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Lo Psicologo può dirigere una Unità Operativa Complessa

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e annulla l’avviso di selezione della Asl Roma C per la direzione della UOC TSMREE aperto ai soli Medici

Lo Psicologo può dirigere una Unità Operativa Complessa

I Dirigenti Psicologi possono dirigere le Unità Operative Complesse. A stabilirlo, in via definitiva, è il Consiglio di Stato, che – con la recente sentenza 2735 del 29 aprile 2019 – ha accolto il ricorso dell’Ordine degli Psicologi del Lazio per la riforma di una sentenza del TAR Lazio risalente al 2012.

Oggetto del ricorso la legittimità dell’avviso pubblico con cui la Asl Roma C aveva riservato ai soli Dirigenti Medici la possibilità di concorrere per l’assegnazione di un incarico quinquennale di Direttore Responsabile dell’Unità Operativa ComplessaTutela Salute Mentale e Riabilitazione nell’Età Evolutiva” (TSMREE) del distretto XI.

Investito della vicenda, il Tar Lazio – con la sentenza 4442/2012 – aveva inizialmente stabilito la legittimità dell’avviso di selezione impugnato, ponendo a fondamento della decisione il fatto che l’assegnatario dell’incarico, in virtù delle attività che avrebbe dovuto svolgere, dovesse avere “anche competenze nella definizione di un piano farmacologico oltre che psicoterapeutico”.

Di diverso avviso, ora, il Consiglio di Stato che, sposando la linea sempre sostenuta dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, e ribadendo quanto tra l’altro già affermato dai Giudici di Palazzo Spada con la pronuncia di un’analoga decisione nel 2016 (Cons. Stato, Sez. III, 4 febbraio 2016, n. 448) ha definito “irragionevole” la scelta di riservare l’accesso alla dirigenza della UOC ai soli Medici Psichiatri, escludendo gli Psicologi,

sia perché la professionalità di questi ultimi resta implicata dall’esercizio dei compiti attribuiti alla direzione, sia perché le funzioni direttive non comportano l’erogazione diretta di prestazioni mediche psichiatriche, ma solo l’organizzazione e il coordinamento della sottostante struttura […]”.

Ora come in passato, il Consiglio di Stato fa inoltre notare come la normativa relativa all’accesso agli incarichi dirigenziali nel SSN (il Dpr n. 484/1997),

[…] si limita ad elencare le discipline (solo) all’interno delle quali devono essere scelte le professionalità a cui affidare gli incarichi dirigenziali sanitari di secondo livello, ma non prescrive in alcun modo che la selezione di un incarico di direzione di una struttura che interessa più discipline debba essere limitata ad una sola categoria professionale (Cons. Stato, Sez. III, 4 febbraio 2016, n. 448).

Per il Consiglio di Stato, dunque, la scelta di riservare l’assegnazione dell’incarico ai soli Dirigenti Medici è illegittima, salvo motivate esigenze aziendali e di funzionalità del servizio, che nel caso specifico non sono state ritenute adeguate.

Accogliendo il ricorso dell’Ordine, il Consiglio di Stato ha così disposto l’annullamento della delibera e dell’avviso di selezione impugnati in primo grado nella parte in cui riserva la partecipazione della procedura ai soli dirigenti Medici. Una decisione importantissima per il riconoscimento della professione di Psicologo nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, che amplia la giurisprudenza sul pieno diritto degli Psicologi di dirigere, accanto ai loro colleghi Medici, anche le Unità Operative Complesse, e che chiarisce la reale portata della normativa in vigore, che d’ora in avanti non potrà più essere interpretata da Asl e Regioni sull’intero territorio nazionale in senso sfavorevole per gli Psicologi.


Allegati

Sentenza del Consiglio di Stato n. 2735 del 29 aprile 2019