
Solo l’ascolto di una Psicologia competente rende attendibile la testimonianza di un minore. La posizione dell’Ordine degli Psicologi del Lazio sulle notizie emerse in relazione all’episodio di pedofilia accaduto a Napoli
“Perché non mi credete?” Questo è il grido di dolore di una bambina, che nel 2005 era stata al centro di un’inchiesta per ipotesi di abuso su minore, in cui accusava il nonno acquisito di molestie ripetute con continuità, e la cui testimonianza non è stata ritenuta attendibile. La sua testimonianza , come riportano le cronache, aveva portato solo a un rinvio a giudizio per l’indagato e – cosa ancora più grave – non ci sono stati interventi della magistratura che abbiano consentito l’allontanamento della minore dal suo presunto molestatore.
“I fatti riportati dalla stampa fanno pensare che vi siano state delle lacune gravissime nell’ascolto della bambina da parte di esperti, anche nel caso sia stata ascoltata da periti. Proprio per questo come Ordine abbiamo valutato l’importanza di innalzare le competenze della psicologia per un ascolto in età prescolare più che competente, come una formazione in psicoterapia”.
A sottolinearlo è Marialori Zaccaria, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, ricordando “Le linee guida per le perizie in caso di abuso sui minori”, l’intervento qualificante dell’Ordine nella materia. Questa vicenda lascia aperti degli interrogativi, pone dei dubbi, su cui è necessario riflettere:
- come e perché la valutazione della bambina non è stata ritenuta attendibile;
- come e perché vi sono stati ritardi nelle indagini, visto che dall’inchiesta del 2005 sono dovuti passare tre anni per l’incidente probatorio;
- come e perché vi è stata una mancata segnalazione da parte del tribunale o addirittura un mancato intervento ai fini dell’allontanamento della bambina dal suo presunto molestatore”.
Il fatto, nella sua gravità, è emerso solo pochi giorni fa, in relazione all’abuso nei confronti di un dodicenne da parte del pedofilo che si è rivelato essere il nonno acquisito, lo stesso protagonista della testimonianza della bambina.
Paolo Capri, psicologo forense, coordinatore del gruppo di lavoro dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, uno degli estensori delle Linee guida dichiara: “Da questo episodio, emerge con chiarezza che le competenze dell’esperto risultano fondamentali, la sua capacità di ascolto, la sua esperienza nel campo della psicologia evolutiva e soprattutto della “clinica”, che è la base portante per valutare l’idoneità di un minore a rendere testimonianza. A questo proposito, “Le linee guida” sono un documento/protocollo fondamentale, proprio perché sottolineano la necessità che il perito sia in possesso di queste competenze specifiche, mentre - e il caso della bambina è emblematico - purtroppo si tende ancora a fornire pareri peritali senza possedere i giusti requisiti professionali e senza far riferimento a protocolli riconosciuti e istituzionali”.
Ufficio stampa:
Francesca de Seta
ufficiostampa@ordinepsicologilazio.it
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