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01/06/2010

La posizione dell'Ordine riguardo le "terapie riparative"

Nella seduta del 24 maggio 2010, il Consiglio dell'Ordine ha espresso al sua contrarietà a qualsiasi trattamento mirato a modificare l'orientamento sessuale del paziente

Nel corso della seduta dello scorso 24 maggio, il Consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio ha assunto una posizione univoca e netta nei confronti delle cosidette "terapie riparative", invitando, ancora una volta, la comunità professionale ad operare nel rispetto dei principi sanciti dall'articolo 4 Codice Deontologico e la comunità scientifica a salvaguardare il rispetto della persona sotto ogni suo aspetto.

Non è la prima volta che l'Ordine decide di denunciare con forza qualunque trattamento mirato a modificare l'orientamento sessuale del paziente.

Sin dal dicembre 2007, la Presidente Marialori Zaccaria ed il Vice Presidente Paolo Cruciani hanno preso le distanze da chi pratica terapie riparative, ribadendo che chi classifica l'omosessualità come patologia, e ne propone una “cura”, si pone al di fuori del Codice Deontologico e del dialogo clinico scientifico.

Dinanzi alla gravità dei fatti denunciati, l’Ordine ha ritenuto opportuno intervenire con azioni concrete, collaborando sia al progetto di ricerca L’atteggiamento degli psicologi laziali nei confronti di pazienti e tematiche LGB promossa dalla cattedra di Valutazione Clinica e Diagnostica, presso la Facoltà di Psicologia 1 della Sapienza Università di Roma sia al Convegno Internazionale Omosessualità e Psicoterapie, organizzato dalla II Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica della Facoltà di Psicologia 1 della Sapienza Università di Roma.

In quest’ottica, si inserisce l’adesione del Presidente dell’Ordine al comunicato NoRiparative, in cui viene ricordato come già nel 1973 l’American Psychological Association abbia eliminato l’orientamento omosessuale dal novero dei disordini psicologici catalogati nel DSM e come anche recentemente abbia ribadito questa sua posizione all’interno del Report of the Task Force on Appropriate Therapeutic Responses to Sexual Orientation.