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Progetto Self-management in cronicità

L'Ordine e la Regione Lazio avviano un'indagine per comprendere se e come sia mutata, nel nuovo quadro pandemico, l'auto percezione della malattia cronica

Progetto Self-management in cronicità

 

L’Osservatorio Psicologia in Cronicità istituito presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha avviato un protocollo di intesa con la Regione Lazio per la realizzazione del il progetto “Self-management, qualità della vita e variabili emozionali in cronicità: un’indagine esplorativa ai tempi del Covid-19”.

 

L’attuale periodo storico contrassegnato dalla pandemia COVID-19 ha comportato, unitamente alla crisi sanitaria globale, una sospensione temporale, uno sradicamento delle certezze, trasformazioni multiple anche rispetto alla possibilità di fruire adeguatamente di servizi di continuità assistenziale.

L’isolamento, i bisogni e le fragilità da questo sollecitate hanno avuto un notevolissimo impatto a più livelli, con significative ripercussioni psicologiche-emotive che hanno generato quella che, come documentato da studi recentemente condotti, è stata definita una “epidemia emozionale”.

Per una particolare coincidenza fenomenologica, le patologie croniche sono state definite come un’epidemia globale. Per i pazienti che convivono con patologie croniche, il nuovo panorama generato dall’emergenza Covid ha comportato un aumento significativo del “peso” percepito e ha rappresentato una prova di difficile sostenibilità proprio nelle componenti che più caratterizzano il processo di cura.

Il successo nel self-management che la condizione di cronicità richiede è connesso alla presenza di diversi fattori, tra i quali una chiara comunicazione circa gli standard di cura ed una concordanza di obiettivi tra l’operatore sanitario ed il paziente.

La brusca interruzione dei servizi sanitari durante la fase di emergenza Covid, ha costretto le persone con condizioni di cronicità a confrontarsi con una serie di limitazioni nelle sfere strettamente connesse alla gestione della loro condizione, a livello ambientale (accesso alle cure mediche e nella continuità assistenziale), emotivo (regolazione delle emozioni) e comportamentale (mantenimento di azioni quotidiane legate al self-management e all’adozione di stili di vita salutari).

 

In questo contesto, l’indagine Self-management, qualità della vita e variabili emozionali in cronicità è stata realizzata con l’obiettivo di creare una fotografia sensibile dello stato di salute dei pazienti con cronicità in un tempo di alterate certezze con l’obiettivo di cogliere i bisogni e le necessità che l’esperienza di ultimi mesi ha prodotto. In questa direzione, in linea con la necessità di promuovere un lavoro di rete, il fine ultimo di questa iniziativa è l’implementazione e la modellizzazione di un intervento integrato, realizzato dalla sinergia dei diversi stakeholder della rete assistenziale e in grado di realizzare la risposta di cura massimamente rispondente alle esigenze (vecchie e nuove) dell’utente.

La survey si focalizza sull’esplorazione di come sia cambiata la percezione del rapporto con il team curante, la gestione di alcuni comportamenti riguardanti il mantenimento dell’aderenza, il vissuto connesso alla propria condizione cronica, durante il momento storico della pandemia e nella fase pre-covid.

In linea con questa prospettiva, l’indagine esplora le componenti più profonde della domanda psicologica e dei bisogni multidimensionali delle persone con cronicità, al fine di tracciare la linea di un intervento efficace sia rispetto agli aspetti specifici connessi alla promozione della salute che nella direzione della prevenzione delle complicanze,

I riscontri, incrociati con un complesso sistema di variabili (come lo status socio-economico, lo stile di vita, le misure di benessere e della disabilità), confluiranno nel mese di novembre in una dettagliata analisi statistica e in un report riassuntivo.

Il documento, oltre a costituire un’importante mappa della popolazione con cronicità, consentirà l’individuazione di eventuali segmenti a rischio e la definizione di strategie di prevenzione delle complicanze, agevolando, ove necessario, la pianificazione interventi di supporto psicologico mirato.