Ippoterapia e Onoterapia

Lo psicologo nella terapia con gli animali: le Linee Guida del Ministero

Cosa sono gli interventi assistiti con gli animali? A chi si rivolgono? Il caso di Elisabetta e le Linee Guida del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute, il 25 marzo 2015, con l’approvazione dell’Accordo Stato, Regioni e Province autonome, ha pubblicato le Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali. Un documento necessario affinché possa essere fatta chiarezza sugli interventi con gli animali a 360°, sia che si tratti di individuare buone prassi e un modello di intervento, sia che si tratti di definire chi può fare cosa, quali professionisti sono necessari e infine come questi professionisti devono essere formati. Fino a questo momento, infatti, chiunque poteva svolgere questa attività senza un’adeguata formazione e in modo totalmente arbitrario.

“ah anche tu sei un’ippoterapeuta? Ma sei una psicologa?”

“no”

“un’educatrice?”

“no”

“una psicomotricista?”

“no…mi piacciono solo tanto gli animali”

Eh ok, siamo d’accordo sul fatto che questo sia un punto di partenza indispensabile ma non certo sufficiente per definirsi una terapista…o mi sbaglio? Direi che fino a qualche mese fa sbagliavo io. Fino a qualche mese fa chiunque poteva alzarsi la mattina e dichiarare di fare terapia con gli animali a se stesso e al mondo. E se il mondo ci crede cosa succede? Ma forse ancor più grave è se è il finto terapeuta a crederci. Se una persona senza un’adeguata formazione, senza un’adeguata esperienza crede di poter offrire un servizio “terapeutico” al mondo. A tal proposito il testo del Ministero farà un po’ di chiarezza sostenendo che:

 

Gli Interventi Assistiti con gli Animali devono essere improntati al rispetto della legislazione vigente e, nei processi educativi e terapeutico-riabilitativi, su criteri scientifici e richiedono l’applicazione di protocolli che contemplino la presa in carico del paziente/utente, la stesura di un progetto, la definizione degli obiettivi, la verifica periodica dei risultati raggiunti e la capacità di lavorare in équipe da parte di specialisti che spesso appartengono ad ambiti scientifici e culturali molto diversi”.

Cosa sono gli interventi assistiti con gli animali?

Gli Interventi Assistiti con gli animali (IAA), sono più comunemente conosciuti con il generico termine di “Pet Therapy”, e si riferiscono ad una vasta gamma di interventi che prevedono l’ausilio e la mediazione dei “pet”, ovvero degli animali da affezione (cani, gatti, cavalli, asini, conigli), con valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa, cercando di migliorare il benessere e la salute delle persone.

A chi si rivolgono?

Sono rivolti prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica ma possono essere indirizzati anche a individui sani. Le linee guida recitano che “la corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una équipe multidisciplinare composta, a seconda del tipo di intervento, da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche con diversi compiti e responsabilità”.

Illustrerò le varie figure presenti in questo tipo di intervento, secondo il punto di vista dell’utente, attraverso un caso clinico:

Elisabetta è una mamma molto attenta e sensibile, premurosa e a volte un po’ ansiosa. Ma come darle torto? Quando si presenta per la prima volta al maneggio è vestita in modo decisamente non adeguato. Il fango e la terra non si sposano con i tacchi alti e tailleur. Ha nella sua grande mano stanca una mano più piccola, più esile, più giovane. L’altra mano cinge una maniglia della sedia a rotelle. Elisabetta ha una figlia che non può deambulare da sola, ha bisogno dell’ausilio della sedia a rotelle o del sostegno di un’altra persona. E’ venuta a conoscenza di questo posto e di questo intervento dall’insegnante di sua figlia. Elisabetta chiederà informazioni in segreteria e le fisseranno un appuntamento per un colloquio con il responsabile di progetto

 

Il responsabile di progetto è un medico specialista o uno psicologo-psicoterapeuta che ha il compito di coordinare l’equipe nella definizione degli obiettivi del progetto, delle relative modalità di attuazione e valutazione degli esiti.

… durante il colloquio Elisabetta proverà un po’ di timore. Non è certo nuova di questo tipo di incontri ma proprio per questo è stanca di dover ripetere sempre le stesse cose e di sentirsi rispondere sempre in modi diversi. Cosa poteva aspettarsi questa volta? La paura di scontrarsi con un ennesimo fraintendimento la tormentava. Quale era questa volta la sua domanda di aiuto? Proverà innanzitutto a spiegare la sua situazione. La figlia ha un handicap dalla nascita, è seguita già da diverse figure professionali, da medici, fisioterapisti e psicologi. Allora cosa cerca di nuovo? Forse cerca un rapporto diverso, un’esperienza diversa per la figlia e per lei. Elisabetta esprimerà il bisogno di vedere la sua bimba sotto una prospettiva diversa, il vedere la sua bambina come “uguale a”, e non “diversa da”.

