Progetti

L’unione fa la forza: insieme contro il Bullismo

Progetto da “Psicologia innovazione e sviluppo (PIS) – 2011”

L’unione fa la forza: insieme contro il Bullismo

Sapevi che fino al 31.03.15 è attiva una call for projects?

Innovation Label  è un’occasione per gli psicologi iscritti di promuovere il proprio progetto di intervento, presso la comunità professionale e non solo: intendiamo avviare una strategica attività di promozione dei progetti presso possibili committenti di interventi psicologici. Scopri come partecipare!

 

Con l’obiettivo di condividere risorse entro la comunità professionale e proporre a cittadini e istituzioni una prospettiva sulle variegate aree e forme di intervento psicologico, presenteremo in questa sezione un  progetto di intervento, presentato nel 2011 all’iniziativa “Psicologia innovazione e sviluppo (PIS) – 2011”

 

L’unione fa la forza: insieme contro il Bullismo

A cura di Adriana Saraceni, Silvia Munno e Silvia Bottaro, Sfera Coop. Soc. ONLUS

Il primo passo verso l’attivazione del nostro programma di intervento è stato l’acquisizione di consapevolezza da parte della comunità scolastica circa la presenza effettiva del problema e la sua incidenza in termini quantitativi. Al fine di esplorare la diffusione delle prepotenze e delle sopraffazioni nella scuola, così come vengono descritte dagli adolescenti stessi, abbiamo messo a punto un questionario anonimo teso ad indagare le seguenti aree:

  • rappresentazione della violenza e la presenza di episodi di bullismo/cyberbullismo nella scuola
  • i contesti (scuola, gruppi socioeducativi, famiglia) nei quali questi comportamenti vengono messi in atto o sono subiti,
  • i vissuti emotivi di coloro che subiscono, assistono o compiono prepotenze.

 Nella seconda fase del progetto abbiamo proposto una serie di attività:

  • Punto d’Ascolto: si è posto come un luogo dove gli studenti, i docenti, i non docenti e i genitori, in momenti diversi, sono stati ascoltati e supportati per le problematiche relative al bullismo, al cyberbullismo e ai fenomeni di disagio sociale. Uno spazio per l’ascolto attivo e per agevolare la capacità di definire ed elaborare un problema nel qui ed ora, attraverso colloqui individuali o in piccoli gruppi. Nel caso in cui è stato necessario si è proposto agli utenti un percorso di counseling strutturato in 4/5 incontri. Il counseling è la forma di intervento mirato più specificatamente al sostegno psicologico ed è una pratica che aiuta a capire, a scegliere, a decidere che cosa, come e quando fare.
  • Percorso emozionale e di sensibilizzazione alla cultura della legalità: la difficoltà ad autoregolare le emozioni negative e quindi il proprio comportamento sta determinando sempre più frequentemente nelle nuove generazioni un’incapacità generalizzata a rispettare le regole scolastiche e relazionali, arrivando così in molte situazioni ad una scarsa convivenza civile. La riflessione sugli stati d’animo propri e altrui ha permesso di incrementare la capacità empatica dei ragazzi. Il potenziamento della consapevolezza emotiva degli alunni può avere effetti benefici sui soggetti direttamente coinvolti nel fenomeno: i bulli e le vittime. Al gruppo classe si è offerto:
  1. Incontri formativi a tema attraverso l’apertura di finestre teoriche, affiancate da un’attivazione cooperativa e partecipata dei ragazzi (Problem solving, role playing, brainstorming)
  2. Training di assertività e di pro socialità
  3. Somministrazione di schede stimolo sulle emozioni, sullo spazio interiore, sull’empatia, sulla condivisione di un problema
  4. Simulate e giochi di ruolo (affrontando il tema del pregiudizio,dei comportamenti prevaricatori ed offensivi dell’altrui personalità)
  • Laboratorio di musica “Drum circle”: si è offerto ai ragazzi la possibilità di elaborare i propri vissuti e le proprie emozioni attraverso la conoscenza e l’uso di strumenti appartenenti alla musica afro-brasiliana con particolare riferimento alle percussioni. Un Drum Circle è un coinvolgente evento ritmico in cui un gruppo di persone si trova insieme a suonare sperimentando ed espandendo il senso di unità e coesione tramite il sostegno di un facilitatore. Mentre si divertono nello scoprire la propria ritmicità, i partecipanti nutrono l’empowerment personale e la capacità di team building. Attraverso gli aspetti del movimento sia espressivo che ritmico (body percussion) è possibile arrivare ad una coscienza funzionale, sensoriale ed emotiva del proprio corpo che diventa un vero e proprio strumento capace di produrre “ritmo” e “movimento”. La musica rappresenta un importante veicolo di comunicazione sociale, tra i più conosciuti e amati dai giovani, e permette di facilitare le dinamiche di aggregazione promuovendo un maggior senso di appartenenza al gruppo. Punto di forza risulta essere il gioco, la conoscenza e l’uso del proprio corpo e degli oggetti sonori così come l’apprendimento delle regole.

