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Strumenti di valutazione per la psicoterapia. Risultati terapia a breve, medio e lungo termine

Progetto da “Psicologia innovazione e sviluppo (PIS) – 2011"

Strumenti di valutazione per la psicoterapia. Risultati terapia a breve, medio e lungo termine

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Innovation Label  è un’occasione per gli psicologi iscritti di promuovere il proprio progetto di intervento, presso la comunità professionale e non solo: intendiamo avviare una strategica attività di promozione dei progetti presso possibili committenti di interventi psicologici. Scopri come partecipare!

Con l’obiettivo di condividere risorse entro la comunità professionale e proporre a cittadini e istituzioni una prospettiva sulle variegate aree e forme di intervento psicologico, presenteremo in questa sezione un progetto di intervento, presentato nel 2011 all’iniziativa “Psicologia innovazione e sviluppo (PIS) – 2011”

Strumenti di valutazione per la psicoterapia. Risultati terapia a breve, medio e lungo termine

a cura di Riccardo Capozzi, Studi professionale Capozzi, Roma

Spesso l’intervento psicoterapeutico, ed in particolare quello ad indirizzo psicoanalitico, oggetto della presente ricerca, viene percepito dalle persone come qualcosa difficile da definire: i cui tempi, obiettivi e risultati non sono prevedibili, ne’ facilmente descrivibili. Il problema a cui si è inteso rispondere è quindi fornire al terapeuta degli strumenti di valutazione delle terapie, che siano, però, anche in grado di dare all’utenza un quadro più chiaro e definito del percorso e dei risultati conseguiti e conseguibili in psicoterapia.

                  Il fine principale del presente lavoro è quello di diffondere una metodologia “evidence based” in psicoterapia che sia valida anche in ambito psicoanalitico. Ovvero una metodologia che sia il più possibile “ecologica” e rispettosa dello specifico setting di ogni orientamento, facilitandone così la comparazione dei risultati anche a livello interdisciplinare. Da un esame della letteratura non sono emerse ricerche italiane ed internazionali che abbiano valutato insieme i processi e gli effetti di psicoterapie a lungo termine (fino a 8 anni). In genere i periodi considerati sono, nella gran parte dei casi, limitati entro l’arco di un anno e poi sono largamente assenti studi empirici in ambito psicoanalitico. Si può quindi ritenere il presente progetto come un lavoro innovativo e tuttora in corso con lo sviluppo di nuovi strumenti di valutazione. In particolare il primo obiettivo è stato costituire un campione di soggetti che hanno effettuato terapie di diversa durata ad orientamento psicoanalitico presso lo studio professionale; il secondo costruire degli indici per la valutazione degli effetti sui sintomi e sul cambiamento terapeutico; il terzo procedere ad una comparazione statistica dei risultati in rapporto alla durata della terapia. Si sono quindi effettuate, nel corso di vari anni, un certo numero di psicoterapie ad indirizzo psicoanalitico relazionale condotte dallo stesso terapeuta, senza apprezzabili interruzioni e con soggetti aventi problematiche di media gravità nell’ambito dei disturbi dell’umore. Fra queste, è stato scelto in modo casuale un campione di 48 terapie, suddiviso in tre gruppi da 16 terapie ciascuno, con diverse durate medie: per il breve termine 2 anni; per il medio termine 4 anni e per il lungo termine fino a 8 anni. Un elemento distintivo di questi pazienti è che appartengono tutti ad un’utenza privata generica che non ha avuto né precedenti esperienze di psicoterapia, né alcun interesse riferibile all’ambito della formazione in psicologia. Possiamo perciò ritenere i risultati raggiunti come abbastanza indicativi di quelli ottenibili con l’utenza che più frequentemente afferisce ad uno studio professionale.

                  Sono stati poi messi a punto ed utilizzati i seguenti strumenti di valutazione: l’Indice di Integrazione della Personalità (IIP), l’Indice di Espansione della Personalità (IEP), l’Indice di Cambiamento Terapeutico (ICP), l’Indice di Percezione dei Sintomi (IPS).  Questi indici sono costruiti, attraverso l’uso di una Griglia di raccolta dati (Tab. 5), rilevando, seduta dopo seduta, il tipo di risposte che vengono date dal paziente agli interventi del terapeuta, in modo da evidenziare per tutta la durata della psicoterapia, le trasformazioni del rapporto terapeutico ed i suoi effetti sulla riduzione dei sintomi e sulle altre dimensioni del cambiamento. L’idea è quella che il cambiamento sia descrivibile in funzione della modalità relazionale manifestata dal paziente verso il terapeuta. Possiamo pertanto enucleare tre principali modalità: Oppositiva, Collaborativa e Creativa. Nella modalità Oppositiva vi sono le risposte che esprimono contrasto o rifiuto delle interpretazioni del terapeuta; nella Collaborativa si collocano le risposte di consenso e di condivisione; infine, nella Creativa abbiamo le risposte che nascono dalla capacità di pensiero autonomo e “libero dal conflitto” del paziente. Perciò, partendo dal conteggio complessivo delle risposte date in terapia dal paziente al terapeuta, e classificate come Oppositive o Collaborative o Creative, sono stati costruiti quattro indici che ora mostriamo in estrema sintesi.

          Il primo è l’Indice di Integrazione della Personalità (IIP) (Tab. 1.), costituito dal rapporto fra le risposte Collaborative e quelle Oppositive. Esprime una capacità integrativa della personalità sia sul piano dei contenuti interni che su quello della relazione. Al numeratore va inserito il numero delle risposte Collaborative mentre al denominatore il numero di quelle Oppositive e poi il risultato ottenuto va moltiplicato per 10 onde evitare valori decimali troppo bassi.

