Iniziative e progetti Psicologi

COV-Habits: le abitudini degli italiani durante il lockdown

Indagine esplorativa finalizzata a comprendere i cambiamenti sopravvenuti durante il periodo di lockdown causato dalla pandemia COVID-19 in alcune aree significative della vita quotidiana

COV-Habits: le abitudini degli italiani durante il lockdown

Progetto a cura di Stefania Carnevale, Sergio Costa, Marta Giuliani, Paola Medde, Luana Morgilli, Debora Peruzzi, Michele Spaccarotella

 

COV-Habits è un’indagine esplorativa promossa dall’Ordine degli Psicologi del Lazio e finalizzata a meglio comprendere i cambiamenti sopravvenuti durante il periodo di lockdown causato dalla pandemia COVID-19 in alcune aree significative della vita quotidiana (Alimentazione, Affettività e Sessualità, Attività Motoria e Sportiva). Il campione, composto da 1222 soggetti (978 donne, 241 uomini e 3 non-binary) di età compresa tra i 18 e gli 80 anni, risiede principalmente nel Lazio (66,3%), e in misura minore da altre Regioni Italiane e dall’Estero. Al momento della compilazione del questionario, un terzo dei partecipanti ha riportato la presenza di una vulnerabilità emotiva riconducibile – principalmente – a quadri depressivi, disturbi d’ansia, disturbi psicosomatici e dell’alimentazione, e quasi il 5% ha dichiarato di aver iniziato un percorso di sostegno psicologico durante il periodo dell’isolamento.

Nell’Area dell’Alimentazione, la maggioranza della popolazione intervistata, in prevalenza normopeso, ha riferito di aver aumentato il proprio peso corporeo durante la quarantena e di aver assunto maggiori quantità di cibo.  Quanto alla qualità degli alimenti e dei nutrienti ingeriti, il 40,7% degli intervistati ha dichiarato di aver dedicato maggiore attenzione alla scelta/preparazione dei cibi. Eppure il 15% ha riferito di aver aumentato la quantità di Junk Food, da sempre associati ad uno stile alimentare fortemente legato all’emotional eating, anche se solo Il 23,5% dei rispondenti ritiene di aver assunto cibo per un bisogno più emotivo che fisico. C’è anche chi, avendo più tempo da dedicare alla spesa e alla preparazione del cibo, ha aumentato il consumo di frutta e verdura, trasformando una condizione critica in un’opportunità di cambiare “in meglio”.

Nell’Area della Sessualità, solo il 9,7% delle persone ha registrato un aumento dei propri comportamenti sessuali, soprattutto tra i 31 e i 40 anni. Per quanto riguarda la frequenza dei pensieri e delle fantasie sessuali, un quinto dei soggetti (in prevalenza uomini) ne ha riportato un incremento significativo, specie tra coloro che hanno sperimentato una drastica riduzione dell’attività sessuale. I più giovani hanno evidenziato un utilizzo più frequente delle applicazioni di dating, della pornografia online e del sexting.  Tra le coppie conviventi, la creazione improvvisa di nuovi spazi condivisi ha tendenzialmente favorito una comunicazione più intensa, intima ed efficace, con una frequenza comunque rilevante di momenti di freddezza, irritabilità, noia e superficialità, probabilmente laddove erano presenti conflittualità pregresse. Tra le emozioni riportate in relazione alla sessualità nel periodo dell’isolamento non solo il Piacere e lo Svago, ma la Noia, il Nervosismo, la Tristezza e l’Ansia, a dimostrazione dell’eterogeneità delle variabili individuali, relazionali e sociali che influenzano tale condotta.

Nell’area Attività Fisica e Sport il 59,4% dei rispondenti, specie nella fascia di età sotto i 40 anni e di sesso femminile, ha dichiarato di aver compensato l’assenza di spostamenti quotidiani con altro tipo di attività fisica. Tra i più attivi durante il lockdown, coloro che in precedenza praticavano attività fisica solo saltuariamente. Il bisogno di scaricare energie, la cura del proprio benessere, il timore di prendere peso le motivazioni più ricorrenti. Riguardo all’attività più strutturata, invece, un terzo dei partecipanti ha riportato un aumento della frequenza e della durata delle sessioni di allenamento. Tuttavia il 43,9% dei partecipanti ha dichiarato di temere un peggioramento della propria forma fisica dall’inizio dell’isolamento. Molto utilizzato YouTube, seguito dall’uso di Attrezzatura sportiva, di App e dei Social Network, appaganti anche sotto il profilo sociale e relazionale. I vissuti e le emozioni maggiormente associati all’attività fisica sono stati positivi come l’Energia, il Piacere, il Divertimento, sebbene siano riportati anche aspetti quali la Noia, l’Ansia, la Tristezza, la Solitudine e la Rabbia.

Le emozioni che hanno contrassegnato maggiormente la rivoluzione prodotta dal lockdown sulla vita individuale sono state l’ansia, la paura, la tristezza, la noia e l’irritazione. La nostra mente ha sopperito allo stress trovando nel cibo, nell’intimità e nello sport un spazio di espressione, più o meno funzionale. In taluni casi sono emerse fragilità specifiche che hanno favorito la messa in atto di comportamenti rischiosi. In considerazione di ciò, potrebbe essere utile seguire alcuni accorgimenti:

 

  • allenarsi a riconoscere cosa scatena la nostra fame e cosa davvero ci rende inquieti;
  • imparare a riconoscere le emozioni in modo da gestirle al meglio e con i giusti comportamenti;
  • creare spazi di comunicazione efficace all’interno della coppia e riconoscere che emozioni quali la noia, la tristezza e la rabbia – se adeguatamente accolte – possono rappresentare opportunità di miglioramento della propria vita relazionale e sessuale;
  • comprendere che le nuove tecnologie applicate all’erotismo, se adeguatamente utilizzate, possono aumentare il livello di intimità e confidenza;
  • facilitare la pratica dell’esercizio fisico sfruttando supporti tecnologici come app e social network, preziosi sia per le competenze tecniche offerte che per le opportunità di socializzazione che possono garantire

 

L’analisi dei dati è disponibile al seguente report