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Sentenza TAR Lazio: il Counseling è dello Psicologo. Buona la prima!

Sentenza TAR Lazio: il Counseling è dello Psicologo. Buona la prima!

Il TAR del Lazio, con  sentenza n. 13020/2015, dispone che il disagio psicologico, anche fuori dai contesti clinici, rientra nelle competenze dello psicologo e che – passaggio fondamentale che di fatto riconduce anche il counseling ad attività tipica dello psicologo – la valutazione della gradazione del disagio psichico presuppone una competenza diagnostica propria dello psicologo e NON dei counselor.

Una sentenza storica che, ovviamente, dovrà passare in giudicato. Buona la prima, quindi, ma dovremo attendere, o che passino i termini per il ricorso al Consiglio di Stato da parte dei counselor, o che venga confermata nel secondo grado di giudizio. Dopo di ciò, farà giurisprudenza e tutti dovranno tenerne conto. Possiamo intanto gioire per un risultato di assoluto rilievo e per una rinnovata attenzione del CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) verso la tutela della professione di Psicologo, cambiamento che ha visto l’Ordine Psicologi Lazio particolarmente attivo ed in prima linea.

Questi passaggi salienti:

1) il 22 Settembre 2014 si rileva la notizia di un bando di concorso riservato a counselor nella ASP di Siracusa, inerente prestazioni psicologiche. In quello stesso periodo l’Ordine Psicologi Lazio (che aveva inserito un proprio rappresentante all’UNI) segnala in CNOP l’urgenza di attivarsi in UNI rispetto al tavolo sulla figura del “Counselor relazionale

2) il 14 Novembre 2014 il CNOP inserisce all’Ordine del Giorno la discussione dei punti “8. a Conferimento incarico per ricorso dinanzi al TAR Sicilia: ratifica” e “8. b Conferimento incarico professionale per l’assistenza, e per il patrocinio processuale ai fini dell’impugnazione dinanzi al TAR Lazio del provvedimento di inserimento di Assocounseling nell’elenco delle associazioni delle professioni non organizzate di cui all’art. 2, comma 7, L. 14 gennaio 2013, n.4: ratifica“.

3) il 22 Dicembre 2014 il CNOP invia al Ministero della Salute un documento inerente “Osservazioni critiche su bozza progetto U08000070 Figure professionali operanti nel campo del counseling relazionale – richiesta sospensione voto formale“. L’Ordine Psicologi Lazio è stato uno degli Ordini che sedeva al tavolo UNI e che ha segnalato al CNOP la criticità. Il documento procede quindi a segnalare al Ministero della Salute: “Sono del tutto evidenti i profili di potenziale conflitto e di sovrapposizione tra la professione sanitaria ordinata di psicologo e la professione non sanitaria e non regolamentata di counselor, pertanto, ai sensi della normativa richiamata e, in particolare, ai sensi dell’art. 9 della L. 4/13, lo scrivente Consiglio invita l’UNI a NON procedere all’approvazione del progetto normativo meglio identificato in oggetto; invita il Ministero della Salute, nell’ambito dei poteri ad esso attribuiti, anche di vigilanza delle professioni sanitarie, ad intervenire al fine di prevenire le situazioni di conflitto delineate.

4) il 23 Dicembre 2014 il Ministero della Salute chiede all’UNI di sospendere il tavolo sul counselor relazionale, al fine di consentire i necessari approfondimenti. Nei giorni seguenti chiede quindi al CNOP una documentazione di maggior dettaglio circa i motivi della richiesta di sospensione del tavolo UNI sul counseling. L’Ordine Psicologi Lazio invia il documento “Bozza UNI progetto U08000070 “Figure professionali operanti nel campo del Counseling relazionale”, criticità” in cui dettaglia tutti i profili di accavallamento e/o palese abuso presenti nel documento proposto dai counselor relazionali al tavolo UNI. Invia, inoltre, al CNOP il documento “Commenti alla Norma UNI Counselor” inviatoci dall’Associazione AltraPsicologia, in cui si analizzava il proposto Codice Deontologico del Counselor Relazionale che evidenziava veri e propri copia/incolla con il Codice Deontologico degli Psicologi italiani.

5) il 29 Maggio 2015 l’Ordine Psicologi Lazio invia il documento “Atti tipici dello psicologo” che ha significativamente concorso alla redazione del documento “La professione di psicologo: declaratoria, elementi tipici e caratterizzanti” poi inviato dal CNOP al Ministero della Salute in data 5 Giugno 2015

6) il 17 Novembre 2015 il TAR Lazio, con sentenza n. 13020/2015, dispone che la pratica del counseling è atto tipico e proprio dello psicologo.

7) il 18 Novembre 2015 Assocounseling, associazione di counselor precedentemente inserita nell’elenco del MISE, annuncia dalle pagine del proprio sito web che “ha già iniziato a preparare il ricorso al Consiglio di Stato“. In altre parole, la sentenza del TAR Lazio è un primo, importante, storico, risultato. Tuttavia dovremo attendere la scadenza dei termini di presentazione del ricorso o che venga confermata in secondo grado di giudizio laddove Assocounseling effettivamente presenti ricorso.

