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ECM, nessuna novità per gli psicologi

La legge Lorenzin, che ha definitivamente incluso lo psicologo tra le professioni sanitarie, non ha modificato la disciplina sull’ ECM, che continua a riguardare solo chi lavora nel SSN o con il privato convenzionato

ECM, nessuna novità per gli psicologi

In questi giorni il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha diffuso attraverso il suo sito web la notizia dell’estensione, a partire dal triennio 2020/2022, dell’obbligo di ECM a tutti i professionisti iscritti all’Albo degli Psicologi, in virtù della definitiva inclusione della professione di psicologo nel novero delle professioni sanitarie a seguito dell’entrata in vigore della Legge n.3/2018 (c.d. “Legge Lorenzin”).

Diversi professionisti, disorientati dalla notizia, si sono rivolti all’Ordine degli Psicologi del Lazio, per ricevere chiarimenti in merito alla presunta entrata in vigore del nuovo obbligo.

Questo Ordine non può fare altro che rilevare come, ancora una volta, in materia di formazione e aggiornamento professionale venga rappresentato un quadro distorto della realtà normativa vigente, generando confusione fra gli appartenenti alla categoria professionale.

Come più volte richiamato attraverso le pagine di questo sito web, infatti, l’Educazione Continua in Medicina (ECM) e la Formazione Continua prevista dal Decreto di riforma degli Ordini professionali (Dpr n. 137/2012) sono due sistemi formativi sostanzialmente diversi e sin dalla sua introduzione l’ECM ha riguardato e continua a riguardare solo determinate categorie di professionisti: nello specifico chi, a qualsiasi titolo – come dipendente o come libero professionista dunque – lavora presso il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) o presso le strutture sanitarie private operanti in regime di autorizzazione o concessione pubblica.

Questa interpretazione è stata suffragata dai successivi Accordi nazionali della Conferenza Stato-Regioni, che, pur intravedendo nel sistema ECM un possibile strumento di formazione e riqualificazione professionale per i liberi professionisti, hanno sottolineato la necessità di fondare ogni eventuale obbligo in capo ai liberi professionisti sulla base di precise garanzie normative.

Allo stato, ci si trova ancora dinanzi a un doppio binario di formazione continua, l’ECM e la formazione continua permanente. Quest’ultima interesserà gli psicologi soltanto a seguito dell’entrata in vigore di uno specifico regolamento, approvato dal CNOP e trasmesso per la validazione al Ministero della Salute ma non ancora entrato in vigore.

Tutto ciò a prescindere dall’entrata in vigore della Legge Lorenzin, che ha sì formalmente incluso la professione di psicologo nel novero delle professioni sanitarie e ha definitivamente sancito il passaggio della vigilanza sugli Ordini degli Psicologi al Ministero della Salute, ma non ha introdotto alcuna novità in materia di ECM, lasciando immutato l’impianto normativo originario in materia.

In altre parole, affinché l’obbligo ECM possa essere esteso a tutti gli esercenti una professione sanitaria, è necessaria un’esplicita previsione normativa, che al momento non c’è.

Occorre tra l’altro ricordare che l’approvazione del Regolamento sulla formazione continua permanente del CNOP risale al 27 gennaio 2018 ed è dunque successiva alla Legge n. 3/2018 (11 gennaio), alla quale non può esser legato l’obbligo di ECM per tutti i professionisti.

Sul tema, l’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha ritenuto di dover richiedere un ulteriore parere al proprio consulente legale. Il parere, che qui pubblichiamo integralmente, richiama i riferimenti normativi su cui si fonda l’obbligo di ECM e spiega in maniera accurata perché l’obbligo di ECM non può riguardare, allo stato, tutti i professionisti iscritti all’Albo.


Parere legale circa l’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017 (aggiornato alla luce dell’art. 9 della Legge n. 3/2018)

Sull’argomento: La Formazione Continua Permanente (Fcp) e l’Educazione Continua in Medicina (Ecm). Differenze tra Ecm e Fcp, destinatari dell’obbligo e fabbisogno formativo