Tavola rotonda sul DDL “Disposizioni anticipate di trattamento”

Prima Tavola Rotonda – 13 ottobre 2017

 

Seconda Tavola Rotonda – 27 ottobre 2017

 

Il 20 Aprile 2017, l’Aula della Camera ha approvato con 326 voti a favore il DDL 2801 sulle “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”altrimenti conosciuto come legge sul biotestamento.

Il testamento biologico è un documento firmato che raccoglie le disposizioni anticipate di Trattamento (DAT) che il soggetto stabilisce in merito alle cure di una malattia terminale, in fase avanzata o inguaribile (coma irreversibile) o invalidante e che si rendono particolarmente necessarie in quei casi in cui, a causa delle condizioni cliniche, la persona fosse nell’incapacità  di comunicare ed esprimere la propria volontà come per esempio nello stato vegetativo persistente. Nello stesso documento è riconosciuta la possibilità di dare disposizioni in merito al consenso o al rifiuto dei trattamenti medici, anche quelli “salvavita” e quindi dichiarare in modo preciso le proprie convinzioni riguardo alle ultime fasi della propria esistenza.

Il DDL, riguardando una materia complessa e dalle tante implicazioni esistenziali, cliniche, etiche e legali, ha sollevato, sia a livello parlamentare che di società civile, numerose polemiche e contrasti. In particolare alcuni emendamenti approvati, come quello relativo all’articolo 5 sulla Pianificazione condivisa delle cure, all’articolo 6 sulla Norma transitoria e l’articolo 7 contenente la Clausola di invarianza finanziaria, hanno visto la contrapposizione di forze politiche e anche di movimenti di opinione differenti.

Il provvedimento si colloca infatti al punto di snodo tra diritto alla salute, consenso informato e principio di autodeterminazione nelle scelte terapeutiche (anche del fine vita); al tempo stesso ripropone l’annosa questione di trovare un equilibrio tra istanze individualistiche e solidaristiche. Il dibattito culturale sui principi finisce per avere implicazioni fondamentali nella pratica clinica, non solo per il paziente e/o per i familiari, ma anche per i diversi operatori sanitari coinvolti, in particolare per medici e infermieri.

Per lo psicologo che opera in un contesto di cure palliative o comunque nell’assistenza/accompagnamento al fine vita, che tipo di implicazioni professionali ed etiche comporta questo DDL? Quale rilievo potrà/dovrà avere la valutazione diagnostica del funzionamento psichico del paziente in condizioni molto sofferte e complesse come nei casi di malattie neurodegenerative? Quale ruolo potranno avere i convincimenti etici dei diversi operatori all’interno dell’équipe? E come gestire, qualora fosse richiesta la mediazione psicologica, le istanze diverse espresse dai diversi attori della cura (paziente, familiari, medici, infermieri)?

Vista l’importanza della tematica, il GdL Cure Palliative e Terapia del Dolore e l’Ordine Psicologi Lazio hanno organizzato due momenti di incontro (il 13 e 27 ottobre 2017) con l’obiettivo di offrire suggestioni e spunti di riflessione per lo psicologo/psicoterapeuta, a partire da prospettive diverse come quella psicologica, medica, infermieristica e bioetica.

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