Formazione e Qualità in psicoterapia

Paese che vai psicoterapeuta che trovi. Il riconoscimento della professione di psicoterapeuta in Europa

Chiarimenti circa la figura dello psicoterapeuta, caratteristiche e normative

In Europa, come in Italia, c’è una grande confusione nella popolazione rispetto alla figura dello psicoterapeuta. Molti la confondono o la sovrappongono ad altre professioni – si pensi allo psichiatra – e alcuni non ne conoscono neppure l’esistenza. Tale confusione è rispecchiata dalle normative europee: non tutti i Paesi dell’Unione Europea, infatti, riconoscono e regolamentano questa figura professionale e laddove ciò accade non sempre l’accesso è riservato solo a psicologi e medici, come accade invece in Italia.


Normative

Parlando di normative, è innanzitutto necessario citare quella europea che regola il riconoscimento della professione di psicoterapeuta in Europa.
La Direttiva 2005/36/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali comporta, per i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea, la facoltà di esercitare una professione in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno acquisito la relativa qualifica professionale, a patto che la stessa professione sia riconosciuta e regolamentata nello Stato ospitante.


Attenzione!

Il presente articolo si riferisce alla professione di psicoterapeuta, ma è applicabile anche alla professione di psicologo. Bisogna però fare una precisazione: in alcuni paesi dell’Unione Europea la professione di psicologo è riconosciuta ma non regolamentata, in questi casi la Normativa Europea non è applicabile. Non sarà possibile, pertanto, svolgere nemmeno prestazioni temporanee.
Si consiglia di contattare l’autorità competente del relativo paese per ricevere informazioni rispetto alla professione.

 

In quali paesi è riconosciuta e regolamentata la professione?

Quindi, la normativa che regola la professione di psicoterapeuta potrà essere applicata solo nei Paesi europei in cui la professione è appunto riconosciuta e regolamentata, cioè i seguenti:

  • Austria (Psychotherapeutin / Psychotherapeut)
  • Germania (Psychologische® Psychotherapeut/in)
  • Finlandia (Psykoterapeutti / Psykoterapeut)
  • Francia (Psychothérapeute)
  • Italia (Psicoterapeuta)
  • Liechtenstein (Psychotherapeut)
  • Olanda (Psychotherapeut)
  • Polonia (Instruktor terapii uzależnień, Specjalista psychoterapii uzależnień, Specjalista terapii uzależnień)
  • Svezia (Psykoterapeut)
  • Svizzera (Psychothérapeute)

 

Per verificare le professioni regolamentate nei diversi Paesi europei si può fare riferimento al database delle professioni regolamentate in Europa.
In questi Paesi lo psicoterapeuta italiano potrà accedere alla stessa professione ed esercitarla con gli stessi diritti dei cittadini dello Stato ospitante. Ciò non esonera il professionista migrante dal rispetto di eventuali condizioni di esercizio imposte dallo Stato membro in questione.
Negli altri Paesi europei, dove la professione di psicoterapeuta non è regolamentata, si può fare richiesta di riconoscimento del titolo di psicologo, per il quale si rimanda alla lettura del seguente articolo “Il riconoscimento del titolo di psicologo all’estero

 

Quali sono le caratteristiche degli psicoterapeuti nei vari paesi europei?

Come abbiamo precisato, se si vuole esercitare la professione di psicoterapeuta in un altro Paese europeo basta chiedere il riconoscimento. Sempre che le due professioni siano uguali in entrambi i Paesi.
Pertanto partiamo dalle differenze.
In primo luogo, attira l’attenzione la grande differenza rispetto alla qualifica di studi richiesti per accedere alla professione di psicoterapeuta.
La direttiva europea delinea determinati livelli (articolo 11. Livelli di qualifica).
Vi presentiamo una tabella con indicati i livelli della Direttiva Europea 2005/36/CE, i corrispettivi livelli di studi italiani e la EQF (European Qualification Framework). Cerchiamo quindi di fare chiarezza rispetto al livello di formazione richiesto per accedere alla formazione in psicoterapia nei vari paesi europei

 

Immagine

 

Come si può constatare, solo in Francia, Italia, Olanda e Svizzera viene richiesta una formazione di più di 4 anni di studio dopo un diploma di istruzione secondaria.
In Austria, Germania, Liechtenstein e Svezia la formazione richiesta è paragonabile ad una laurea triennale italiana.
In Finlandia e Polonia sembra non ci sia nemmeno bisogno di un titolo di studio paragonabile ai titoli universitari italiani.
Esiste, quindi, una grandissima differenza in termini di formazione professionale.
In realtà, necessario precisare che in ogni paese esistono degli iter per la formazione in psicoterapia ma il titolo rilasciato non sempre è riconosciuto dallo Stato.

 

Vediamo ora la descrizione fornita dai vari paesi per la professione di psicoterapeuta e di cosa può occuparsi.

 

Immagine

Immagine 1

Immagine 2

 

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Come si sarà potuto notare, le diverse descrizioni proposte per qualificare la professione psicoterapeutica presentano differenze importanti.
In Italia la descrizione risulta abbastanza esaustiva e viene specificato quali professioni possono avere accesso alla formazione in psicoterapia. Tale precisazione non è invece riportata in nessuna delle altre descrizioni. In alcuni Paesi, la descrizione delle attività riconosciute allo psicoterapeuta sembra avvicinarsi molto a quella che in Italia connota la figura dello psicologo.

