Approfondimenti Psicologi

La psicologia negli Istituti penitenziari

Lavorare in qualità di esperto ex art. 80

La psicologia negli Istituti penitenziari

La disciplina psicologica trova una concreta applicazione tra le attività svolte all’interno degli Istituti di pena o degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, volte a garantire, per un verso, il diritto alla salute alle persone detenute o sottoposte a misure restrittive alternative e, per un altro, una qualificata consulenza nei riguardi dell’Amministrazione Penitenziaria.

La figura dello psicologo penitenziario trova ancoraggio normativo nella Legge n. 354/1975 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) che prevede la possibilità per l’Amministrazione penitenziaria di avvalersi dell’ausilio, tra altri professionisti, di esperti in psicologia per lo svolgimento delle attività di osservazione e trattamento delle persone detenute (articolo 80).

Il Dpr n. 230/2000 attribuisce all’osservazione scientifica della personalità condotta dallo psicologo un’importanza cruciale per l’intero percorso riabilitativo della persona detenuta. Obiettivo di tale attività è, infatti, l’«accertamento dei bisogni di ciascun soggetto connessi alle eventuali carenze fisico-psichiche, affettive, educative e sociali, che sono state di pregiudizio all’instaurazione di una normale vita di relazione» (articolo 27). Sulla base dei risultati dell’osservazione scientifica «sono formulate indicazioni di merito al trattamento rieducativo da effettuare ed è compilato il relativo programma, che è integrato o modificato secondo le esigenze che si prospettano nel corso dell’esecuzione» (art. 13 L. 354/1975).

A delineare in maniera puntuale i profili di competenza dello psicologo penitenziario è intervenuto nel corso degli ultimi anni il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che, con la Circolare 12 giugno 2013, ha chiarito come l’esperto ex articolo 80 possa essere coinvolto:

  • nelle attività di osservazione comportamentale e scientifica della personalità con interventi mirati a sostenere la privazione della libertà;
  • nelle procedure di valutazione per l’ammissione alle misure alternative alla detenzione e a tutti i benefici premiali penitenziari dei detenuti in termini sia di revisione critica del reato sia di pericolosità sociale;
  • nell’osservazione dei detenuti condannati per reati sessuali nei confronti di minorenni e nell’applicazione della sorveglianza particolare;
  • nell’ambito degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, per lo svolgimento delle attività di osservazione nei confronti di soggetti libero-sospesi, nonché delle attività trattamentali nei confronti delle persone in misura alternativa;
  • nelle commissioni per il regolamento interno dell’istituto;
  • per la scelta dei libri per la biblioteca dei detenuti e degli internati;
  • per l’osservazione psicologica intramuraria su richiesta degli psicologi del Servizio Sanitario Nazionale a cui è rimessa la valutazione psicologica di tutti i nuovi ingressi.

Definiti gli ambiti di operatività dello psicologo penitenziario, è utile accennare al percorso che un professionista intenzionato ad esercitare come esperto ex art. 80 dovrà seguire. Gli incarichi possono essere conferiti dalle direzioni degli Istituti e dei Centri di servizio sociali a seguito dell’utile collocazione del professionista in un elenco compilato, per ciascun distretto di Corte d’Appello, dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria.

La compilazione di tale elenco avviene a seguito di una selezione pubblica indetta dal Provveditorato Regionale, a cui possono partecipare candidati in possesso di requisiti generici (età non inferiore ai 25 anni e non superiore ai 70 anni, condotta incensurata, residenza nella regione nel cui ambito territoriale è competente il Distretto di Corte di Appello prescelto, idoneità, accertata dal Provveditorato regionale, a svolgere attività nel settore penitenziario, etc.) e requisiti specifici, ovvero:

  • laurea in Psicologia conseguita secondo il Vecchio Ordinamento, o Laurea Specialistica (58/S ex Dm n. 509/1999) o Magistrale (LM-51 ex Dm n. 270/2004);
  • iscrizione alla sezione A dell’Albo degli Psicologi.

All’occorrenza, i professionisti utilmente classificatisi in graduatoria possono essere invitati a sottoscrivere un accordo individuale della durata annuale, rinnovabile per non più di quattro anni dalla data della sottoscrizione iniziale, che definisce il monte orario complessivo e segna l’avvio della collaborazione.

Tale collaborazione è qualificata dalla normativa come lavoro autonomo, da svolgere dunque in regime di libera professione.

L’onorario degli esperti ex articolo 80 è proporzionato alle singole prestazioni effettuate: il compenso riconosciuto allo psicologo penitenziario ammonta a 17,63€/ora, ed è liquidato mensilmente dall’Amministrazione penitenziaria previa ricezione di una richiesta del professionista, recante la descrizione delle attività svolte e, contentenete in allegato, la relativa parcella.