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Relazione conclusiva del gruppo di studio e di lavoro "Salute e sicurezza sul lavoro"

Consigliatura 2006-2009

Il 31 dicembre p.v. il gruppo di studio “Salute e sicurezza sul lavoro” concluderà un anno e mezzo di attività,  secondo il mandato ricevuto con la delibera consiliare n.142/2008.  Ne hanno fatto parte colleghi provenienti da diverse aree operative: dall’Università, dai Servizi di Prevenzione e Protezione, dalla ricerca pubblica del settore, consulenti del lavoro. Hanno messo a confronto le loro esperienze esitate in un’attività sinergica di sicura crescita non solo personale, ma di significativo contributo conoscitivo anche per l’Ordine.

La prima riunione si è svolta a ridosso dall’entrata in vigore del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, pubblicato sul Supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008.

La nuova legge si contraddistingue, tra gli altri aspetti, per l’obbligo della valutazione dello stress lavoro-correlato con riferimento all’Accordo Quadro  Europeo, siglato a Bruxelles nel 2004 e recepito in Italia il 9 giugno 2008, con un breve ritardo sui tempi tecnici.

Le finalità dell’Accordo sono quelle di  “… accrescere la consapevolezza e la comprensione dello stress lavoro-correlato da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti e attirare la loro attenzione sui segnali che potrebbero denotare problemi di stress lavoro-correlato”  e  ”offrire un quadro di riferimento per individuare e prevenire o gestire problemi di stress… Non è invece quello di attribuire la responsabilità dello stress all’individuo” (art. 2).  Un campo di attività e competenze che la medicina del lavoro, tradizionalmente clinica, sembra difficile poter coprire.  Al contrario la psicologia del lavoro può dare un contributo socialmente utile sia al datore di lavoro, responsabile della valutazione dei rischi, che al medico competente,  al fine di tutelare l’integrità psico-fisica del lavoratore.

Il gruppo di lavoro dell’Ordine  ha portato avanti un’attività di analisi e monitoraggio della situazione italiana sia al livello normativo che di applicazione della legge il cui obbligo è stato posticipato al 1° agosto 2010 dalle modifiche e integrazioni apportate al decreto 81,  salvo antecedenti indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro  (D.lgs. 106/09 , art. 6, comma 8, lettera m-quater).

Analizzate le professionalità/competenze sottese agli obiettivi normativi e operata un’attenta ricognizione delle specialità relative alla professione, è emerso come gli psicologi abbiano scarse conoscenze della tematica inerente la sicurezza occupazionale, ivi comprese eventuali opportunità di lavoro spesso abusate da altri professionisti.

Al fine di avvicinare gli psicologi ad una problematica, ancora di nicchia per la  professione,  l’Ordine ha accolto di buon grado la proposta del gruppo di organizzare il seminario “Sicurezza e stress nelle imprese e nelle organizzazioni. Il ruolo dello Psicologo”, riservato alla comunità professionale degli psicologi del Lazio, con l’obiettivo di attirare anche l’attenzione dell’opinione pubblica sul ruolo di questa figura professionale troppo spesso avvicinata a problemi esclusivi di patologia.

Detto seminario, svoltosi il 20.2.2009, ha suscitato interesse e partecipazione superiori ad ogni ragionevole aspettativa degli organizzatori, segno tangibile di un interesse erroneamente trascurato, tanto che l’Ordine ha provveduto non solo a pubblicare sul sito istituzionale gli interventi dei relatori, ma anche a distribuire gratuitamente a tutti gli iscritti un dvd contenente la registrazione del seminario.

L’evento ha suscitato una vasta eco anche sulla stampa nazionale.

In mancanza di particolari direttive del Ministero del Welfare e dovendo comunque procedere alla valutazione dello stress correlato al lavoro, il gruppo si è occupato altresì di offrire una sorta di consulenza telematica ai colleghi, impegnati nella valutazione, riguardanti essenzialmente gli aspetti metodologici  e le misure d’ intervento inerenti il rischio stress lavoro-correlato.

Al riguardo, vale la pena ribadire che la filosofia che ha contraddistinto sia l’impostazione dell’evento del 20 febbraio sia le risposte ai quesiti dei colleghi è stata quella di trasmettere un approccio corretto con cui affrontare la tematica, più che rispondere a singoli dettagli tecnici, che peraltro possono essere forniti solo di fronte a casi specifici ben descritti.

Mutuata dalla prospettiva normativa, l’impostazione del gruppo ha posto attenzione ai fenomeni collettivi e ai processi che si svolgono nell’azienda o nell’organizzazione, come pure ai processi che si attivano nel rapporto tra il  professionista psicologo e gli altri attori. E’ da rifuggire infatti la ricerca riduzionistica del “test” (mai clinico e comunque interpretato sempre in chiave organizzativa) o dell’ “indicatore assoluto” da individuare con precisione burocratica che rischierebbe di riportare tutta la tematica del benessere, salute e sicurezza sul lavoro, per l’appunto, ad un mero adempimento di facciata che non incide sul miglioramento della qualità della vita lavorativa o al limite potrebbe produrre effetti negativi. Sono ovviamente apprezzate metodologie di ampio respiro o quanto meno che prevedano vari livelli di approfondimento, da applicare “cum grano salis”.

Il gruppo auspica che il tema della salute e della sicurezza del lavoro continui ad occupare un posto di rilievo nelle future attività dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, secondo l’impostazione che verrà data dal nuovo Consiglio.

In particolare si segnala di implementare:

  1. informazione degli psicologi sulla tematica della sicurezza occupazionale che ormai rappresenta una competenza specifica della professione; 
  2. formazione/aggiornamento: agli aspetti normativi ai principi teorici della sicurezza del lavoro; dalle metodologie e strumenti di valutazione alle misure d’intervento;
  3. rapporti gli altri operatori della sicurezza: occasioni d’incontro (seminari, convegni, ecc.) in cui si mettano in rete gli psicologi con gli stakeholders della sicurezza (datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori, servizi di prevenzione e protezione aziendale e medici competenti, organi di vigilanza e consulenti del lavoro, ecc.).

In chiusura vale la pena ricordare che se le molestie sessuali e il mobbing, situazioni fortemente stressogene, sono volutamente escluse dall’accordo europeo sullo stress,  le parti sociali hanno sottoscritto in data 26 aprile 2007 l’Accordo Quadro Europeo contro la violenza nei luoghi di lavoro, il cui recepimento da parte degli stati membri dell’Unione Europea deve avvenire entro tre anni e quindi entro il 26 Aprile 2010.

Tale accordo prevede misure per aumentare la consapevolezza sulla violenza nei luoghi di lavoro, contromisure da adottare, procedure in caso di denuncia, assistenza alle vittime,  anche con il possibile coinvolgimento di soggetti esterni all’azienda. Attività tutte ad alto contenuto psicologico che non può essere demandato ad altre professionalità portatrici di metodologie e strumenti sia pure affermati e condivisi, ma non consoni.

Infine il gruppo di lavoro intende esprimere un sentito ringraziamento alla Presidente uscente, dott.ssa Marialori Zaccaria,  per il costante appoggio ricevuto e per tutte le azioni che ella ha posto in essere a tutela degli iscritti e nell’interesse dalla società italiana, intervenendo sia con il Governo sia con altri soggetti istituzionali sia con l’opinione pubblica, come riferito nelle varie sezioni del sito internet.

Roma, 9.12.2009