 

Insomma, anche a livello europeo sembra esserci una grande confusione su cosa significhi essere uno psicoterapeuta. Non ci sorprende, quindi, che tale confusione si rifletta anche tra i non addetti ai lavori e che per gli stessi psicoterapeuti possa essere piuttosto complicato cercare di fare chiarezza.
Ma le difficoltà non sono finite qui!
Una volta capito in che settore è possibile lavorare e la qualifica richiesta, è necessario imbarcarsi nell’avventura della documentazione.

 

Quali documenti e/o garanzie possono richiedere gli stati Europei?

Per prestazioni temporanee

Se i professionisti vogliono prestare servizi in un paese dell’Unione Europea solo temporaneamente, possono farlo informando in anticipo l’autorità competente dello Stato membro ospitante con una dichiarazione scritta. Tuttavia, questa disposizione non è applicabile per le professioni che abbiano implicazioni sulla salute o sulla sicurezza pubblica, per le quali i Paesi dell’Unione Europea possono esigere il previo riconoscimento delle qualifiche.

I paesi che esigono un riconoscimento previo sono:

  • Austria
  • Finlandia
  • Francia
  • Italia
  • Olanda
  • Polonia
  • Svezia
  • Svizzera

I paesi che non specificano l’esigenza un riconoscimento previo sono:

  • Germania
  • Liechtenstein

Si consiglia un controllo della pagina del database delle professioni regolamentate in Europa per la verifica di un eventuale aggiornamento delle informazioni.

 

Per stabilimento ed esercizio stabile della professione

Ogni Stato Membro richiederà all’interessato dei documenti specifici in base alla regolamentazione prevista. I documenti che potrebbero essere richiesti, per la professione di psicoterapeuta, secondo la Direttiva 2005/36/CE sono i seguenti:

  1. Prova della nazionalità dell’interessato.
  2. Copia degli attestati di competenza o del titolo di formazione che dà accesso alla professione in questione ed eventualmente un attestato dell’esperienza professionale dell’interessato.
  3. Informazioni sulla formazione per determinare l’eventuale esistenza di differenze sostanziali rispetto alla formazione richiesta a livello nazionale.
  4. Documenti rilasciati da autorità competenti dello Stato membro di origine o dello Stato membro da cui proviene il cittadino straniero dai quali risultino prove relative all’onorabilità o che non gli sia stato vietato l’esercizio della professione per gravi mancanze professionali o di condanne per reati penali.
  5. Traduzione giurata di alcuni documenti.

Alcuni documenti possono essere richiesti in Italia al Ministero della Salute, quali:

  • l’Attestato di conformità per titolo di psicologo
  • l’Attestato di conformità per titolo di medico
  • l’Attestato di conformità per titolo di psicoterapeuta
  • il Certificato di onorabilità professionale – Good standing

Dato che la professione di psicoterapeuta, nella maggior parte dei casi, rientra nelle professioni sanitarie è possibile che lo Stato ospitante richieda altre garanzie per la tutela dei propri cittadini prima di autorizzare la prestazione di servizi.

Secondo la Direttiva 2005/36/CE lo Stato ospitante potrebbe esigere dal richiedente un tirocinio di adattamento non superiore a tre anni o una prova attitudinale se si presenta uno dei seguenti casi:

  1. se la durata della formazione da lui seguita è inferiore di almeno un anno a quella richiesta nello Stato membro ospitante;
  2. se la formazione ricevuta riguarda materie sostanzialmente diverse da quelle coperte dal titolo di formazione richiesto nello Stato membro ospitante;
  3. se la professione regolamentata nello Stato membro ospitante include una o più attività professionali regolamentate, mancanti nella corrispondente professione dello Stato membro d’origine del richiedente e se la differenza è caratterizzata da una formazione specifica, richiesta nello Stato membro ospitante e relativa a materie sostanzialmente diverse da quelle dell’attestato di competenza o del titolo di formazione in possesso del richiedente.

 

Validità temporanea dei documenti

Il documento di onorabilità professionale al momento della sua presentazione non può risalire a più di tre mesi.

 

Conoscenze linguistiche

I beneficiari del riconoscimento delle qualifiche professionali devono avere le conoscenze linguistiche necessarie all’esercizio della professione nello Stato membro ospitante.

 

Alcune considerazioni conclusive

La rapida carrellata proposta in merito alle normative che i singoli Paesi dell’Unione Europea hanno rispetto alla figura dello psicoterapeuta, evidenzia non solo differenti impostazioni giuridiche ma anche – e forse specialmente – diverse “sensibilità” nei confronti di questo ambito disciplinare. Le riflessioni sulla psicoterapia e sulla possibilità di distinguerla da altri tipi di intervento a tutela della salute mentale ha indubbiamente in Italia una lunga tradizione. Certamente ci sono aree di sovrapposizione che a volte rendono difficile una netta demarcazione tra ciò che è “psicoterapeutico” e ciò che non lo è, questo però non toglie il fatto che in Italia si è deciso di riconoscere legittimità non solo alla psicoterapia in quanto disciplina scientifica ma anche alla figura professionale deputata ad esercitarla. Ci sembra dunque importante, da un lato, avere una visione d’insieme della realtà europea che ci circonda – una sorta di “attenzione al contesto” –  dall’altro, di salvaguardare la nostra cultura e i percorsi formativi che sono stati elaborati in questi anni per garantire una formazione specialistica di qualità.