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Salute, Valutazione stress, Psicologi: bene indicazioni del Ministero "Finisce lungo periodo di incertezza"

Dire web, 25 novembre 2010

SALUTE. VALUTAZIONE STRESS, PSICOLOGI: BENE INDICAZIONI MINISTERO
"FINISCE LUNGO PERIODO DI INCERTEZZA".

(DIRE) Roma, 25 nov. - "L'Ordine degli Psicologi del Lazio
accoglie con favore la notizia relativa all'emanazione, da parte
della Commissione consultiva presso il ministero del Lavoro,
delle indicazioni per la valutazione dello stress
lavoro-correlato. Il documento pone finalmente termine ad un
lunghissimo periodo di incertezza, nel corso del quale l'entrata
in vigore della norma recante l'obbligo di valutazione del
rischio stress e' stata oggetto di continui rinvii, con la
conseguenza che la salute dei lavoratori non poteva dirsi
realmente tutelata nel nostro ordinamento". Cosi' ha aperto i
lavori della 'Giornata di studio sulla psicologia del lavoro e
delle organizzazioni' svoltasi oggi a Roma, il presidente
dell'Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria, che ha
osservato tuttavia come "non siano stati accolti i suggerimenti
formulati dall'Ordine affinche' nelle indicazioni si specificasse
con chiarezza che la valutazione dello stress implica
necessariamente il ricorso a competenze proprie della professione
di psicologo non riconducibili ad altre figure professionali.
Diversamente- ha sottolineato- cio' si configurerebbe come un
abuso di professione da parte di queste ultime".
   La presidente Zaccaria, poi, ha rivolto un appello al mondo
delle imprese, rappresentato da Angelo Camilli, presidente
Comitato Sicurezza sul Lavoro dell'Uir, "affinche' i datori di
lavoro, pur in assenza di un obbligo di legge, comprendano
l'importanza di rivolgersi alla nostra professione quando la
complessita' della situazione lo richieda, specialmente per
valutare i fattori di stress legati alla percezione soggettiva
del lavoratori".

"In quei casi, infatti - prosegue la
psicologa -  gli strumenti di valutazione individuati dalla
Commissione consultiva (questionari, test, focus group, etc.)
sono strettamente legati alle competenze dello psicologo:
affidarli ad altri professionisti comporterebbe, dal punto di
vista dei rischi psico-sociali, una tutela dei lavoratori solo
apparente".
   Nel suo intervento Angelo Camilli, accogliendo l'invito
dell'Ordine, ha evidenziato come ormai il mondo delle imprese, in
una visione coerente ai principi della responsabilita' sociale
d'impresa, consideri un fattore strategico di sviluppo mettere al
centro la "salute dei lavoratori" e che anche il possibile
coinvolgimento degli psicologi nell'organizzazione rappresenti
una opportunita' ed una risorsa per raggiungere questo obiettivo.
I due panel  della mattina,  guidati da Sara Del Lungo,
Coordinatrice area psicologia del lavoro e delle organizzazioni
dell'Ordine Psicologi Lazio,  hanno affrontato il tema della
presenza dello psicologo nella governance d'impresa  e  la messa
a punto delle Linee guida sul Coaching organizzativo per gli
psicologi del lavoro, curate dall'Ordine,  per indirizzare i
Coach organizzativi e differenziarli da tutte quelle altre figure
che stanno nascendo, non proprio ben delineate, quali counsellor,
coach etc.
   Nella seconda parte della giornata Francesco Avallone,
prorettore vicario dell'Universita' "La Sapienza" di Roma,
docente di psicologia del Lavoro, ha coordinato le due tavole
rotonde: il contributo dello psicologo  nell'utilizzo dei social
media in azienda e nella valutazione dello stress correlato al
lavoro, in un'ottica di Social Accountability. "In questi venti
anni la ricettivita' delle aziende nei confronti di sistemi
psicologicamente testati e' aumentata in maniera esponenziale",
ha detto Sara del Lungo.

"Un mestiere in crescita, un contributo
sempre piu' apprezzato, un profilo piu' definito, una proposta
sempre piu' efficace; molti dei relatori (Bulgari, Eni, Telecom,
SHL) hanno vissuto questa evoluzione  in prima persona, da
psicologi "inventori" dello psicologo del lavoro, poi come
psicologi professionisti e oggi come manager di aziende che
impiegano prevalentemente psicologi nello sviluppo delle persone".
   Si e' creato percio' un circuito virtuoso che potra'
migliorare considerevolmente il concetto di "salute", oltre che a
rappresentare un passo in avanti anche dal punto di vista
economico. Si calcola, infatti, che in Europa il costo economico
annuo dello stress prolungato ammonti a oltre 20 miliardi di euro
e colpisca un lavoratore su tre, ovvero 41 milioni di persone,
con un costo per le aziende spaventoso: 600 milioni di giornate
lavorative perse all'anno. In Italia le cose non vanno certamente
meglio, basti dire che il 50-60% delle giornate di malattia sono
da ricondurre allo stress.
   Concludendo, Avallone ha sottolineato che la vera sfida, al di
la' delle norme esistenti, risiede nell'affermarsi dell'idea
della salute organizzativa  "come l'insieme dei nuclei culturali,
dei processi e delle pratiche organizzative che animano la
convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo e
migliorando il benessere fisico, psicologico e sociale delle
comunita' lavorative".