Psicologia della vita quotidiana

Ideologia gender o evoluzione sociale e culturale?

Chi ha ucciso il presidente Kennedy? Siamo stati davvero sulla Luna? Elvis e Michael Jackson sono morti veramente? L’11 settembre è stato organizzato dagli americani? Chi disegna i cerchi nel grano? […] C’è una cospirazione globale? Chi trama alle nostre spalle?

In generale, il dibattito sulle teorie e, soprattutto, sull’ideologia gender, si sviluppa all’interno dei due classici versanti di chi crede all’ideologia gender e combatte per evitarla e chi invece sostiene che si tratti di una montatura per generare panico tra la gente e stimolare le persone a partecipare in massa ai Family Day e/o protestare contro l’educazione sessuale nelle scuole. In pratica, se sostituissimo il termine “gender” con il termine “alieno” avremmo lo stesso effetto: chi ci crede e chi no, chi li ha visti di notte volare e atterrare nel proprio giardino, chi ci ha parlato e chi viceversa pensa che sia una montatura della Cia. In sintesi soffermarci al dibattito corrente vuol dire parlare del nulla.  Se l’oggetto della discussione è inesistente allora tutti possono sostenere tutto e il contrario di tutto. Coma faccio a convincere una persona che ha parlato con un alieno che è solo frutto della sua fantasia e, soprattutto, come fa lui a convincermi del contrario? Entrando nel merito: come faccio a convincere una persona, magari già insufflata di tante idee preconcette e paure, che mi sembra strana una cospirazione a livello mondiale per creare esseri umani “neutri” e far scomparire definitivamente la classica e naturale distinzione tra i maschi e le femmine? Nello stesso tempo, questa persona avrà molte difficoltà a convincermi del contrario e così tra le discussioni da bar e le grandi conferenze internazionali (anche se questo dibattito sui gender è presente in maniera così accesa solo in Italia, chi sa come mai!) ciascuno rimane della propria idea. Polarizzare il dibattito vuol dire semplicemente non produrre mai un cambiamento, vuol dire sostenere un pensiero sterile, privo di forza creativa, di scambio, di confronto.

L’idea che le cose siano o bianche o nere, che siano o giuste o sbagliate la lascerei ai politici, agli estremisti (di ogni tipo) e a certi giornalisti (non tutti per fortuna) che proprio perché hanno bisogno di parlare alla pancia delle persone, invece di argomentare, gettano lì degli slogan senza un vero significato e così, come si dice, la gente comune si forma un’opinione: come caproni a dividerci tra i sostenitori dell’ideologia gender e i contrari. Ma chi ci perde di più da un simile dibattito? A mio avviso tutti (tranne chi è impegnato in queste battaglie e guadagna soldi in conferenze e visibilità attraverso giornali, trasmissioni radio e tv), perché così non si fa vera informazione, non si produce qualcosa di utile per la società, il cervello, e di conseguenza il pensiero, si spengono e l’unico atteggiamento che possiamo sostenere è quello tipico dei conflitti, ovvero: ci sono gli amici e i nemici, attaccare o difendersi. Rischiamo di ritornare all’era primordiale, bestie, altro che transgender!

Per uscire da questo impasse assolutamente sterile, e soprattutto nocivo per tutti, tocca fare un grande sforzo e io ci provo, con fatica ma ci provo…

Io credo che quello a cui oggi stiamo assistendo non è frutto di un pensiero perverso di qualche gruppo di potere ma molto più semplicemente il risultato di un’evoluzione naturale, sociale e culturale che lentamente, e molto faticosamente, cerca di ridurre le differenze e soprattutto prova a dare voce e diritti alle minoranze. Il principio dell’evoluzione naturale si basa certamente sul predominio del più forte verso il più debole, ma, nello stesso tempo, sempre l’evoluzione ha dotato gli esseri umani (qualcuno afferma per caso, altri per una volontà divina) di una coscienza che ci ha permesso di mettere in campo altri strumenti più “gentili” della sola forza bruta. Non credo che si aboliranno mai le guerre e le prepotenze del più forte verso il più debole, fa parte dei nostri istinti più primitivi, ma come esseri umani abbiamo l’obbligo di provarci, sempre e a tutti i costi.

Nel corso della storia molti grandi pensatori, profeti e buoni re hanno parlato di amore piuttosto che di nemici e guerra. “Ama il tuo nemico” forse è stata la frase che più di altre ha prodotto un enorme cambiamento culturale nel pensiero antico. Ma “il tuo nemico” sono anche le minoranze, quelle etniche, quelle religiose, quelle sociali e di genere. E così nel tempo, almeno in parte nella moderna Europa e nelle Americhe, si sono sviluppate battaglie per i diritti civili, le differenze si sono lentamente ridotte e si è creata una società più ricca e integrata.  Un esempio banale tra tutti: nel 1860 si conclude la guerra di secessione in America e nel 1863 Abraham Lincoln firma la “Emancipation proclamation” abolendo di fatto la schiavitù, passa oltre un secolo e nel 1965 viene riconosciuto il diritto di voto ai neri e, finalmente, nel 2009 Barack Obama diventa il primo presidente di colore degli Stati Uniti d’America. Questa come la chiamiamo: complotto ideologico dei neri sui bianchi o progresso?