Il responsabile di progetto, raccolti i dati necessari e analizzata la domanda, formulerà un progetto di intervento individualizzato confrontandosi con il medico veterinario 

 

Il medico veterinario collabora con il responsabile di progetto nella scelta della specie animale, valuta i requisiti sanitari e comportamentali dell’animale impiegato e indirizza alla corretta gestione dello stesso assumendone la responsabilità.

… lo psicoterapeuta e il veterinario concorderanno che per rispondere alle esigenze della figlia di Elisabetta e non ultimo di Elisabetta stessa, occorrerà un animale grande e forte, in grado di sostenerla e supportarla. Il cavallo sembrerà la scelta più adatta… ma non un cavallo qualunque… tra i tanti del maneggio la scelta ricadrà su di un cavallo responsabile, di indole docile, paziente, che conosca il lavoro e sia perciò sicuro di sé e di quello che fa. Queste caratteristiche sono indispensabili affinché la figlia di Elisabetta possa affidarsi a lui. Una volta prese le decisioni necessarie, lo psicoterapeuta convocherà l’equipe multidisciplinare per impostare e dare indicazioni sul progetto di intervento.

La mattina seguente Elisabetta porterà la figlia al maneggio per un primo incontro terapeutico. Troveranno ad accoglierle sulla porta il referente di intervento     

 

Il referente di intervento prende in carico la persona durante la seduta ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto. Il responsabile di progetto, per tale ruolo, individua un’idonea figura professionale dell’Area sanitaria (tutti i laureati ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, compresi neuropsicomotricisti, fisioterapisti e psicologi). 

… lo psicologo, che in questo caso è il referente di intervento, accompagnerà Elisabetta e la figlia in campo, facendo cenno alla madre di allontanarsi appena può: ora il momento diventa solo per sua figlia. Elisabetta però non andrà via, potrà osservare tutto l’intervento da lontano, senza disturbare la seduta, insieme alla psicoterapeuta responsabile dell’intervento che le commenterà tutto ciò che accade. La domanda di aiuto infatti non è solo della figlia ma è anche di Elisabetta. Il campo all’aperto è molto caldo, è una bella giornata, il sole batte sul terreno sabbioso un po’ secco. Sotto l’unica ombra disponibile di un vecchio prugno, attendono il cavallo Silvestro insieme al coadiutore dell’animale

 

Il coadiutore dell’animale prende in carico l’animale durante le sedute. In tali fasi assume la responsabilità della corretta gestione dell’animale ai fini dell’interazione e provvede a monitorarne lo stato di salute e di benessere, secondo i criteri stabiliti dal medico veterinario al quale riferisce eventuali sintomi di malattia o di disturbi del comportamento.

… la psicologa aiuterà la bambina ad alzarsi dalla sedia, tenendole il braccio e con calma l’accompagnerà a conoscere Silvestro, ad accarezzarlo, a pettinarlo, a pulirlo. Lui rimarrà immobile, fermo, muoverà solo la testa per annusarla, per conoscerla, per salutarla. Il coadiutore del cavallo parlerà per lui “Silvestro ti annusa per conoscerti, per salutarti e vedere cosa gli stai facendo”. Dopo una serie di sedute di conoscenza reciproca e di costruzione di un rapporto di fiducia, arriverà il giorno in cui la figlia di Elisabetta sarà pronta per chiedere a Silvestro di portarla sulla sua schiena. Silvestro sarà per lei la sua guida, le sue gambe. Goffamente cercherà un orientamento spaziale chiedendo a Silvestro di spostarsi da una parte all’altra del campo secondo i suoi desideri. Per la prima volta sarà lei a decidere in quale direzione spostarsi senza che qualcuno lo possa fare per lei. In campo ci saranno anche altri bambini, tutti a cavallo… bambini che per spostarsi usano il cavallo proprio come lei… non ci sono sedie a rotelle, non ci sono medici… sono solo lei e Silvestro, fusi insieme in un unico essere mitologico metà cavallo e metà bambina.

 

Photo credits: Robert Rinyu (https://www.flickr.com/photos/124726911@N03/17847176869)