Lo specchio nero

Pokemon Go. Come ti impacchetto il pupo e non solo…

Su Google la ricerca “Pokemon go” ha superato pochi giorni fa quella della parola “porn” da sempre in testa alle classifiche delle parole più cliccate

Sulla rete, cioè Google, la ricerca “pokemon go” ha superato pochi giorni fa quella della parola “porn”, da sempre in testa alle classifiche delle parole più cliccate da milioni di utenti…

Che cos’è questo ritrovato meraviglioso che distoglie grandi e piccini da ricerche tanto frequentate?

Chi abbia voglia di capirlo in tre minuti può guardarsi il video di presentazione a questo link

https://www.youtube.com/watch?v=2sj2iQyBTQs

La visione è caldamente consigliata, perché offre molti interessanti spunti di riflessione e uno lo faremo anche noi alla fine di questo post.

Il Pokemon Go è un videogioco sviluppato da Nintendo, storica casa produttrice di intrattenimenti virtuali e videogames: nel 1996 Nintendo sviluppò videogames che utilizzavano il pulcino Tamagochi che dovevi nutrire e accudire, altrimenti languiva fino a morire e che sollevò in Italia parecchie polemiche da parte di chi sosteneva che creasse nei giocatori bambini turbe psichiche.

Poi arrivò anche la Nintendo Wii (2006) una consolle rivale della Playstation dalle forti caratteristiche di interattività. Grazie a una pedana collegata alla centralina, una mia amica fa ginnastica la mattina davanti al  televisore…

Insomma si capiva da tempo che aria tirava dentro la casa nipponica: il futuro è giocare con la realtà.

Pokemon go ha debuttato in Nuova Zelanda il 6 luglio, poi è uscito negli Stati Uniti il 7 luglio, da noi in Europa e in Italia tra il 15 e il 16 luglio 2016, pochi giorni fa insomma. Ed è già un successo incredibile di popolarità. E anche di incassi ma da quello che leggo sui forum in rete degli specialisti, in realtà Pokemon go è sì una app che ti chiede di acquistare degli strumenti per continuare a giocare, ma il vero obiettivo è quello di farsi una pubblicità pazzesca e sfondare con questa nuova generazione di videogames (già presenti e disponibili per cellulari  ma al confronto molto primitivi) sugli smartphones.

Quindi prima novità: non è un gioco da giocare a casa o in ufficio per qualche minuto o qualche ora, è un gioco che ti accompagna sempre e dovunque, come il tuo smartphone appunto.

Seconda grande novità: si basa sulla realtà cosiddetta aumentata. Vuol dire che il gioco non avviene su scenari virtuali, come per tutti i videogames più diffusi oggi, ma nel mondo vero. Io vado in giro col mio smartphone e un  suono del telefono mi avverte che c’è una “creatura” nella realtà intorno a me da catturare o con cui interagire, punto il mio smartphone, lo vedo attraverso il display (ecco cosa significa realtà aumentata: dentro alla immagine della realtà viene reso visibile l’effetto 3D del video gioco) e incomincio a giocare…

Dal video di presentazione si evince che chi individua Pikachù o un altro personaggio del gioco lo può catturare con la poke ball e dalla cattura del primo “mostrino” inizia il gioco vero.

Lascio al testo del sito ufficiale (http://www.pokemon.com/it/videogiochi/pokemon-go/) il racconto del gioco:

A un certo punto del gioco, ti verrà chiesto di entrare a far parte di una squadra a scelta tra tre disponibili. Quando farai parte di una squadra, potrai depositare i Pokémon che hai catturato presso Palestre vuote oppure presso Palestre dove altri membri della stessa squadra hanno lasciato uno dei loro Pokémon. Come i Pokéstop [ luogo del mondo reale in cui catturi i pokemon, nota dello scrivente], anche le Palestre possono essere trovate presso luoghi del mondo reale….

Se una squadra rivale ha rivendicato il controllo di una Palestra, potrai sfidare quest’ultima usando i Pokémon che hai catturato per sconfiggere quelli posti a difesa della Palestra. Lottare è divertentissimo! 

Come si lotta? Con i Pokemon che tu  devi allenare. Tralascio per brevità di aggiungere altri dettagli: in sintesi il gioco è uno scontro tra gruppi di giocatori che combattono per il possesso delle palestre usando come guerrieri i pokemon.

Finale della presentazione:

Ti aspettano un sacco di sfide con tanti obiettivi diversi, come per esempio il numero di Pokémon catturati e la distanza percorsa. Completando queste sfide, sbloccherai dei premi che appariranno nel tuo profilo. Cerca di sbloccare più premi possibili!

Se stai usando lo smartphone o altro sistema android per farti una normale telefonata o rispondere a una mail, una funzione particolare (scaricabile a parte) ti interrompe per avvertirti che ci sono pokemon nelle vicinanze…

Questo in sintesi il Pokemon Go.

In questi giorni sta scoppiando il caso, perché ci sono alcune conseguenze molto vistose:

basta guardare quello che è successo poche ore fa a Central Park, dove centinaia forse migliaia di persone davano la caccia a Vaporeon.

http://video.ilmessaggero.it/mondo/central_park_folla_impazzita_per_un_pokemon_raro-1861172.html

Ma si registrano casi di giocatori talmente immersi nel gioco che non si sono resi conto di attraversare una strada trafficata e sono stati investiti… Con buona pace della realtà aumentata

O casi di giocatori che entravano in cimiteri o siti storici particolarmente significativi (Auschwitz) cercando i loro beniamini…

Il mondo islamico è in rivolta. Il gioco è stato da più parti bandito e si cerca di reprimerlo. Ma a questo tema di per sé molto interessante si dovrebbe dedicare un post intero e qui non posso parlarne per motivi di spazio.

Questi alcuni dati di cronaca vistosi. A volte davvero grotteschi.

Che qualcuno mi suoni alla porta e chieda di dare la caccia a Pikachu rintanato sotto il mio divano, lo trovo scocciante ma tutto sommato il minore dei mali. Anche perché posso non fare entrare il giocatore, a meno che non si tratti di una folla in delirio come quella di Central Park.

Trovo preoccupanti due dati.

Il primo è che tra realtà virtuale (ormai roba da nonni) e realtà aumentata bisognerebbe chiedersi che fine faccia la realtà pura e semplice. E chi si occuperà più di leggerla e analizzarla, noiosa come sarà senza i nostri cari pokemon?

Il secondo è contenuto nel finale del video di presentazione del gioco. Una folla di ragazzi e ragazze, tutti uguali, tutti con lo stesso smartphone in mano accorrono a Times Square per vedere lo scontro finale tra i loro beniamini e assistono a duello con sguardo trasognato e perso.

E’ la prima volta che registro in una pubblicità una tale apologia alla massificazione omologante dell’individuo, all’annullamento della sua espressione singola e caratterizzante, al riconoscersi in toto in una realtà non aumentata, né virtuale, ma semplicemente inesistente. In questi anni le pubblicità ci hanno continuamente ingannato facendoci sentire degli individui, ognuno diverso (superiore) al suo prossimo, quando in realtà ci trasformavano in una massa di consumatori. Qui, a processo ultimato,finalmente la pubblicità afferma la sua ultima apocalittica verità.