Se oggi, in molti paesi, vengono riconosciuti diritti che prima erano impensabili come ad esempio il riconoscimento istituzionale delle relazione tra due persone dello stesso sesso, questa come la possiamo chiamare: ideologia gender o progresso culturale e sociale?

È chiaro che nell’avanzamento culturale, sociale e tecnologico ci sia anche il rischio di creare delle situazioni negative, ad esempio la fissione nucleare ha prodotto la bomba atomica. Nel caso dei diritti civili, così come in ogni altro ambito, ci sono molti aspetti che vanno capiti, ad esempio il tema molto delicato delle adozioni per le coppie omosessuali, il rischio dell’eugenetica e di molte altre manipolazioni nell’area della fecondazione artificiale, però questo non può essere risolto con lo spauracchio dell’ideologia gender ma attraverso un sano e costruttivo dibattito. Del resto, ad oggi, nonostante mille minacce di diversi paesi, le bombe atomiche non sono state più gettate. Esiste il male, ma esiste anche un’intelligenza collettiva che io penso ci proteggerà sempre dall’autodistruzione.

Faccio un esempio personale: io sono assolutamente contrario all’ipotesi dell’utero in affitto, mi sembra una pratica di una violenza e di una arroganza del ricco verso il povero che veramente non ha eguali nella storia, però non posso, in nome di questo, bloccare tutti gli altri diritti, so perfettamente che non è semplice però la strada non potrà mai essere quella di polarizzare il dibattito. Affermare con superficialità che siccome nelle proposte di legge ci sono dei rischi è meglio affossare tutto. Questo è un punto di vista apparentemente ingenuo ma, invece, di una violenza inaudita, altro che “ama il tuo nemico”!!!

Dialogare su contenuti certi e visibili è certamente più difficile, più faticoso, non si avranno le masse oceaniche a protestare, però si genererà scambio, cultura, pensiero.

Per concludere vorrei citare un brano tratto da una canzone di Fabrizio De André; cantautore che ho sempre amato e credo amerò per sempre. Nelle sue canzoni non c’è mai un pensiero polarizzato del tipo “qui i giusti, lì gli sbagliati”, “i buoni e i cattivi”, “la retta via e quella cattiva”. C’è sempre un pensiero complesso sull’uomo, dove spesso la clemenza e l’amore vincono sul potere e l’arroganza.  Dove la diversità è ricchezza e no abominio.

 

Non avrai altro Dio all’infuori di me,

spesso mi ha fatto pensare:

genti diverse venute dall’est

dicevan che in fondo era uguale.

 

Credevano a un altro diverso da te

e non mi hanno fatto del male.

Credevano a un altro diverso da te

e non mi hanno fatto del male.

 

(Il testamento di Tito, 1970)

 

A voi i commenti…

 

 

Esergo iniziale tratto da: Massimo Polidoro, “Complotti, bufale e leggende metropolitane. Un’inchiesta scientifica”.

Immagine tratta da: http://humansarefree.com/2013/12/9-scienctific-facts-prove-theory-of.html


  • Simonetta Putti

    “Ma chi ci perde di più da un simile dibattito?” riprendo questa domanda perchè concordo sulla
    risposta: ci perdiamo tutti. Al di là dello specifico dibattito, è una modalità perdente quella che informa gran parte degli attuali ‘scontri’ tra sostenitori di idee diverse, scontri caratterizzati più dal cercare di demolire la posizione altrui che dal cercare di dare forza alle proprie linee portanti. L’esito è una
    trita polarizzazione, che ci riporta ad un primitivo schieramento di ‘giusti contro ingiusti’… L’intelligenza collettiva, che Pierre Lèvy sperava sorgesse dall’affermarsi delle nuove tecnologie dell’informazione, ci richiede la capacità di andare oltre gli stereotipi, di scambiare idee e non
    subitanei giudizi (spesso apocalittici…), di mixare le posizioni in vista di produzioni nuove.
    E di mettere da parte, possibilmente, la vecchia lavagna dei ‘buoni’ e dei ‘cattivi’…. (qui ci vorrebbe un emoticon.. ma non è disponibile..!)

  • Loredana

    Condivido tutto ciò che hai affermato e ti dirò di più anche la prassi dell’utero in affitto, usata parecchio sia dagli etero che dagli omosessuali, non la giudico così disdicevole, cosa c’è di male nel desiderare un figlio che sia tuo? Ci sono donne che lo fanno per denaro, si ebbene? Vogliamo sollevare una questione morale per questo motivo? Ci sono donne che fanno sesso a pagamento dall’inizio della specie, queste invece generano vita, dov’è il male? Non sarei così sicura che sono povere, non vedo l’arroganza del ricco contro il povero, vedo piuttosto l’incapacità di una donna di accogliere e farsi carico di una nuova vita, rifletto e penso “meglio l’affitto di un utero consapevole” che un neonato gettato nel cassonetto della spazzatura.