Iperconnessi

Percezioni, motivazioni e utilizzi dell'online

La ricerca “Ipeconnessi- Percezioni, motivazioni e utilizzi dell’online”, realizzata dall'Ordine degli Psicologi del Lazio insieme a Roma Capitale – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Dipartimento Politiche Sociali – Direzione Salute e Benessere, Fondazione Roma Solidale, e con il contributo tecnico di IDEGO –Psicologia Digitale, ha esplorato le dipendenze da smartphone e da social media, nelle bambine e nei bambini frequentanti le scuole secondarie di primo grado e negli ultimi due anni delle primarie.

I risultati mostrano che quattro ragazzi su cinque (nella fascia d’età 10 – 14 anni) usano lo smartphone e due su tre ne hanno uno personale; il loro utilizzo è molto diffuso sia tra amici che familiari e appare una pratica incoraggiata anche dalle famiglie; la quasi totalità dei ragazzi e delle ragazze ha possibilità di connettersi online e conosce i social media - tra i più utilizzati WhatsApp, YouTube, Google+ e Tik Tok -; un/a ragazzo/a su due dichiara di avere un “profilo personale” attivo; un intervistato su tre afferma di fare uso dei dispositivi anche dopo mezzanotte e durante i pasti almeno una volta al mese.

La funzione è strumentale: ricerca di informazioni, studio, lezioni, guardare video o ascoltare musica, ma prevale la percezione affettiva: la percezione è che il tempo libero, spesso associato a stati di noia e isolamento, sia un contenitore da riempire. Pressante l’esigenza percepita di incrementare la rete di relazioni per appagare il bisogno di riconoscimento sociale.

Il recente lockdown ha esasperato una tendenza già in atto: gli adolescenti utilizzano la loro presenza su diverse piattaforme online come strumento essenziale di socializzazione, ed è per questo che diventa importante comprendere come questa continua connessione al mondo virtuale possa influenzare la loro visione delle cose e la loro crescita, sia fisiologica che emotiva. Importante è tenere aperto un dialogo vivo e senza pregiudizi con queste condotte: proprio in un momento in cui la socializzazione dal vivo è aspramente compromessa, la possibilità di tenere accesa una condivisione di spazi di esperienza in rete è un accadimento che può dirci molto sui bisogni, sui desideri, sulle scelte affettive e sull’universo immaginario e relazionale dei ragazzi.

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