Aggiornato al 5 novembre 2020

Molti professionisti si stanno interrogando su come l’emergenza epidemiologica in corso possa incidere sulla propria attività professionale, chiedendo all’Ordine se vi siano particolari cautele da adottare, oltre alle prescrizioni e alle raccomandazioni già diffuse a livello governativo.

È bene precisare che i vari decreti che si sono succeduti negli ultimi mesi non hanno mai sospeso l’attività professionale degli psicologi, che è potuta proseguire nel rispetto delle misure di prevenzione igienico sanitarie del Ministero della Salute, in quanto professione contraddistinta dal codice Ateco 86.90.30, salvo diversa valutazione dei professionisti che hanno optato per la prosecuzione dei rapporti con modalità telematica.

Il recente Decreto-legge 125/2020 ha introdotto l’obbligo, operativo da giovedì 8 ottobre 2020, di avere sempre con sé una mascherina e di indossarla sia all’aperto (misura già anticipata nel Lazio dall’Ordinanza n. Z00062) – sia nei luoghi chiusi diversi dalle abitazioni private, fatta eccezione, in entrambe le ipotesi, per i casi in cui “sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”.

La mascherina dovrà essere indossata dunque anche all’interno degli studi professionali, nei casi in cui non sia garantita in modo continuativo la predetta condizione, come confermato dai successivi Dpcm del 13 ottobre 2020Dpcm del 24 ottobre 2020.

L’obbligo di indossare la mascherina non riguarda chi svolge attività sportiva, i bambini con età inferiore ai sei anni, chi ha patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina nonché coloro che per interagire con quest’ultimo versino nella stessa incompatibilità.

Il più recente Dpcm del 3 novembre 2020 ha infine introdotto alcune una serie di misure ulteriormente restrittive, in vigore da venerdì 6 novembre, per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus sull’intero territorio nazionale. Tra le più importanti misure introdotte, la preannunciata divisione del territorio nazionale in aree gialle, arancioni e rosse – a seconda dello scenario di rischio che interessa le corrispondenti regioni, individuato sulla base di determinati parametri del Ministero della Salute (tra cui l’indice di contagio Rt, i focolai presenti e la situazione caratterizzante le strutture ospedaliere, come ad esempio il livello di saturazione dei reparti di terapia intensiva).

Il territorio della Regione Lazio viene classificato dal decreto come area gialla, vale a dire che a partire da venerdì 6 novembre, tra le altre cose, è vietato circolare dalle ore 22.00 alle ore 5 del mattino, se non per comprovati motivi di salute, lavoro e necessità.

Torna in vigore, quindi, l’obbligo di autocertificare i propri spostamenti durante gli orari di divieto e, in ogni caso, viene vivamente raccomandato di non spostarsi anche durante le restanti ore, se non per le sopra citate esigenze.

Anche questo nuovo decreto, come i precedenti, non contiene misure potenzialmente in grado di limitare l’attività professionale degli psicologi.

L’Ordine ricorda comunque come, in un’ottica prudenziale, la modalità di interazione a distanza sia da prediligere in tutti i casi in cui sia possibile farvi ricorso, siano essi incontri con singoli pazienti o di gruppo con finalità sanitaria (clicca qui per un approfondimento sul tema).

Nei casi di ricevimento presso lo studio, le attività dovranno essere svolte nel rigoroso rispetto delle misure igienico sanitarie sotto riportate, osservando il distanziamento di almeno un metro e indossando contemporaneamente tutti la mascherina, dato che non potrà essere garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

E’ previsto un divieto assoluto di uscire di casa per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.


Estratto dell’allegato 9 Dpcm 3 novembre 2020 – Uffici aperti al pubblico

Le presenti indicazioni si applicano al settore degli uffici, pubblici e privati, degli studi professionali e dei servizi amministrativi che prevedono accesso del pubblico.

  • Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
  • Promuovere il contatto con i clienti, laddove possibile, tramite modalità di collegamento a distanza e soluzioni innovative tecnologiche.
  • Favorire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, consentendo la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale (vd. punto successivo).
  • Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti (ed eventuali accompagnatori) in attesa. Dove questo non può essere garantito dovrà essere utilizzata la mascherina a protezione delle vie aeree.
  • L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
  • Nelle aree di attesa, mettere a disposizione prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani dei clienti, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani. È consentita la messa a disposizione, possibilmente in più copie, di riviste, quotidiani e materiale informativo a favore dell’utenza per un uso comune, da consultare previa igienizzazione delle mani.
  • L’attività di front office per gli uffici ad alto afflusso di clienti esterni può essere svolta esclusivamente nelle postazioni dedicate e dotate di vetri o pareti di protezione.  L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti (prima e dopo ogni servizio reso al cliente).
  • Per le riunioni (con utenti interni o esterni) vengono prioritariamente favorite le modalità a distanza; in alternativa, dovrà essere garantito il rispetto del mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro e, in caso sia prevista una durata prolungata, anche l’uso della mascherina.
  • Assicurare una adeguata pulizia delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature.
  • Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.

Misure igienico sanitarie (Allegato 19, Dpcm del 3 novembre 2020)

  1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche  per  il  lavaggio delle mani;
  2. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  3. evitare abbracci e strette di mano;
  4. mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;
  5. praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  6. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attivita’ sportiva;
  7. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  8. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  9. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  10. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  11. è fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali, utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie.

Prestazioni psicologiche a distanza

Nei giorni di emergenza sanitaria nazionale, può crescere lo svolgimento di prestazioni a distanza.

Gli psicologi iscritti all’Albo del Lazio che lo volessero potranno rendere visibile la propria disponibilità all’esercizio a distanza della propria attività accedendo alla propria Area riservata.

Le adesioni raccolte nelle confluiscono in un elenco condiviso con l’Ordine dei Medici di Roma e diffuso attraverso i canali comunicativi dei due Ordini.

La prestazione a distanza può essere attivata sia per telefono sia attraverso sistemi di videochiamata (Skype, WhatsApp, etc.), concordando con il singolo paziente/cliente le modalità di avvio e le condizioni del percorso professionale, come frequenza, canali utilizzati, compenso o altro.

Si specifica, per evitare fraintendimenti, che questo elenco NON ha lo scopo di costituire o avviare iniziative di intervento psicologico in Emergenza, perché tali interventi non sono di competenza operativa di un Ordine professionale dal momento che debbono essere sviluppati esclusivamente in coordinamento con il Sistema sanitario nazionale, il sistema di Protezione Civile e le realtà di Psicologia dell’Emergenza ivi accreditate.


Indicazioni operative

Per esercitare a distanza nel rispetto della Deontologia professionale, è necessario far riferimento alle indicazioni operative disponibili alla seguente pagina del sito web dell’Ordine.

Prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche a distanza