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Rete PA – Resoconto terzo incontro del 28 gennaio 2015

Mercoledì 28 gennaio si è svolto il quarto incontro della “Rete PA” finalizzato all’ingresso di nuovi psicologi interessati ad aderire alla rete creata dal Gruppo di Lavoro sullo Stress Lavoro Correlato istituito presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio.

L’incontro si è aperto con l’intervento del Coordinatore del gruppo, che ha dato ai partecipanti il benvenuto, presentando gli obiettivi e le attività realizzate e in corso di realizzazione da parte del gruppo di lavoro.

A seguire, sono state puntualmente ricapitolate le principali norme relative alle attività previste nella PA rispetto ai temi di salute e sicurezza del lavoro, benessere organizzativo e funzionamento dei CUG.

Si è poi passati alla auto-presentazione dei partecipanti all’incontro, finalizzata alla descrizione del proprio percorso professionale e alla condivisione delle attività lavorative attualmente svolte all’interno della pubblica amministrazione in relazione all’oggetto dell’incontro. Tale momento è finalizzato alla emersione di osservazioni, suggerimenti, domande, richieste, soluzioni e buone pratiche, sempre all’interno dei vincoli di riservatezza puntualmente raccomandati dai conduttori dell’incontro.

Quindici  colleghi hanno partecipato all’incontro. Alcuni di loro, principalmente in strutture sanitarie e nella Polizia di Stato, sono  inquadrati come psicologi all’interno della propria organizzazione, altri come laureati (ai quali viene occasionalmente affidate mansioni tipiche dello psicologo), ed altri inquadrati come non laureati (ai quali possono essere ugualmente affidati di tanto in tanto compiti o attività inerenti alle loro professionalità ).  Nel gruppo erano presenti anche un Presidente e vari membri di CUG, diversi colleghi impegnati in sportelli d’ascolto e alcuni Dirigenti. Le amministrazioni di provenienza sono state, come al solito, variamente rappresentate. In questo incontro in particolare, però, segnaliamo la cospicua presenza di dipendenti di Aziende Sanitarie e un gruppo di dipendenti del Ministero dell’Interno (Polizia di Stato). Questa riunione ha visto una discreta partecipazione anche di psicologi provenienti dalle altre province laziali.

Come nei precedenti incontri, dai contributi è emerso un quadro a macchia di leopardo con alcune situazioni di eccellenza e di grande soddisfazione per gli psicologi che vi lavorano: dove si riscontra la cooperazione tra Ufficio del Personale e delle Risorse Umane, Servizio Prevenzione e Protezione e professionalità psicologiche, le attività implementate e i risultati raggiunti possono essere significativi. Peraltro, molti dei colleghi convenuti  lavorano da anni sulle tematiche oggetto dell’incontro, ben prima dell’emanazione del D.Lgs.81/08.

Per converso, non manca una certa frustrazione da parte di chi vorrebbe essere maggiormente impiegato come psicologo sul luogo di lavoro, o vedere maggiormente apprezzato il suo contributo, sia nel caso di figure ufficialmente presenti e previste, sia nelle situazioni in cui si ricorre perché di fatto a richiederlo è la natura stessa dei compiti e delle attività che l’amministrazione/l’ente deve svolgere.

Emerge ancora del rammarico per il mancato  o insufficiente coinvolgimento dello psicologo nella valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato in varie realtà lavorative, imputato all’assenza dell’esplicito richiamo a tale figura nella normativa su salute e sicurezza del lavoro obbligatorietà di tale figura, come pure a una sottovalutazione della tematica.

Tra i  principali temi emersi dalle riflessioni dei partecipanti e dal dibattito, segnaliamo:

- la consapevolezza relativa al fatto che il tema del benessere all’interno delle organizzazioni incrocia in modo complesso ma ineluttabile temi di ancor più ampia portata, quali quelli della trasparenza e della corruzione;

- la scarsa conoscenza del costrutto di benessere organizzativo tra coloro che dovrebbero esserne i garanti (i dirigenti) e tra alcuni membri del CUG che non hanno una formazione psicosociale: il benessere organizzativo viene inteso in modo estemporaneo, nonostante tale costrutto sia stato  puntualmente descritto dalla nota “direttiva benessere” con tanto di rimando a un volume pubblicato;

- il rischio di ridurre le indagini annuali sul benessere organizzativo a un esercizio formalistico  che di fatto boicotta, al di là di altre carenze, il reale perseguimento del benessere organizzativo stesso;

- la necessità di un continuo monitoraggio e integrazione, presso gli stessi sportelli d’ascolto, di una  doppia visione del disagio come fenomeno che può ricondursi sia a problematiche e peculiarità individuali sia alle condizioni organizzative in cui l’individuo lavora;

- la necessità di elementi e indicazioni di analisi, diagnosi ed intervento, utili ad integrare i diversi aspetti in gioco;

- la necessità di sviluppare la conoscenza e le esperienze relative agli interventi correttivi come pure la difficoltà da parte delle Amministrazioni di passare dalle valutazioni e dalle indagini di clima all’attuazione del cambiamento;

- la richiesta all’Ordine Lazio di produrre  “linee guida” sulla formazione sullo stress lavoro-correlato e la sua gestione, al fine di ridurre il livello di disomogeneità degli interventi, creare dei riferimenti scientifici comuni e condivisi, nonché evitare soluzioni ritenute poco adeguate ed efficaci (ad esempio corsi di formazione a distanza sullo stress);

- l’individuazione in modo specifico e puntuale di  “linee di attività del benessere organizzativo” all’interno delle organizzazioni pubbliche;

- la necessità di  ricercare forme di collaborazione stabile e strutturata con l’Ordine dei medici e gli OIV.

I partecipanti all’incontro hanno espresso un vivo  apprezzamento per la possibilità di confronto e contatto offerte dalla rete PA, si è creato immediatamente un clima di fiducia e affiatamento e tutti hanno confermato con autentico interesse l’adesione all’iniziativa.