Approfondimenti Deontologica Psicologi

La pubblicità informativa dell’attività professionale

Che cos’è e come svolgerla in maniera corretta

La pubblicità informativa dell’attività professionale

Per pubblicità informativa delle attività professionali s’intende il complesso delle iniziative promozionali attraverso cui lo psicologo, ricorrendo ai diversi strumenti e canali comunicativi a sua disposizione (carta intestata, bigliettini da visita, timbri e targhe professionali, inserzioni, brochure, volantini, locandine, siti web, social media, Internet etc.) fornisce alla collettività informazioni su titoli, specializzazioni, ambiti d’intervento, caratteristiche dei servizi offerti, prezzo e costi delle prestazioni.

Negli ultimi anni la pubblicità informativa è stata oggetto di una graduale liberalizzazione, culminata nella legge n. 248 del 2006, la c.d. legge Bersani, che ha abrogato il divieto per i professionisti di svolgere pubblicità informativa in assenza del nulla osta preventivo da parte dell’Ordine, ora chiamato a valutare soltanto ex post, d’Ufficio o su segnalazione, l’aderenza di un messaggio pubblicitario, liberamente e autonomamente elaborato da un proprio iscritto, ai dispositivi normativi che disciplinano la materia, ovvero:

Entrambi i regolamenti improntano la pubblicità informativa dell’attività professionale ai principi di correttezza, trasparenza, veridicità del messaggio e decoro professionale. Il secondo, in particolare, reca al suo interno una serie di validi esempi per elaborare un messaggio promozionale in maniera deontologicamente corretta.

Tra gli elementi obbligatori che un messaggio pubblicitario dovrà necessariamente contenere, vi sono il nome, il cognome, l’indirizzo, il numero telefonico ed un eventuale altro recapito del professionista, come ad esempio, un indirizzo e-mail o quello del proprio sito web. Attraverso un messaggio pubblicitario, è possibile indicare titoli di studio, titoli professionali, titoli di carriera, accademici e di ruolo in campo psicologico, orari e modalità di ricevimento.

Nell’ottica di una maggiore chiarezza informativa, per specificare le caratteristiche del servizio offerto, lo psicologo può inoltre indicare il contesto professionale in cui ha acquisito esperienza (es. psicologia scolastica), l’area d’intervento (es. sostegno psicologico alla persona) o  il modello teorico di riferimento (es. cognitivo comportamentale).

Particolare attenzione dovrà esser riservata al rispetto del decoro professionale, in particolar modo quando il messaggio pubblicitario sia inerente ad offerte commerciali. In questi casi si raccomanda in modo particolare di fornire un’informativa, nella forma e nei contenuti, che non leda l’immagine professionale e che non sia suscettibile di possibili illeciti, come un equivoco procacciamento della clientela o l’induzione artificiosa di una domanda di prestazione a carico dell’utenza.

È opportuno inoltre precisare che la liberalizzazione a cui si è assistito nel corso degli ultimi anni ha riguardato esclusivamente l’aspetto contenutistico del messaggio pubblicitario e non la disciplina delle modalità di diffusione dello stesso. Sebbene non sia più necessaria la preventiva autorizzazione dell’Ordine, persistono infatti in capo allo psicologo una serie di adempimenti, amministrativi e fiscali, stabiliti dalla normativa nazionale o dal regolamento in materia di pubblicità adottato dal comune territorialmente competente.

A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, il Regolamento comunale recante le norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni adottato da Roma Capitale subordina l’affissione di una targa professionale, su uno spazio pubblico o visibile da luogo pubblico e della misura massima di 50 x 60 cm, all’ottenimento di una specifica autorizzazione del preposto Ufficio capitolino.

Per tale ragione, nel caso in cui sorgessero dubbi circa la liceità delle forme e delle modalità di diffusione di  un messaggio pubblicitario, si consiglia l’attenta lettura del Regolamento sulla pubblicità vigente nel comune interessato, di contattare l’Ufficio comunale di competenza o di delegare l’espletamento degli eventuali adempimenti ad un consulente fiscale di fiducia.

Se, invece, i dubbi circa la liceità del messaggio pubblicitario vertessero sull’aspetto contenutistico dello stesso, è possibile sottoporre all’Ordine la richiesta di un parere preventivo, che dovrà contenere una descrizione quanto più dettagliata delle caratteristiche del messaggio pubblicitario, i suoi contenuti e il suo ambito di diffusione.


FAQs sulla pubblicità informativa