
In base all'art. 23 del D.Lgs.n.196/2003 il trattamento dei dati personali da parte di soggetti privati è ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato (e cioè del 'cliente/paziente').
Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente, in forma specifica e documentata per iscritto, e se sono state date all'interessato per iscritto, oppure verbalmente le seguenti informazioni (art. 13 del D.Lgs. 196/2003):
Il consenso deve essere manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.
IN SINTESI
E’ necessario sottoporre al cliente/paziente:
1) L’informativa relativa al trattamento dei dati (la si può fornire anche verbalmente).
2) Il modulo per la firma del consenso dell’interessato al trattamento dei dati. All’interessato ne sarà rilasciata una copia (se l’informativa è stata fornita verbalmente, ciò deve essere esplicitato nel modulo suddetto).
Nel caso in cui i dati trattati riferibili a persone minorenni o a soggetti per i quali sia stata accertata giudizialmente l’incapacità di agire (interdetti o inabilitati) il consenso deve essere richiesto agli esercenti la potestà genitoriale o tutoria, oppure a un parente o a un convivente, oppure al legale responsabile della struttura presso la quale sia stato affidato.
Obbligatorietà del consenso scritto
E’ sempre necessario raccogliere il consenso scrittodell’interessato quando:
- s'intende comunicare i suoi dati anche ad un solo soggetto esterno;
- si deve adempiere ad obblighi previsti da leggi e regolamenti nei confronti di soggetti che svolgono prestazioni o servizi a favore dell’interessato (assicurazioni, medico curante, ecc.).
- si effettui il trattamento dei dati sensibili del paziente/cliente mediante appunti scritti o inserimento dei dati sul proprio computer (redazione di resoconti, valutazioni, ecc.).
Facoltatività del consenso scritto
Il consenso scritto non è necessario:
- per finalità di ricerca scientifica, quando i dati siano stati resi anonimi;
- per ottemperare ad obblighi di legge come nel caso di ricevute fiscali;
- quando lo psicologo o lo psicoterapeuta non redigano resoconti o valutazioni scritte del paziente, ma si limitino al solo ascolto.
I diritti del Paziente/Cliente
L’interessato ha il diritto di controllare i dati che lo riguardano, di chiederne la rettifica, di opporsi al trattamento degli stessi.
Si tratta però dei soli dati che lo riguardano forniti da lui stesso o da terzi. La legge sulla privacy, in ogni caso, non obbliga il titolare del trattamento dei dati a consentire l’accesso del paziente/cliente ad altri dati, quali, ad esempio, valutazioni, resoconti, ecc. elaborati dallo psicologo.