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Contribuzione Enpap esperti ex art. 80

L’Ordine scrive al Provveditorato e precisa che i contributi previdenziali devono essere versati con cadenza annuale

Contribuzione Enpap esperti ex art. 80

Il Provveditorato regionale di Lazio, Abruzzo e Molise del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha recentemente diramato una circolare con cui chiarisce l’obbligo di iscrizione all’Albo per gli psicologi che prestano la propria attività in regime di lavoro autonomo in qualità di esperti ex articolo 80 della Legge 354/1975.

La circolare diramata dal Dap, pur ribadendo un concetto ovvio – per l’appunto l’obbligo di iscrizione all’Albo professionale per chi eserciti la professione di psicologo -, contiene tuttavia alcune imprecisioni: innanzitutto nella parte in cui quantifica la percentuale del contributo integrativo ENPAP al 4% anziché al 2%; in secondo luogo nella parte in cui fa discendere la dimostrabilità dell’iscrizione all’Albo dalla regolarità nel versamento dei contributi previdenziali da parte del professionista; infine quando precisa che il professionista è tenuto a versare trimestralmente il contributo previdenziale, pena la possibilità di ottenere le successive richieste di rimborso anche se riportate in fattura.

Con una nota dello scorso 23 giugno, l’Ordine ha dunque fatto notare al Provveditorato come la mera indicazione in fattura del contributo integrativo relativo alla Cassa previdenziale non dimostri di per sé l’iscrizione all’Albo degli Psicologi. Quanto all’onere del professionista di dimostrare trimestralmente il versamento dei contributi previdenziali, l’Ordine ha inoltre precisato come tutto ciò non possa costituire condizione necessaria per addebitare al committente il 2% Enpap, anche perché il rapporto tra professionista e cassa previdenziale non potrebbe e non dovrebbe essere oggetto di verifica da parte del committente.

Anche nel caso in cui con la circolare il Provveditorato avesse voluto ribadire l’obbligo di versamento, è importante precisare che la contribuzione ENPAP viene versata con cadenza annuale e pertanto l’eventualità di non pagare la quota relativa alla Cassa previdenziale in mancanza “del dimostrativo” non è da considerarsi pienamente fondata.

Non resta che vedere adesso se il Provveditorato di Lazio, Abruzzo e Molise recepirà chiarimenti dell’Ordine al fine di dare piena attuazione alla normativa vigente.


Leggi la circolare del Provveditorato

Leggi la nota dell’Ordine