News Psicologi

Cosa prevede il Decreto “Cura Italia”

Le principali misure per il sostegno di psicologi dipendenti e autonomi colpiti dall’emergenza epidemiologica da Coronavirus

Cosa prevede il Decreto “Cura Italia”

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge 18/2020, che introduce importanti misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19 in atto.

Tra le misure per la salvaguardia della capacità reddituale dei lavoratori autonomi, il Decreto prevede un indennizzo di 600 euro, su base mensile e non tassabile. E’ importante precisare che il riconoscimento di tale indennizzo non si applica tuttavia agli Psicologi e ad altri professionisti iscritti ad altri Ordini professionali con cassa di previdenza autonoma, che potranno invece contare sul cosiddetto Fondo per il reddito di ultima istanza. La definizione dei criteri di priorità e delle modalità di attuazione dell’indennità è rimandata a decreti attuativi che verranno adottati entro 30 giorni dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il decreto Cura Italia introduce, inoltre, alcune importanti deroghe per l’accesso alla cassa integrazione, che potrà applicarsi anche alle aziende con meno di cinque dipendenti, di tutti i settori produttivi, e sull’intero territorio nazionale per la durata massima di 9 settimane.

Importanti interventi di sostegno al reddito sono stati pensati per supportare i lavoratori con figli minori.

Per l’anno 2020 a decorrere dal 5 marzo i dipendenti possono usufruire del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo per i figli di età non superiore a 12 anni (a patto che nel medesimo nucleo familiare non ci sia un altro genitore beneficiario di altro strumento di sostegno al reddito) o con disabilità in situazione di gravità accertata. Alle stesse condizioni i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori con età compresa tra i 12 e i 16 anni hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione delle scuole, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, potendo contare sul divieto di licenziamento e sul diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Tanto i lavoratori autonomi iscritti all’INPS quanto quelli iscritti ad altre casse previdenziali (Enpap, nel caso degli Psicologi) hanno invece la possibilità di ottenere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting  nel limite massimo complessivo di 600 euro, per il periodo dal 5 marzo al 31 dicembre 2020.

Tra le misure di interesse per gli psicologi dipendenti del settore privato, è da registrare l’equiparazione alla malattia del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per COVID-19, come già avvenuto per i lavoratori del pubblico impiego nelle scorse settimane.

Il decreto incrementa di ulteriori 12 giornate complessive i giorni di permesso mensile coperto da contribuzione figurativa per i beneficiari della legge n. 104/1992, in caso di handicap grave.

Previsti poi alcuni interventi, in collaborazione con il sistema bancario, per evitare che imprese e famiglie possano trovarsi in carenza di liquidità. La misura più rilevante sotto tale profilo riguarda l’attuazione del Fondo di solidarietà “mutui prima casa”: per un periodo di 9 mesi potranno chiedere la sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa anche i liberi professionisti che dichiarino, in forma di autocertificazione e senza presentare il modello ISEE, di aver registrato, a seguito della restrizione della propria attività, una perdita del proprio fatturato di oltre il 33% rispetto all’ultimo trimestre 2019.

Importanti previsioni, infine, anche sotto il profilo degli adempimenti fiscali

Per evitare l’aggravamento dei problemi di liquidità, il Governo ha previsto, per i contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro, la sospensione dei versamenti IVA, delle ritenute e dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza tra l’8 e il 31 marzo 2020. Tali versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 oppure suddivisi in 5 rate, a decorrere dal mese di maggio.

I professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro, che erogano prestazioni verso clienti cosiddetti “sostituti d’imposta” hanno la possibilità di non applicare la ritenuta d’acconto sulle fatture di marzo e aprile 2020. Per avvalersi di tale beneficio, rilasciano apposita dichiarazione al cliente, dalla quale risulti che i ricavi e i compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi del decreto. Il professionista dovrà poi versare le ritenute autonomamente entro il 31 maggio 2020, con la possibilità di una rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio senza sanzioni e interessi.


Decreto-legge 7 marzo 2020, n. 18, Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Consulta anche la Sezione Covid-19 sul sito web Enpap.it

Approfondisci questi argomenti: