Progetti

Scuola Aquilana continua a volare – Sostegno all’infanzia in seguito al terremoto del 2009

Progetto da “Psicologia innovazione e sviluppo (PIS) – 2011”

Scuola Aquilana continua a volare – Sostegno all’infanzia in seguito al terremoto del 2009

Sapevi che fino al 31.03.15 è attiva una call for projects?

Innovation Label  è un’occasione per gli psicologi iscritti di promuovere il proprio progetto di intervento, presso la comunità professionale e non solo: intendiamo avviare una strategica attività di promozione dei progetti presso possibili committenti di interventi psicologici. Scopri come partecipare!

 

Con l’obiettivo di condividere risorse entro la comunità professionale e proporre a cittadini e istituzioni una prospettiva sulle variegate aree e forme di intervento psicologico, presenteremo in questa sezione un progetto di intervento, presentato nel 2011 all’iniziativa “Psicologia innovazione e sviluppo (PIS) – 2011”

Scuola Aquilana continua a volare 

sostegno all’infanzia e all’adolescenza 

in seguito al terremoto del 6 aprile 2009

A cura di Federico Bianchi di Castelbianco, Magda Di Renzo, Di Quirico Anna e Renata Biserni, Istituto di Ortofonologia, Roma

 

Il progetto ha permesso di realizzare, con l’ausilio dell’equipe di psicoterapeuti, azioni di sostengo per 2.500 bambini e 1.500 adolescenti in seguito al trauma del terremoto verificatosi a L’Aquila nel 2009. L’intervento è partito dal sostegno e dalla formazione degli insegnanti con l’obiettivo di sostenere i ragazzi.

In un simile contesto il problema rilevato era l’emergere di frequenti sintomi di malessere tra i bambini e i ragazzi del territorio aquilano nel post terremoto, tra i quali: ipersensibilità, fragilità emotiva, angoscia, tristezza, nostalgia, paura, rabbia, solitudine, disturbi dell’alimentazione, del sonno, incubi, difficoltà di concentrazione. Sono stati coinvolti 24 psicologi e psicoterapeuti dell’età evolutiva dell’IdO – Istituto di Ortofonologia già esperti nel sostegno a bambini, adolescenti e famiglie con disturbo post-traumatico da stress (anche se non come conseguenza di disastro naturale) e oltre 400 insegnanti su base volontaria.

Il progetto, grazie all’intervento nelle scuole e le attività di gruppo, ha permesso di ridurre considerevolmente i costi sociali che il sostegno a oltre 4.000 persone in situazione di disagio avrebbe altrimenti richiesto sul medio termine.

Soprattutto in un contesto post-traumatico come quello aquilano, la presenza dello psicologo è stata di primaria importanza per favorire l’emergere e l’elaborazione del vissuto emotivo rimosso. Senza l’intervento dello psicologo tale elaborazione non avrebbe avuto luogo e i giovani avrebbero continuato a convivere con un disagio e il rischio di mettere in atto stili di vita e comportamenti a rischio.

Il trauma, infatti, non cessa con il cessare della violenza esterna, ma continua a persistere nel mondo interiore della vittima, che può continuare a vivere come traumatizzanti situazioni che oggettivamente non lo sono più. Molti giovani, immediatamente a ridosso del terremoto vissuto a L’Aquila, non mostravano segni o comportamenti indicatori del trauma ed è accaduto che, dopo pochi giorni, anche quei pochi sintomi comparsi non fossero più presenti. Ciò ha portato talvolta ad attribuire ai ragazzi la capacità di superare situazioni gravi grazie alle caratteristiche tipiche della giovane età. Ma anche in tal caso, il problema non si poteva considerare superato perché gli effetti del trauma permanevano, pur senza segni apparenti. Per questo motivo i giovani sono stati aiutati ad affrontarli, tramite le figure dell’adulto presente (l’insegnante, a sua volta sostenuto dagli psicologi) che ha saputo controllare la propria angoscia senza trasmetterla.

I percorsi pratici da proporre ai giovani devono partire dall’informazione corretta perché negare la realtà è assolutamente negativo. E’ necessario far sì che i ragazzi acquisiscano sicurezza per permettere loro di essere “interpreti” delle situazioni di difficoltà e di non vivere i posti abituali della vita quotidiana come spazi minacciosi; e far sì che abbiano una figura di adulto come punto di riferimento che li sappia accogliere e al quale rivolgersi nei momenti di sconforto.

Il trauma genera nell’adolescente una forma di difesa che lo porta a “sopravvivere” nel presente senza alcune elaborazione o progettualità per il futuro. L’adulto deve saper ascoltare, farsi capire, non stupirsi di cambiamenti d’umore, di modifiche a comportamenti o schemi d’azione abituali. La paura deve trovare uno spazio di accettazione e comprensione.

L’intervento ha l’obiettivo di far riemergere i vissuti del mondo interiore dell’adolescente al fine di elaborare, tramite i racconti e le esperienze, gli incubi, le angosce e tutto ciò che di negativo il ragazzo ha cercato di negare per non essere costretto a sperimentarlo nuovamente su un piano emotivo. L’esperienza traumatica deve poter essere affrontata, rivissuta e ri-catalogata affinché l’immaginazione non rimanga imbrigliata nelle trame della negazione. Anche quando apparentemente la fantasia sembra scollegata dalla realtà, si deve utilizzare ogni spunto creativo per poter ricostruire ed elaborare quanto si è frammentato.

E’ grazie al contenimento e alla guida dell’adulto che i giovani  riconquistano sicurezza e fiducia in loro stessi e si dispongono ad una nuova progettualità. A questo proposito è importante sottolineare che se i genitori rappresentano le prime figure di riferimento,  gli insegnanti sono le seconde, perché è con loro che i ragazzi passano gran parte del loro tempo (oltre che con il gruppo dei coetanei, altrettanto fondamentali per un recupero soddisfacente).

Gli adulti deputati alla crescita dei ragazzi devono essere dunque supportati, perché un loro cedimento comprometterebbe il recupero effettuato o da effettuare sui giovani e non è plausibile che l’adulto superi da solo le proprie angosce considerato che, per quanto reattivo, è stato a sua volta vittima di un trauma il cui superamento non può essere differito nel tempo.

 

 

Photo Credit: Roberto Taddeo (https://www.flickr.com/photos/robertotaddeo/13898042831)

 

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