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Mobilitazione per la modifica della Proposta di legge regionale n. 226/2011

L'Ordine sostiene l'iniziativa contro la proposta di riforma del "Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio

Il prossimo giovedì 7 giugno l’Ordine degli Psicologi del Lazio aderirà alla mobilitazione per la modifica della Proposta di legge regionale n. 226/2011, che si terrà presso il Consiglio Regionale del Lazio di via della Pisana 1301 in Roma.

Il testo della Proposta licenziato lo scorso 23 febbraio dalla Commissione IX - Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali del Consiglio Regionale del Lazio, infatti, non ha recepito alcuna delle considerazioni trasmesse dall’Ordine nel corso della fase di discussione della Proposta in Commissione.

Gli elementi costitutivi del testo che giunge al vaglio dell’Assemblea, dunque, continuano a destare forte preoccupazione, in particolare:

  1. L’istituzione del Consorzio O.A.S.I. (Organismo per le Azioni Sociali Integrate) quale ambito ottimale per l’organizzazione del sistema integrato dei servizi sociali coincidente con il territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale, anziché con il distretto socio-sanitario, cosi come previsto nella Legge 8 novembre 2000, n. 328, smantellando così l'organizzazione del sistema locale e di prossimità dei servizi, faticosamente costruita nei dieci anni di applicazione della Legge n. 328/2000, svalorizzando la centralità del territorio e interrompendo il difficile processo di costruzione del Welfare di comunità.
  2. La proposta non indica come principio fondamentale quello della "prevenzione" e della rimozione delle cause economiche, psicologiche e culturali come fattori di rischio. Le politiche sociali non sono più considerate rivolte al benessere, alla promozione delle possibilità di sviluppo della persona e della qualità della vita. Si ritorna ad un modello meramente assistenziale. Erogazione di prestazioni su domanda.
  3. Il ruolo dei servizi sociali è svuotato delle funzioni di prevenzione, programmazione, organizzazione e coordinamento degli interventi e dell’apporto fondamentale di altre figure professionali, oltre a quello dell’assistente sociale, unica figura considerata nella proposta; è incontrovertibile, infatti, che la gestione del sistema integrato dei servizi sociali e sociosanitari nel Lazio non possa prescindere dalla figura professionale dello psicologo, il cui compito in questi anni è stato quello di promuovere il benessere psicologico degli individui, dei gruppi, degli organismi sociali e delle comunità.

L’Ordine degli Psicologi del Lazio chiede pertanto ai gruppi consiliari che esamineranno la Proposta di legge di apportare le modifiche necessarie a:

  1. valorizzare le esperienze maturate nei territori, in applicazione della Legge n. 328/2000, riconoscendo quale ambito territoriale ottimale nella gestione dei servizi e interventi sociali,  il distretto socio-sanitario di prossimità ai cittadini;
  2. riconoscere le complesse funzioni del servizio sociale e  la rilevanza delle diverse figure professionali che ormai da diversi anni ne fanno parte, in particolare quella degli psicologi, professionisti che hanno contribuito a sviluppare un modello di welfare di comunità e un lavoro di “rete” nel territorio.

Per tale ragione, giovedì 7 giugno l’Ordine sarà presente, insieme a tanti altri importanti attori del sociale,  dinanzi al Consiglio Regionale del Lazio in via della Pisana 1301 - Roma, certo che i suoi componenti sapranno tenere nella giusta considerazioni le osservazioni dei professionisti che quotidianamente operano nel delicato e complesso sistema di welfare della Regione Lazio.