Iniziative e progetti Psicologi

Il contributo della Psicologia alla sicurezza stradale

L’intervento dell’Ordine durante i primi incontri della Consulta Cittadina

Il contributo della Psicologia alla sicurezza stradale

Con la delibera dell’Assemblea Capitolina n. 8 del 3 marzo 2017, L’Amministrazione di Roma ha modificato e integrato la precedente delibera n. 14 del 10 aprile 2014, ampliando il ruolo e le competenze della Consulta Cittadina sulla Sicurezza stradale. Per effetto di tale modifica e integrazione, la Consulta prende la nuova denominazione di “Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità”.

L’obiettivo di primo livello che si vuol perseguire attraverso la costituzione della Consulta è quello di costruire una rete di relazioni fra i soggetti Istituzionali e le rappresentanze sociali, al fine di migliorare la conoscenza del territorio di Roma e proporre modifiche o nuove opportunità per la mobilità stradale. Oltre che come organo consultivo, la Consulta si configura anche come tavolo tecnico-operativo per la condivisione delle linee di programmazione, attuazione e gestione degli interventi nell’ambito della sicurezza stradale. Gli obiettivi più significativi sono quelli di diminuire il numero delle vittime sulla strada e promuovere efficaci attività di prevenzione e una più diffusa cultura della sicurezza stradale.

L’attuale Amministrazione Capitolina ha dato un nuovo impulso alla Costituzione della Consulta, e nelle date del 12 maggio e 14 luglio 2017, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, vi sono stati i primi due incontri di insediamento.

L’Ordine degli Psicologi del Lazio, rappresentato dal Dott. Pierluigi Cordellieri, con competenze nell’ambito della Psicologia del traffico, ha partecipato tra gli Enti di Diritto, ovvero come Istituzione alla quale viene riconosciuta una competenza tecnica specifica. La Psicologia è da sempre riconosciuta come disciplina “regina” nella sicurezza stradale. Dalle stesse indagini ACI/ISTAT sull’incidentalità stradale in Italia e nella comunità Europea, pubblicate annualmente, emerge come circa il 90-95% delle cause accertate fanno riferimento al cosiddetto “fattore umano“. Inadeguati processi cognitivi, come una ridotta percezione del rischio, in particolare tra i giovani, valutazioni errate nei processi decisionali, o distrazioni, dovute ad esempio un impegno dual o multitasking, sono le condizioni che più frequentemente possono determinare il verificarsi di un incidente stradale. Così come particolari condizioni psicofisiche del conducente: quali attivazioni emotive, come la rabbia o stati ansiosi, l’affaticamento psicofisico o le alterazioni dovute all’utilizzo di sostanze psicoattive, quali droghe, alcol o farmaci. Le conoscenze psicologiche possono offrire un valido contributo nel diffondere, attraverso attività di formazione, comportamenti virtuosi alla guida.

Attualmente, la Consulta ha eletto tra i suoi membri un gruppo ristretto di coordinamento delle attività, tra cui il Dott. Cordellieri, che si occuperà dell’avvio e del monitoraggio di gruppi di lavoro, che opereranno da settembre su temi specifici. Tra questi: le utenze vulnerabili, il governo del traffico e della velocità, le infrastrutture, la mobilità sostenibile e alternativa e, non ultimi, temi fondamentali quali la cultura della convivenza stradale e la formazione e comunicazione in tema di comportamenti di guida sicura.

Non sarà certo facile apportare cambiamenti significativi, nell’ambito della mobilità e sicurezza stradale, in una città complessa come Roma, ma la Psicologia, forte delle proprie competenze specifiche, è presente attraverso l’Ordine ed è pronta a raccogliere la sfida offrendo il proprio contributo.

Video dell’intervento di Pierluigi Cordellieri in rappresentanza dell’Ordine


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