Approfondimenti Formazione Psicologi

La Formazione Continua Permanente (Fcp) e l’Educazione Continua in Medicina (Ecm)

Che cos'è l'Ecm, chi riguarda e come è possibile conseguire crediti

La Formazione Continua Permanente (Fcp) e l’Educazione Continua in Medicina (Ecm)

Distinzione tra Educazione Continua in Medicina e Formazione Continua Permanente

È importante distinguere preliminarmente tra:

  • la Formazione Continua Permanente, che rappresenta un’importante novità introdotta dal Decreto di riforma degli Ordini professionali (Dpr n. 137/2012);
  • l’Educazione Continua in Medicina, ovvero il sistema di formazione vigente sin dal 2002 e valevole solo per le categorie di professionisti che lavorino con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) o con strutture con esso accreditate o convenzionate.

Quanto alla Formazione Continua Permanente, che interessa tutte le figure professionali organizzate su base ordinistica e non soltanto le professioni sanitarie (dunque anche architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, etc.), è sufficiente per il momento  precisare che l’obbligo di maturare crediti formativi in tale ambito non interessa ancora gli psicologi.

Il regolamento che avrebbe dovuto disciplinare modalità e termini di assolvimento di tale obbligo, infatti, pur essendo stato emanato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, non è stato ancora approvato dal vigilante Ministero della Salute.

Pertanto, a differenza di altre professioni ordinistiche per le quali l’obbligo potrebbe essere già in vigore, vale per lo psicologo il più generico precetto deontologico di «mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera» (art. 5, Codice deontologico).


Soggetti tenuti a conseguire crediti Ecm

Con l’introduzione del sistema Ecm, i professionisti che operano nell’ambito della Sanità pubblica o privata accreditata sono tenuti a garantire un aggiornamento professionale continuo secondo criteri ben definiti.

Sono tenuti a conseguire crediti Ecm esclusivamente coloro che lavorano o collaborano a vario titolo, anche come consulenti, con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) o con strutture private che operano in regime di  accreditamento o convenzionamento con esso.

In altre parole, la mera iscrizione all’Albo degli Psicologi, l’esercizio della libera professione al di fuori del Ssn (presso il proprio studio professionale, ad esempio) o un rapporto di lavoro alle dipendenze di un ente pubblico non riconducibile al Ssn non comportano l’obbligo di conseguire crediti Ecm, come chiarito già nel 2004 dal Tribunale Regionale per il Lazio sezione III ter (sentenza 14062) e contrariamente alle interpretazioni sul tema fornite dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop) con una nota del 26 maggio 2015 e alle indicazioni dell’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017.

È infatti del tutto irrilevante ai fini dell’insorgenza dell’obbligo che la professione di psicologo sia o meno formalmente inserita tra le professioni sanitarie e che la vigilanza sugli Ordini sia posta in capo al Ministero della Salute, come fatto notare dai consulenti legali dell’Ordine con il parere scaricabile in allegato, di cui si riporta un passaggio significativo:

L’obbligatorietà della formazione continua in forma di ECM, come derivato non normativo dell’originaria formazione continua introdotta in sanità dal 1999, non deriva infatti né dal dato formale del carattere sanitario di una professione inteso come espressa previsione di legge sul punto (espressa inclusione nelle fattispecie di cui al D.L.C.P.S. 13-3-1946, n.233), né dal regime di esercizio della stessa (subordinato o libero professionale), bensì dal fatto che le relative prestazioni vengano rese nell’ambito previsto dall’art.16-quater del D.Lgs. n.502/1992, sul quale non v’è stata finora aluna sopravvenienza normativa innovativa.

Secondo i legali dell’Ordine, in definitiva, anche se il ddl Lorenzin diventasse legge modificando l’articolo 1 della Legge istitutiva della professione di psicologo (L. n. 56/1989), riconoscendone espressamente il carattere sanitario, l’obbligo di conseguire crediti Ecm non verrebbe esteso indiscriminatamente a tutti gli psicologi. 


Fabbisogno formativo per il triennio 2017-2019

L’obbligo di maturare crediti Ecm decorre dall’inizio del rapporto professionale con la struttura e termina al venir meno dell’attività lavorativa.