 

  • Laboratorio di “video-making” per la realizzazione di spot sul bullismo e cyberbullismo: ai ragazzi è stata offerta l’opportunità di un percorso in cui i loro stessi si sono sentiti efficaci protagonisti: osservatori, creatori ed esecutori della materia del proprio conoscere, aumentando la propria autostima, creatività ed autodisciplina. I ragazzi hanno lavorato in prima persona a tutte le fasi della produzione dello spot: dall’ideazione del soggetto alla stesura della sceneggiatura, alla scelta degli attori e delle location, alle riprese. Affrontando le varie modalità di espressione del bullismo e del cyberbullismo, i ragazzi hanno individuato, tramite l’utilizzo della tecnica del brainstorming, le idee che in qualche modo potevano dare forma all’opera e mediante la negoziazione hanno dato vita alla trama degli spot prodotti. Il gruppo è stato coinvolto anche nella realizzazione della colonna sonora, attraverso la composizione e registrazione di brani da loro ideati in collaborazione con il Laboratorio di musica.

 

  • L’Operatore Amico: ha previsto l’attivazione nella classe di un piccolo gruppo di ragazzi coinvolti attivamente nel dare supporto e sostegno agli altri, con compiti differenziati che spaziano da attività pratiche di tipo organizzativo a interventi quali il sostegno emotivo e l’ascolto attivo. Il training formativo ha previsto un periodo iniziale di orientamento sotto forma di seminario in cui i soggetti hanno iniziato il processo di formazione (tecniche di ascolto, di comunicazione empatica e di socializzazione) e appreso il significato, i valori e lo scopo dell’approccio centrato sull’aiuto. Si è poi lavorato molto utilizzando le simulate su temi specifici.

Abbiamo offerto, inoltre, dei percorsi formativi/informativi:

Per i docenti e non docenti: Il percorso di formazione si è incentrato sulla prevenzione e la gestione degli episodi di bullismo e cyberbullismo, attraverso l’acquisizione di strategie specifiche sulla gestione dei conflitti in classe e nella scuola, per meglio affrontare le difficoltà relazionali dei giovani e trasformare le dinamiche conflittuali in una risorsa. Alcuni dei temi trattati:

  1. “Bullismo: strategie didattiche e sfide possibili”
  2. “Insegnanti soli o solo insegnanti? Modalità di gestione delle relazioni a scuola”
  3. “Bullismo e cyberbullismo: percezione della legalità”
  4. “Proposte operative e didattiche di prevenzione ed intervento del disagio a scuola”

 

Per i genitori: La sensibilizzazione al fenomeno non può avvenire solo al momento in cui il genitore si trova a vivere in prima persona il problema: rischia di essere emotivamente troppo coinvolto e poco obiettivo nel leggere una realtà difficile da accettare. In un’ottica di prevenzione e non di emergenza diventa necessario ed inevitabile coinvolgere i genitori. Alcuni temi trattati:

  1. “SOS genitori: domande e risposte sull’adolescenza”
  2. “Bullismo e Cyberbullismo: scherzi o violenza?”
  3. “Adolescenti in crisi: genitori in difficoltà. Impariamo ad ascoltare ciò che i ragazzi non dicono”
  4. “La gestione delle regole e della disciplina in famiglia”

Al termine del progetto si è organizzata una giornata di studio sul bullismo e cyberbullismo e di condivisione dei risultati ottenuti.

La restituzione è un momento imprescindibile di un progetto, avente un significato informativo e formativo. La restituzione è soprattutto la trasmissione, ai soggetti coinvolti, dei risultati della propria attività e va intesa come “momento fondante” e centrale di processi di valutazione della qualità dell’“attività” realizzata.

In questa occasione i professionisti dell’equipe hanno illustato in modo dettagliato i risultati raggiunti nelle varie azioni, hanno raccontato la loro esperienza e le loro emozioni,coinvolgendo anche i ragazzi (lettura musicata della poesia “La maschera” di Trilussa e realizzazione con l’esperto musicale di un piccolo “drum circle” con i docenti).

Si è distribuito ai docenti un opuscolo all’interno del quale è riportata la nostra esperienza nelle scuole in cui il progetto è stato attuato, l’analisi dati raccolti e dei risultati raggiunti. Nell’opusculo è inoltre allegato il DVD che riporta tutti gli spot realizzati dai ragazzi. Tale DVD è da considerarsi uno strumento didattico utile come stimolo al dibattito sulle prepotenze a scuola, la cui visione è stata suggerita ai docenti come possibilità di approfondimento e di intervento in classe. Il DVD prevede una struttura tematica per favorire la messa a fuoco del fenomeno, l’approfondimento dei ruoli e per immaginare le soluzioni possibili.

 

 

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