Tabella 1

          Il secondo è l’Indice di Espansione della Personalità (IEP) (Tab. 2), costituito dal rapporto fra le risposte Creative e quelle Oppositive. Esprime una capacità inventiva della personalità sia sul piano dei contenuti interni che su quello della relazione. Al numeratore va inserito il numero delle risposte Creative mentre al denominatore il numero di quelle Oppositive e poi il risultato ottenuto va sempre moltiplicato per 10.

Tabella 2

ll terzo è l’Indice di Cambiamento Terapeutico (ICT) (Tab. 3), costituito dal rapporto fra la somma delle risposte Collaborative e Creative su quelle Oppositive e poi il risultato ottenuto va moltiplicato per 10. Esprime il grado complessivo di cambiamento sia relazionale che cognitivo maturato in terapia.

Tabella 3

Il quarto è l’Indice di Percezione dei Sintomi (IPS) (Tab. 4), costituito dal rapporto fra la percentuale dei sintomi residui a fine terapia ed il valore dell’Indice di Cambiamento Terapeutico e poi il risultato ottenuto va moltiplicato per 10. Esprime quanto i sintomi possano essere ridotti nella loro percezione soggettiva dal grado di Cambiamento Terapeutico raggiunto in terapia.

Tabella 4

       Questi indici hanno consentito, ponendo a confronto i risultati dei tre diversi periodi di terapia, di ottenere delle misure quantitative sia dei sintomi residuali a fine terapia e della loro percezione soggettiva; sia della entità del cambiamento terapeutico ottenuto.I risultati della ricerca hanno mostrato per la terapia breve (2 anni) una valutazione qualitativa che indica come il cambiamento cognitivo non sia ancora maturato poiché dominano la modalità relazionale oppositiva ed il pensiero distruttivo che limitano, sul piano quantitativo, la riduzione dei sintomi ad un 24% i quali sono anche percepiti in modo amplificato. Per la terapia media (4 anni), la valutazione qualitativa evidenzia un aumento della capacità collaborativa e del pensiero costruttivo con una riduzione dei sintomi del  35%,  percepiti ancora come abbastanza disturbanti. Per la terapia lunga (8 anni) la valutazione qualitativa pone in luce il più forte cambiamento in senso cognitivo e collaborativo, con un particolare aumento delle capacità di pensiero creative che determinano una  riduzione del 45% dei sintomi psicopatologici, i quali, tuttavia, sono percepiti poco presenti come se fossero ridotti ben del 76%. Questi risultati evidenziano come il cambiamento terapeutico, misurato con gli indici prima descritti, sia un fattore fondamentale non solo nella ridotta percezione dei sintomi, ma soprattutto nello sviluppo di maggiori e più evolute risorse integrative e di espansione creativa della personalità, sia in termini cognitivi che relazionali.

       Per quanto riguarda i limiti intrinseci al progetto, si comprende bene che la ricerca è stata condotta sulla base di un campione di pazienti relativo ad un singolo psicoterapeuta, e questo riduce inevitabilmente la generalizzabilità dei risultati conseguiti. Tuttavia più che la rappresentatività statistica si è cercata la evidenziabilità clinica dei risultati. Un altro aspetto riguarda l’efficacia degli indici nel rappresentare il cambiamento in terapia essendo degli strumenti che vengono utilizzati solo sui resoconti del terapeuta e non direttamente sul paziente. Questa scelta è stata compiuta per non turbare in nessun modo il percorso clinico del paziente con il quale potrebbe certamente interferire la presenza di un interesse di ricerca o di valutazione dei suoi risultati condotta con strumenti estranei al rapporto terapeutico. Ad esempio, come spesso accade nella ricerca clinica, attraverso l’utilizzo di test psicologici o di questionari multidimensionali che vengono somministrati anche durante la terapia.

          In conclusione i risultati, solo se osservati in tempi medio-lunghi, possono consentire una maggiore evidenza della efficacia della psicoterapia, ed in particolare di quella ad indirizzo psicoanalitico. Utilizzando poi gli strumenti qui proposti al singolo terapeuta si favorisce, inoltre, la realizzazione di una metodologia condivisa di valutazione della psicoterapia che sia potenzialmente interdisciplinare al fine di superare gli steccati concettuali ed epistemologici oggi esistenti fra i vari orientamenti psicoterapeutici.

verifica psicoterapia tab 5

Riferimenti:

  1. 1. CAPOZZI R., Strumenti di valutazione in psicoterapia: l’Indice di Cambiamento Terapeutico e l’Indice di Percezione dei Sintomi, in “InterConoscenza – Rivista di Psicologia, Psicoterapia e Scienze Cognitive” Volume 3 – Numero 2 – Maggio-Agosto, pp. 10-18, 2005.
  2. 2. CAPOZZI R., La dimensione relazionale del cambiamento terapeutico. Una ricerca empirica sulla validità interna in psicoanalisi, in “InterConoscenza – Rivista di Psicologia, Psicoterapia e Scienze Cognitive” Volume 3 – Numero 3 – Settembre-Dicembre, pp. 19-90, 2005.
  3. 3. CAPOZZI R., Strumenti di valutazione in psicoterapia: l’Indice di Integrazione e l’Indice di Espansione della Personalità, in “InterConoscenza – Rivista di Psicologia, Psicoterapia e Scienze Cognitive” Volume 10 – Numero 1-3 – Gennaio-Dicembre, 2012.

 

Photo Credit: Texas A&M University-Commerce Marketing Communications Photography (https://www.flickr.com/photos/ekosystem/718685778/in/photostream/)

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