato al SdI. La fattura elettronica, o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI, si considerano non emesse.
    5. Conservazione della fattura elettronica
      Dopo aver emesso o ricevuto una fattura elettronica, il professionista deve provvedere alla conservazione sostitutiva: con tale espressione ci si riferisce a una procedura  informatica che permette di conferire valore legale nel tempo a un documento informatico equiparandolo all’originale cartaceo. La normativa prevede che i lotti di fatture elettroniche vengano conservati per 10 anni sia da chi emette la fattura sia da chi la riceve.

Come si emette la fattura elettronica

Sul mercato sono disponibili diversi software applicativi che possono essere acquistati presso fornitori tecnici e che permettono di emettere, gestire e consultare le fatture tramite computer, tablet o smartphone.

In alternativa ai suddetti software è possibile avvalersi dei servizi gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, indicati per quei professionisti che emettono un numero contenuto di fatture, che consistono in:

  • una procedura Web, utilizzabile attraverso il portale Fatture e corrispettivi;
  • un programma scaricabile sul proprio computer;
  • l’App per tablet o smartphone Fatturae, scaricabile dagli store Apple o Android.

(Scarica la guida La Fattura elettronica e i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate)

In ogni caso, il primo passo da fare consiste nell’acquisizione delle credenziali Fisconline per accedere al proprio cassetto fiscale. È possibile richiedere le credenziali o presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate oppure avviando la procedura alla pagina https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Abilitazione/Fisconline.jsp

Occorre quindi utilizzare la funzione “Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche”.

In tale fase, chi decide di non utilizzare i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate e sceglie di utilizzare uno specifico software acquistato privatamente deve comunicare il Codice destinatario associato al software prescelto (un codice di 7 cifre).

Chi invece sceglie di utilizzare i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate deve registrare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata.

La registrazione dell’indirizzo telematico può essere delegata al proprio commercialista.

Si ricorda che l’Ordine non ha alcuna competenza sulla procedura di registrazione al portale web dell’Agenzia delle Entrate e sul rilascio delle credenziali.

Per chiarimenti al riguardo o per assistenza tecnica, si invita dunque a rivolgersi all’Agenzia delle Entrate.

800.90.96.96 (da telefono fisso)

0696668907 (da cellulare)


Fatturazione nei riguardi di pazienti (Business To Consumer – B2C)

La fatturazione nei riguardi di pazienti rappresenta il caso più comune per gli psicologi.

Se il paziente fornisce un indirizzo PEC, il professionista dovrà compilare in sede di emissione della fattura, sia il campo “CodiceDestinatario” inserendo il codice convenzionale “0000000” che il campo “PecDestinatario”: in tal modo il SdI  recapiterà la fattura elettronica al destinatario nella propria casella PEC.

Nel caso in cui il paziente non fornisca un indirizzo PEC o comunque chieda al professionista di ricevere una copia informatica (anche Pdf) o analogica (cartacea) della fattura elettronica, il professionista dovrà compilare solo il campo “CodiceDestinatario” inserendo il codice convenzionale “0000000”: in questo caso la fattura verrà recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file su apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate. In quest’ultimo caso, il professionista è tenuto a comunicare tempestivamente al paziente che la fattura è acquisibile dalla citata area autenticata.


Imposta di bollo

Con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, cambiano le modalità per l’assolvimento dell’imposta di bollo di € 2,00, obbligatoria per le fatture di importo superiore a € 77,47.

La marca da bollo non dovrà più essere applicata materialmente in fattura, come sul cartaceo. Entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, lo psicologo deve versare in un’unica soluzione il totale delle imposte di bollo dovute, indicando nel modello F24 l’esercizio di riferimento ed il codice tributo 2501.

Sulla fattura elettronica andrà indicata la dicitura “Imposta di bollo assolta virtualmente ai  sensi del DM 17.6.2014”.


Opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie (730 precompilato)

I servizi gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate non prevedono al momento la possibilità per il professionista di registrare in fattura l’opposizione all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (TS).

Ne deriva che, salvo future implementazioni o chiarimenti al riguardo da parte della stessa Agenzia delle Entrate, i professionisti dovranno trasmettere al Sistema TS tutti i dati inerenti alle spese sanitarie sostenute dai propri pazienti.

Il paziente che vorrà opporsi potrà seguire le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate alla pagina Opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie (730 precompilato) – Che cos’è.


Delega ai commercialisti e agli intermediari abilitati

È possibile delegare ai commercialisti e agli intermediari abilitati i servizi di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, nonché di registrazione dell’indirizzo telematico.

La durata di ciascuna delega, conferita attraverso le funzionalità rese disponibili all’interno della propria area riservata agli utenti Entratel/Fisconline, ovvero presentando l’apposito  modulo di delega/revoca presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, può essere fissata dal soggetto delegante all’atto del suo conferimento.

In assenza di tale indicazione, la durata sarà pari a 4 anni. È, tuttavia, prevista la possibilità di revocare la delega in qualsiasi momento.


Sanzioni

Allo stato attuale e salvo interventi normativi in tale direzione, il recente collegato fiscale ha stabilito che per il primo semestre 2019 (operazioni effettuate fino al 30 giugno 2019) non si applicano le sanzioni per omessa fatturazione (dal 90% al 180% di cui all’articolo 6 D.lgs. n. 471/1997), a condizione che la fattura sia emessa (e quindi trasmessa al SdI) entro il termine per la liquidazione dell’imposta del periodo in cui è avvenuta l’effettuazione dell’operazione. Ad esempio, considerando un contribuente mensile, per un’operazione effettuata entro il 31 gennaio 2019 la fattura elettronica deve quindi essere trasmessa al SdI entro il 16 febbraio 2019, fermo restando che la relativa imposta deve confluire nella liquidazione del mese di gennaio.

Inoltre, è stabilita una riduzione dell’80% della predetta sanzione a condizione che la fattura elettronica sia emessa entro il termine della liquidazione periodica successiva (entro il 16 marzo 2019 riprendendo l’esempio proposto).

Quale regola a regime (operativa dal 1° luglio 2019) è previsto che la fattura sia trasmessa al SdI entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Laddove ci si avvalga di questa legittima “asincronia” temporale, è previsto l’obbligo di indicare nella fattura la data di effettuazione dell’operazione in quanto diversa da quella di emissione.

Esemplificando, la fattura di un’operazione effettuata il 31 luglio 2019 può essere emessa (trasmessa al SdI) entro il 10 agosto indicando nel documento (file Xml) che l’operazione è stata effettuata il 31 luglio (nessuna indicazione deve essere rispettata laddove la fattura sia emessa nello stesso giorno di effettuazione dell’operazione). Resta ovviamente fermo l’obbligo di confluenza dell’imposta a debito nella liquidazione del mese di luglio 2019 in presenza di contribuente mensile.


Consigli

Come anticipato, salvo proroghe o modifiche normative, l’obbligo della fatturazione elettronica entrerà formalmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2019. Tuttavia, sin da adesso è possibile, anzi raccomandabile, acquisire familiarità con le nuove modalità di fatturazione per non arrivare impreparati a quella data.

Si raccomanda vivamente di concludere sin da ora, ad esempio, la procedura di registrazione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (clicca qui).

Si consiglia inoltre di consultare il proprio commercialista per individuare, tra le varie alternative disponibili sul mercato o proposte dall’Agenzia delle Entrate, la modalità di fatturazione più in linea con le proprie esigenze.