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L’impegno dell’Ordine per la sicurezza stradale nel comune di Roma

Gli esiti del Convegno "Cultura della Strada" organizzato da #Vivinstrada e dalla Fondazione Guccione, con il sostegno del Municipio VII del Comune di Roma

L’impegno dell’Ordine per la sicurezza stradale nel comune di Roma

 

Il 20 settembre 2016 si è tenuto il primo Convegno sulla “Cultura della Strada“, organizzato dalla Rete #Vivinstrada e dalla Fondazione Luigi Guccione Onlus, con il sostegno del Municipio VII del Comune di Roma.

Negli obiettivi degli organizzatori vi è il tentativo di creare uno spazio di confronto periodico dove far confluire le diverse competenze che operano a Roma nell’ambito della sicurezza stradale: associazioni di tutela delle vittime o delle cosiddette utenze deboli, operatori di Polizia e rappresentanti istituzionali, tra cui l’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Secondo i dati ISTAT, infatti, la causa del 90% degli incidenti stradali che si verificano ogni anno in Italia è attribuibile al cosiddetto “fattore umano”, inteso come l’insieme dei processi percettivi e cognitivi, nonché delle forme di regolazione emotiva, delle convinzioni e degli atteggiamenti nei confronti delle regole stradali, che sono frequentemente alla base dell’assunzione di comportamenti a rischio sulla strada.

La psicologia è, dunque, la disciplina che più di tutte può contribuire alle forme di prevenzione sia primaria, come la formazione sui temi della sicurezza stradale e della cultura sulla mobilità sostenibile, sia terziaria, come gli interventi sulle conseguenze psicopatologiche dei traumi stradali.

Nel corso del Convegno, l’Ordine è stata rappresentato dal dott. Pierluigi Cordellieri, da molti anni impegnato in diversi ambiti della psicologia viaria e autore di numerosi articoli su riviste internazionali in tale settore, nonché Rappresentante dell’Ordine presso la Consulta Cittadina sulla Sicurezza Stradale di Roma Capitale, organismo coordinato dall’Agenzia per la Mobilità di Roma Capitale.

Nel suo intervento Cordellieri si è soffermato su alcuni aspetti psicologici, particolarmente dibattuti nella letteratura scientifica, come, ad esempio, la distrazione causata da impegno dual o multitasking, la sottostima del rischio dovuta ad alcuni bias cognitivi, le valutazioni errate nei processi decisionali o le convinzioni fatalistiche riguardo il verificarsi degli incidenti. Ampio spazio è stato dedicato anche alle particolari condizioni psicofisiche del conducente, quali le attivazioni emotive, come rabbia o stati ansiosi, l’affaticamento psicofisico o le alterazioni dovute all’utilizzo di sostanze psicoattive.

Le riflessioni emerse nel corso del convegno hanno permesso di convergere sulla necessità di fondare un nuovo impegno educativo ed operativo nella sicurezza stradale, riconoscendo, anche in tale contesto, un ruolo di assoluto rilievo alla psicologia applicata ai temi della mobilità stradale.