L’Ordine Psicologi Lazio, in diverse occasioni, ha manifestato posizioni distinte e distanti da quelle assunte dall’attuale esecutivo CNOP, producendo anche dichiarazioni di voto ed argomentazioni forti e nette. In questo caso rilevo con soddisfazione che quando si riesce a lavorare assieme, su obiettivi sovraordinati, aumenta la possibilità di raggiungere risultati importanti per tutta la comunità dei 96.000 psicologi italiani.

La sentenza del TAR Lazio è storica, ma non definitiva. Adesso affronteremo il passaggio più delicato e fondamentale. L’Ordine Psicologi Lazio c’è e, con competenza e determinazione, fornirà il suo contributo a tutela della professione di Psicologo.

Un caro saluto e buon lavoro a tutti voi,
Nicola Piccinini

Presidente Ordine Psicologi Lazio

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  • Gianluca Calagna

    Io sono un counselor comunicazionale. Non rubo spazio agli psicologi, ma risolvo molti problemi che loro non risolvono. Sono un comunicatore e mi occupo di questo insegno a comunicare. Ci sono a volte situazioni che richiedano l’intervento della psicologica allora alzo le mani. Dipende come si usa lo strumento. Una macchina raggiunge 200 km in strada, dipende da te andare a quella velocità in strada provinciale o in autostrada. Counseling psicologico non è counseling relazionale. Credo che dietro queste iniziative degli ordini degli psicologi cu diano problemini personali non risolti e legati alla sensazione che stiamo togliendo loro spazio che dietro gli ordini istituiti hanno preso. Counselor è qualunque persona che ascolta e sappia dare consiglio in base alle proprie esperienze risolte. Io non uso test dell’oms per cui non faccio abuso della professione altrui. Allora gli insegnanti e professori non dovrebbero mai consigliare. Se poi qualche counselor fa terapia allora è un’altra cosa.

  • Giordano Roveri

    Non sono counselor…e mi esprimo per esperienze dirette con la categoria …
    i risultati esrtemamente validi dopo un trattamento di pazienti che prima sottoposti a terapie da psicologi…non avendo avuto risultati positivi …hanno sottoposto il loro problema alla professione del counselor… potendo gioire di risultati esaltanti ..tant’è che molti psicologi hanno deciso di conseguire una nuova speciizzazione affiancando il titolo di counselor alla loro laurea…
    Chi può esprimersi in favore del couseling…non sono forse coloro che ne hanno avuto risultati positivi?
    e chi piu degli psicologi che hanno trovato giovamento alla loro professione acquisendo la specializzazione del counsing?
    Il protezionismo delle caste non ha mai portato vantaggi a chi chiede conforto delle professioni

  • https://www.paolabiondi.it Paola Biondi

    Buonasera sig. Calagna,
    Mi piacerebbe che lei spiegasse meglio a cosa si riferisce quando scrive “ma risolvo molti problemi che loro non risolvono”.

    Il Counseling Psicologico è sempre Relazionale perchè si basa sulla relazione tra psicologo e cliente, su aspetti di comunicazione e relazioni con altri, di accoglienza, ascolto, consapevolezza, benessere, raggiungimento di obiettivi, cambiamento, sviluppo personale, ecc.

    Lei scrive che “Counselor è qualunque persona che ascolta e sappia dare consiglio in base alle proprie esperienze risolte.”
    In questo caso chiunque può essere counselor nel senso di consigliere, ma NON può farne una professione.
    In pratica un amico che dà un consiglio sulla base di quanto ha sperimentato in prima persona.

    NON è un professionista che agisce con competenza per migliorare la qualità della vita, per proporre nuove soluzioni e strategie, per risolvere momenti di crisi, per facilitare il rapporto con partner e/o figli e/o colleghi di lavoro. Solo per fare qualche esempio.

    Mi dispiace contraddire lei e quanti la pensano come lei, ma la professione di psicologo non si limita alla somministrazione dei test né tantomeno a tecniche terapeutiche.
    L’errore che fa lei e molte altre persone è di confondere la figura dello psicologo con quella di psicoterapeuta e pertanto dichiara che quanto fa il counselor (ma che fa sto counselor concretamente? Nessuno sa spiegarlo) non è terapia né è di stretta pertinenza dello psicologo.

    Psicologo che – al contrario di quanto lei crede – si occupa di benessere e sostegno psicologico, di cambiamento, di emozioni, di relazioni di coppia, di sessualità, di formazione, di promozione della salute, prevenzione, orientamento, riabilitazione, consulenza, sviluppo di carriera, ricerca, crescita personale, goal setting, conflitto, negoziazione, stress, insoddisfazione, rappresentazioni, fiducia, disagio, difficoltà relazionali, processi, valutazione delle competenze e risorse personali, e molto altro.

    Sono sicura che qualunque cosa si pensa possa fare un counselor è già un’attività di pertinenza dello psicologo, nessuna esclusa.

    Esiste solo il counseling, applicato in contesti professionali altri. Ad esempio un’infermiera che vuole migliorare la sua capacità comunicativa e relazionale con i suoi pazienti, un’insegnante rispetto ai suoi allievi, un medico rispetto alla gestione del colloquio di anamnesi con i suoi pazienti.
    Altrove il counselor è una figura con una solida formazione universitaria, spesso sono psicologi specializzati in counseling.
    Nell’importazione del modello dall’estero è stata creata una figura ad hoc che non serviva perché quello che dovrebbe fare il counselor lo fa già – e per legge di stato, con garanzia per la salute della cittadinanza, lo psicologo.