Gentile collega,

l’attuale situazione dovuta all’emergenza Coronavirus ci vede tutti coinvolti e preoccupati delle ricadute non solo sanitarie, ma anche economiche, che seguiranno nei mesi a venire.

Consapevoli delle conseguenze che tale situazione avrà su tutte le iscritte e gli iscritti, desideriamo informarvi di quanto deciso nella seduta di Consiglio del 23 marzo in merito alla quota di iscrizione 2020.

Abbiamo cercato di trovare un compromesso tra le giuste esigenze delle colleghe e dei colleghi in difficoltà e l’equità nei confronti di chi ha già pagato (il 25% circa degli iscritti), ma anche, al contempo, tutelare l’equilibrio economico e finanziario dell’Ente che siamo chiamati a gestire con responsabilità, nei confronti di tutta la famiglia professionale.

Purtroppo i diversi decreti governativi non prevedono misure a sostegno dei professionisti in merito al versamento delle quote annuali di iscrizione agli Ordini, né deroghe alle relative scadenze. Pertanto, ci siamo interrogati sul possibile rinvio della data di scadenza prevista per il 31 marzo. Dopo avere analizzato i calcoli della Tesoreria e dopo una lunga e sofferta riflessione, siamo giunti alla conclusione che al momento un rinvio potrebbe mettere a rischio la sostenibilità dell’Ente: per tale motivo abbiamo deciso, con rammarico, di lasciare inalterata la data di scadenza al 31 marzo 2020.

Abbiamo quindi preso in esame la possibilità di eliminare le spese per il recupero della quota (15 euro) che scatterebbero automaticamente a partire dal 01 aprile 2020, e ci siamo resi conto che sarebbe possibile posticipare la data di questo costo aggiuntivo al 30 giugno, a patto che l’Ente abbia raggiunto un importo sufficiente per il suo sostentamento.

Per tale ragione invitiamo chi è nelle condizioni di pagare a farlo ora, in modo da raggiungere quella soglia di sostenibilità che consentirebbe di spostare al 30 giugno il pagamento dei 15 Euro per le colleghe e i colleghi che non riuscissero a far fronte alla quota entro marzo.

Crediamo che questa sia la soluzione più equilibrata e che la solidarietà reciproca possa essere la chiave per tenere insieme tutte le istanze, ma anche un modo per tradurre il concetto di comunità professionale in un esempio concreto di comunità intesa come insieme di persone unite da rapporti sociali e interessi comuni, capaci di agire nell’interesse reciproco.

Grazie al contributo di tutti potremo orientare ancora di più le azioni dell’Ordine a difesa e tutela delle psicologhe e degli psicologi nella sfida di fronteggiare la crisi e facilitare la ripresa.

Con questo scopo, nel breve periodo, intendiamo mettere in campo azioni concrete, rinviando progettualità già pianificate, a vantaggio di iniziative di sostegno della categoria.

A medio e lungo termine agiremo su due livelli: da un lato, investiremo ancora di più sulla promozione della nostra professione, convinti che le psicologhe e gli psicologi avranno un ruolo decisivo nell’uscita dalla crisi. Dall’altro, sentendo forte la responsabilità di essere al fianco delle nostre colleghe e dei nostri colleghi, offriremo contenuti e risorse utili in questa fase di grande criticità professionale, e anche personale e familiare, di tutti noi.

Continueremo costantemente ad aggiornarvi sui rapporti istituzionali in corso e sulle prossime iniziative finalizzate al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati.