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Normazione counselor, Ministero della Salute chiede la sospensione

La figura del counselor presenta forti sovrapposizioni con l’attività dello psicologo e di altre figure sanitarie

Normazione counselor, Ministero della Salute chiede la sospensione

Lo scorso 18 gennaio il Ministero della Salute ha accolto la richiesta dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e ha ordinato all’UNI – Ente italiano di normazione di sospendere i lavori inerenti al progetto di norma n. 1605227 sulla figura del counselor.

Come evidenziato dall’Ordine nella richiesta di intervento, la figura del counselor descritta nella scheda pre-normativa UNI si pone in palese sovrapposizione con le professioni sanitarie dello psicologo, dello psicologo psicoterapeuta, del dottore in tecniche psicologiche, del medico psicoterapeuta e del medico psichiatra, determinando un potenziale incentivo all’esercizio abusivo di tali professioni e mettendo in serio pericolo il diritto al benessere psicofisico della collettività.

Già in passato, come si ricorderà, il Ministero della Salute era intervenuto per sospendere l’analogo progetto normativo sul “counselor relazionale”. Fermato nel 2015, tale progetto era poi nei fatti ripartito con la scheda pre-normativa sul “counselor”, allo scopo di eludere la sospensione imposta dal Ministero, comunque foriera di numerose criticità.

Negli scorsi mesi, partecipando direttamente al Tavolo UNI, l’Ordine ha più volte tentato di far comprendere come con il progetto normativo sul counselor si stesse per normare un’attività in palese sovrapposizione con la professione di psicologo, ma era rimasto del tutto inascoltato. Come inascoltata, nel luglio scorso, era rimasta l’istanza-diffida rivolta all’UNI per ottenere l’annullamento della scheda pre-normativa, prima di giungere all’intervento sospensivo del Ministero di questi giorni.

Un risultato, la sospensione richiesta ora dal Ministero, che l’Ordine saluta con entusiasmo, pur nella consapevolezza che – come afferma il Presidente Nicola Piccinini  – “si sarebbe potuto raggiungere molto prima, se ci fosse stata sin da subito la convinta collaborazione del Consiglio Nazionale e degli altri Ordini regionali, arrivata alla fine solo grazie ad una sollevazione della base degli iscritti, indignati per l’immobilismo del proprio organismo nazionale(comunicato stampa del 20 gennaio 2019). Ancora il 14 dicembre scorso, infatti, il Ministero sollecitava una risposta dal Consiglio Nazionale (Cnop).

Un risultato, questo comunque ottenuto, che premia l’impegno profuso dall’Ordine degli Psicologi del Lazio nelle attività di tutela della categoria degli psicologi e del diritto al benessere della collettività, e che rafforza la determinazione a intervenire per fermare ogni possibile forma di esercizio abusivo della professione.

Di recente infatti, come osserva il Tesoriere Federico Conte, è stato avviato un altro tavolo, sul coaching, che sembra replicare le stesse dinamiche della vicenda ora richiamata. Le prossime azioni dell’Ordine saranno dunque volte a far comprendere ai decisori politici quali conseguenze per la salute dei cittadini possono derivare dall’assegnare ad un Ente privato la normazione delle professioni non regolamentate.


Leggi la richiesta di intervento sospensivo inviata dall’Ordine al Ministero della Salute

Leggi la nota inviata dal Ministero della Salute all’UNI

Leggi il sollecito del Ministero della Salute al Cnop

Leggi il sollecito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio al Cnop

Comunicato stampa del 20 gennaio 2019: Counselor, anche il Ministero della Salute li blocca: “La loro attività si sovrappone a quella dello psicologo”

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