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Indagine sull’utilizzo di percorsi di orientamento al lavoro nelle PMI del Lazio

Presentati i risultati della prima fase esplorativa dell’indagine in merito alle azioni di orientamento lavorativo rivolte al personale delle Piccole e Medie Imprese del Lazio

Indagine sull’utilizzo di percorsi di orientamento al lavoro nelle PMI del Lazio

In occasione del Convegno “La psicologia nei servizi per il lavoro” dello 22 ottobre 2016, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio in collaborazione con l’università “La Sapienza” di Roma e patrocinato dalla Società Italiana Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (SIPLO), il Gruppo di lavoro Psicologia del Lavoro ha presentato la prima fase esplorativa di una specifica indagine condotta in merito al processo di orientamento al lavoro.

L’indagine origina dall’osservazione di alcuni dati riguardanti le Piccole e Medie Imprese (secondo i parametri europei si fa riferimento a imprese dai 10 ai 250 dipendenti) del Lazio e da una Sistematic Review di letteratura svolta a livello nazionale e internazionale, in merito alle azioni di orientamento lavorativo rivolte al personale delle PMI (di primo ingresso, di reinserimento o di riposizionamento), come ad esempio la valutazione delle competenze e del potenziale, di preparazione al ruolo e di integrazione/socializzazione lavorativa  preparazione in ingresso.

Il Gruppo di lavoro si è focalizzato sulle PMI in quanto rappresentano il 98% delle imprese italiane, l’83% degli occupati italiani e il 71% del valore economico italiano (tra l’altro in calo del 4% dal 2008), e perchè il grado di disoccupazione giovanile è ai massimi storici, accompagnato da un alto tasso di suicidi imprenditoriali e una mancanza, in Italia, di presidio delle risorse umane nella piccola impresa. In prima istanza si è proceduto con una Sistematic Review della letteratura nazionale e internazionale sulle PMI per quanto concerne il servizio di orientamento. Da ciò è emerso che in Italia, a parte qualche sporadico caso di letteratura grigia o Case Studies riguardanti solo grandi organizzazioni, vi è un’assenza di letteratura che coinvolge le PMI in merito all’orientamento lavorativo. Altri paesi, invece, come Canada, Giappone, Cina, Inghilterra e addirittura Kenya (fa specie, ma è culturalmente più aperto a questi temi un paese che ha una matrice economica rurale e artigianale, dove la dimensione “piccola” è l’unica possibile: basti pensare agli investimenti del micro-credito sulle donne imprenditrici artigiane africane), presentano ricerche rilevanti, anche se non moltissime, in merito all’argomento in esame. Analizzando questi dati internazionali sono emersi alcuni dati interessanti. Cominciamo dal Canada, in cui è stata condotta una ricerca sistematica nel tempo (ancora in corso), la quale ha previsto anche un periodo di training rivolto ai manager sulla gestione dei colloqui di orientamento e sulle tecniche di misurazione. Dopo circa due anni risulta aumentata la soddisfazione lavorativa dei dipendenti e dei manager dell’85% circa, quale effetto delle azioni di orientamento interno. In Giappone (2014), invece, è stata condotta una ricerca sulla disoccupazione e la frustrazione giovanile (facendo riferimento alle teorie motivazionali e culturali di Maslow e Shein), con una esplorazione del mercato del lavoro nelle PMI. I risultati, tra le altre cose, dimostrano che le azioni di orientamento sono funzionali all’interno dell’azienda rispetto alla diagnosi preventiva di problemi relazionali. In Inghilterra (2015) sono stati addirittura dimostrati gli impatti positivi sul tessuto socio-economico delle azioni di orientamento lavorativo all’interno delle PMI. È risultata una correlazione significativa tra orientamento, capitale umano e crescita economica e tra orientamento, aumento delle competenze e miglioramento nel mercato, dove sono emersi sensibili impatti positivi, dall’1 al 4%, rispetto alla crescita economica del paese.

Alla luce dei dati generali sulle PMI e quelli della Sistematic Review di cui sopra, nasce l’idea di esplorare la possibilità di una domanda latente riguardo il servizio di orientamento sia interno che esterno, da parte delle PMI del nostro territorio. La domanda, inoltre, potrebbe impattare proprio sulla professionalità psicologica, in quanto è ormai sancito che il processo di orientamento lavorativo ha una componete di consulenza e supporto alla persona e ai contesti in cui vive e lavora. Stiamo infatti parlando di  quel processo volto a facilitare la conoscenza di sé, del contesto organizzativo, sociale, culturale ed economico di riferimento, teso ad attivare strategie per relazionarsi ed interagire con tali realtà. La sua finalità è quella di favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per poter definire o ridefinire autonomamente obiettivi personali e professionali aderenti al contesto organizzativo e di mercato. Risulta evidente una funzione psicologica che, quindi, può servire a ideare un percorso, o ripensarne uno già realizzato, in termini di esperienze, attitudini, aspettative e progetti a breve e lungo termine della persona nei contesti lavorativi.