La Commissione Nazionale Formazione Continua (CNFC) attiva presso il Ministero della Salute suddivide il fabbisogno formativo su base triennale.

Con recente delibera, la CNFC ha confermato che anche per il triennio in corso (2017-2019) il fabbisogno da soddisfare ammonta a 150 crediti formativi (articolo 1).

La recente delibera, inoltre, prevede la possibilità per il professionista che abbia soddisfatto parzialmente o totalmente l’obbligo formativo del triennio 2014-2017 di beneficiare di una riduzione del monte crediti del triennio in corso. La riduzione è pari a:

  • 30 crediti, se nel triennio 2014-2017 sia stato conseguito un numero di crediti tra 121 e 150;
  • 15 crediti, nel caso in cui, nello stesso periodo, sia stato acquisito un numero di crediti tra 80 e 120.

La CNFC ha stabilito infine che i professionisti sanitari che non hanno completato il conseguimento dei crediti formativi del triennio 2014-2016 avranno possibilità di farlo entro il 31 dicembre 2017, nella misura massima del 50% del proprio obbligo formativo. I crediti acquisiti nel 2017 per sanare il debito formativo del triennio precedente non varranno ai fini del soddisfacimento dell’obbligo formativo del triennio 2017-2019 (Comunicato del 22 dicembre 2016).


Modalità di assolvimento dell’obbligo

I crediti Ecm possono essere acquisiti attraverso diverse modalità. La principale fra queste è la partecipazione a corsi, anche on line (la cosiddetta formazione a distanza), organizzati da enti che abbiano ottenuto l’accreditamento come provider presso la Commissione Ecm istituita presso il Ministero della Salute.

È possibile inoltre maturare crediti svolgendo attività di tutoraggio nell’ambito del tirocinio formativo post lauream finalizzato all’accesso all’Esame di abilitazione professionale per psicologo o di quello finalizzato al conseguimento del titolo di specializzazione in psicoterapia.

In tal caso è possibile veder riconosciuti 4 crediti per ogni mese di supervisione (25 per sei mesi). Anche nel caso in cui i mesi di supervisione fossero più di sei o l’attività di supervisione fosse svolta nei riguardi di più tirocinanti, il numero di crediti maturabili in un anno non può essere superiore a 25.

A rilasciare i crediti Ecm per l’attività di tutoraggio è l’Ordine, dietro richiesta del professionista interessato, secondo le modalità indicate alla pagina Crediti Ecm per attività di tutor.


Esoneri ed esenzioni

Sono esonerati dall’obbligo di acquisizione di crediti coloro che frequentino corsi di formazione post base propri della categoria di appartenenza (come ad esempio corsi di specializzazione in psicoterapia, dottorati di ricerca, master, corsi di perfezionamento scientifico, laurea specialistica, etc.) per tutta la durata del corso nella misura di 4 crediti/mese (per i soli periodi di formazione che abbiano una durata superiore a 15 giorni per mese).

Il professionista può inoltre godere di un’esenzione dall’obbligo formativo pari a 4 crediti per mese quando sia costretto a sospendere la sua attività, per periodi superiori ai 15 giorni per mese, a causa di assenza per malattia, congedo di maternità, congedo per malattia del figlio, aspettativa per gravi motivi familiari (per l’elenco completo delle situazioni che danno luogo all’esenzione si consulti la determina della Cnfc del 17 luglio 2013).


FAQs sull'Educazione Continua in Medicina (ECM)


Allegati

Delibera CNFC in materia di crediti formativi ECM per il triennio 2017-2019

Determina CNFC del 10 ottobre 2014 (Dossier formativo)

Determina CNFC del 17 luglio 2013

Determina CNFC del 23 luglio 2013 – 10 ottobre 2014

Parere legale: Ecco perché gli E.C.M. non potranno ritenersi obbligatori per gli Psicologi liberi professionisti che non rendono prestazioni per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Università o per le strutture sanitarie private accreditate e non accreditate

Parere legale circa l’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017


Sull’argomento

L’obbligo di ECM continuerà a non riguardare tutti i liberi professionisti