Sulla base di quanto appena esposto, le domande-stimolo che hanno guidato la fase esplorativa dell’indagine sono:

  • Le aziende svolgono il servizio di orientamento al/nel lavoro?
  • Se si, come?
  • Qual è il fabbisogno portato dalla PMI alla funzione psicologica all’interno del processo di orientamento al/nel lavoro?
  • Quali sono i vantaggi e i benefici delle PMI riguardo l’utilizzo della funzione psicologica all’interno del processo di orientamento al/nel lavoro?

Il target rappresentativo di questa fase esplorativa è caratterizzato da ventiquattro PMI afferenti alla Regione Lazio, di settori merceologici molto diversificati (dalla società di web desing, all piccolo call center, fino al piccolo distributore di prodotti alimentari) e con una media di circa 40 dipendenti a impresa.

Gli interlocutori delle PMI prescelti per la raccolta delle informazioni sono i titolari di impresa o, ove presenti, i responsabili del personale.

Per quanto riguarda lo strumento d’indagine, si è fatto riferimento all’utilizzo di un’intervista semi-strutturata che indaga quattro macro aree: il ruolo funzionale dell’intervistato nella sua impresa (PMI), lo scenario riguardante il business, le politiche relative alle risorse umane e le politiche di orientamento (conoscenza, utilizzo, prospettive).

Dai risultati emersi da questa prima fase esplorativa della ricerca, spiccano per ricaduta specifica nell’area della Psicologia del Lavoro alcuni indicatori interessanti (vedi anche APPENDICE – Grafici Rappresentativi) .

Per quanto riguarda l’area del business, innanzitutto, emerge che, per le aziende, tra le azioni prioritarie da portare avanti ci sono: al primo posto, con il 35%, gli assetti economici e finanziari, ma segue subito con il 30% l’investimento sulle risorse umane, superiore addirittura all’innovazione tecnologica, con il 25%.

In merito ai potenziali investimenti da fare sulla funzione psicologica all’interno dell’azienda emerge una preponderanza dell’investimento sulle persone con il 75% (valutazione del personale, formazione), rispetto a investimenti sull’organizzazione con il 33% (clima e consulenza organizzativa).

Per quanto riguarda invece l’Orientamento è emerso chiaramente che il 63% del campione non conosce tale processo/servizio, contro un 37% che ne è a conoscenza, ma di cui solo tre soggetti ne hanno usufruito e uno lo impiega tuttora. Inoltre, altro dato interessante, nell’ipotesi di un budget da destinare al servizio di orientamento all’interno dell’organizzazione, le aziende rispondono che lo destinerebbero per il 64% a tutto ciò che concerne le nuove mansioni e qualifiche (dipendenti che a valutazione del responsabile potrebbero cambiare qualifica o attività; dipendenti che vorrebbero cambiare qualifica o attività), e per il 36% a quelle che possono essere identificate come le criticità nelle quali l’azienda potrebbe incorrere (dipendenti demotivati; dipendenti che vorrebbero lasciare l’azienda).

In conclusione, da questi primi dati è evidente, quindi, che le PMI sono portatrici di interesse e attenzione per le risorse umane, ma nella fattibilità degli interventi da svolgere nelle aziende emerge comunque che rimane uno degli aspetti più sacrificato, in particolare per mancanza di conoscenza delle possibilità di intervento e delle possibili ricadute sul business.

Per quanto riguarda un possibile servizio di Orientamento, primariamente poco noto, sembra emergere come le imprese, da un lato ne immaginano i potenziali benefici, principalmente rispetto a una dinamica di cambiamento (potremmo dire come leva di sviluppo, quindi di possibile ricaduta sulla performance, data dall’aumento di consapevolezza), dall’altro lo vedono di difficile attuazione, vuoi per mancanza di budget, ma soprattutto per l’incapacità o impossibilità organizzativa di presidio (che invece vedono più facile nelle grandi imprese).

Il Gruppo di lavoro sta continuando ad incontrare imprese e imprenditori per approfondire e affinare i primi dati emersi. E proprio in occasione del Convegno in cui sono stati presentati, l’Ordine ha fatto appello alle istituzioni di ricerca per approfondire con strumenti e risorse idonee queste prime evidenze, perché appare chiaro che ci possono essere leve psicologiche su alcuni processi organizzativi, come appunto l’Orientamento, che possono contribuire alla crescita e allo sviluppo delle piccole realtà imprenditoriali. La ricerca può far luce sulle specifiche esigenze delle PMI e sulle tipologie di intervento adottabili (non si può certo applicare quanto già si fa nelle grandi imprese). Questo rappresenta un potenziale campo di applicazione della Psicologia del Lavoro ancora poco diffuso e per nulla strutturato, con ampi margini di sviluppo e beneficio per il mercato del Lavoro e per il mercato in generale, visti i dati di sfondo da cui siamo partiti.

 

Appendice – Grafici Rappresentativi

 

Azioni prioritarie per migliorare il business

Azioni prioritarie per migliorare il business

 

 

Tipologia di investimenti da fare nella funzione psicologica all’interno dell’azienda

tipologia-di-investimenti-da-fare-nella-funzione-psicologica-allinterno-dellazienda

 

Conoscenza e utilizzo del servizio di orientamento da parte delle PMI

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Nell’ipotesi di un budget da destinare al servizio di orientamento: a chi/cosa rivolgerlo?

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Percentuali nel dettaglio:

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