Comunicati stampa

Ventennale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio: Ordine presenta e descrive “lo psicologo che non ti aspetti”

“Lo psicologo che non ti aspetti”

Tenuto oggi a Roma il Ventennale dell’Ordine Psicologi del Lazio.

Negli interventi, lo psicologo come opportunità per cittadini, società ed istituzioni:
come cambia il ruolo di questo professionista nel tempo della crisi economica
e sociale e della spending review

1994 – 2014: VENTI ANNI DI ORDINE PSICOLOGI LAZIO – Diciottomila professionisti iscritti, un terzo dei quali “under 35”, e venti anni di attività alle spalle: istituito nel 1994, il più grande e numeroso degli albi regionali di categoria, l’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio ha compiuto quest’anno il suo ventesimo anniversario e oggi a Roma, all’Hotel Radisson, tiene un evento celebrativo della propria nascita con occhi rivolti soprattutto al futuro e alla “mutazione genetica” attraversata della professione e dalle sue funzioni.

“LO PSICOLOGO CHE NON TI ASPETTI” – I venti anni compresi tra il 1994 e il 2014 hanno ridisegnato le categorie sociali, culturali, politiche ed economiche del nostro Paese, e nel Lazio come nelle altre regioni la professione di Psicologo ha accompagnato queste trasformazioni uscendone essa stessa mutata e rigenerata tanto nelle competenze quanto nelle potenzialità. Ed ecco, dunque, “Lo Psicologo che non ti aspetti”, titolo dell’evento di oggi, che di questa mutazione in atto vuole fare il punto e anche tracciare scenari utili a intravedere il percorso futuro della professione. Perché a essere cambiata è, innanzitutto, la domanda di assistenza psicologica: tradizionalmente, la Psicologia ha avuto infatti l’obiettivo di aiutare i singoli o i gruppi sociali all’adattamento efficace entro il proprio contesto di vita e di lavoro; oggi, invece, lo psicologo reagisce alle sollecitazioni della realtà, può essere in grado di incidere drasticamente sulla riduzione della spesa pubblica. “La Pubblica Amministrazione è in spending review ‘perpetua’, ed ha sempre più difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza”, dichiara Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine Psicologi del Lazio. “Ed in questo contesto lo psicologo rappresenta una importante opportunità per cittadini, per istituzioni e per altre famiglie professionali. Attraversiamo un momento di preoccupante fragilità delle istituzioni pubbliche, di stridente distanza tra narrazione politica e quotidianità del cittadino: i recenti fatti di cronaca tolgono ossigeno a qualsiasi slancio verso un futuro in cui riconoscersi e per cui adoperarci nel presente. Anche in una fase così complessa la nostra comunità professionale è in grado di offrire alle Amministrazioni soluzioni di prospettiva, sostenibili economicamente già dal breve periodo. L’intervento psicologico su specifici disagi psicologici risulta infatti comparabile o in alcuni casi migliore a quello medico-farmacologico classico: in termini di efficacia dei costi, soprattutto di costi indiretti e sul lungo periodo”. Intervenuto successivamente anche il consigliere regionale Rodolfo Lena, Presidente Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione Lazio: “La Regione Lazio raccoglie questa sfida” ha detto Lena nel suo intervento, “siamo pronti a intraprendere un percorso per valorizzare al meglio la figura professionale dello psicologo all’interno del sistema sanitario regionale”. E proprio in un periodo di così “implacabile” riduzione dei costi, ci sono dunque contesti virtuosi in cui la presenza dello Psicologo può generare un abbattimento dei costi contribuendo ad un innalzamento del livello qualitativo dei servizi resi alla collettività: negli interventi tenuti stamane al Radisson, che sintetizziamo di seguito, vengono presentate alcune vere e proprie “best practice” in cui l’Ordine degli Psicologi del Lazio riconosce esempi importanti per tracciare gli indirizzi della professione nei prossimi anni.

INTERVISTA SU YOUTUBE DEL PRESIDENTE PICCININI RIGUARDO AI CONTRIBUTI DEL VENTENNALE: https://www.youtube.com/watch?v=fuK6Pgj-y3U

LO PSICOLOGO PER L’”ADHERENCE” DEL PAZIENTE DIABETICO – Il diabete è una malattia cronica che rivoluziona la quotidianità del paziente: farmaci a orari precisi, somministrazione dell’insulina, alimentazione, visite mediche e analisi di controllo periodiche, sorveglianza giornaliera della glicemia ed altro ancora. E’ un carico terapeutico stressante e impegnativo: l’Ordine Psicologi del Lazio, in collaborazione con l’Associazione Medici Diabetologi Lazio, avvierà a inizio 2015 presso l’Ospedale Santo Spirito di Roma una sperimentazione di gruppo sulla elaborazione e accettazione emotiva della condizione di diabetico, ovvero sui presupposti necessari a mantenere in atto tutte le modifiche comportamentali che la patologia richiede. E’ ipotizzato che un intervento psicologico possa influire molto positivamente non solo su questo processo e quindi sull’aderenza al trattamento medico, ma anche sull’impatto economico in termini di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, che può ammontare a milioni di euro l’anno. Il progetto è stato presentato durante l’evento del Radisson da Mara Lastretti, psicologa e PhD dell’Università “La Sapienza” e da Francesco Chiaramonte, Direttore UOC Diabetologia e Dietologia del Polo Ospedaliero Santo Spirito e Consigliere Nazionale AMD.

L’IMPATTO SOCIO SANITARIO ED ECONOMICO DEGLI INTERVENTI PSICOLOGICI NEI MINORI VITTIME DI ABUSI – Il S.A.C.R.A.I. (sito presso il Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile dell’Università “Sapienza” di Roma e guidato dal Prof. Ugo Sabatello) ed il V.A.T.M.A. dell’Associazione Temporanea di Scopo tra la Cooperativa Sociale Sirio e Regione Molise (sito presso il Distretto Sanitario di Termoli e diretto dal Dott.Nicola Malorni) nascono grazie all’Avviso Pubblico n. 1/2011 “per la concessione di contributi a favore di progetti pilota per il trattamento di minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale” indetto dal Dipartimento per le Pari Opportunità. L’approccio multidisciplinare posto alla base di entrambi i servizi garantisce l’erogazione di interventi rivolti a minori vittime ed autori di reato, famiglie, servizi territoriali e istituzioni a vario titolo coinvolte nella gestione dei casi. E’ stato calcolato che in 24 mesi di attività il V.A.T.M.A. ha generato un risparmio per il SSN di circa 4 milioni di euro tra costi diretti e costi indiretti dell’“abuso”. Per quanto riguarda invece il S.A.C.R.A.I., purtroppo la Pubblica Amministrazione ne ha decurtato il finanziamento per il 2015: per questo l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha deciso di contribuire fattivamente, a partire dai componenti del proprio Consiglio, proponendo di devolvere il proprio gettone di presenza della prossima seduta di Consiglio all’iniziativa di crowdfunding che il Prof. Sabatello avvierà nei prossimi giorni.

PRONTO SOCCORSO PSICOLOGICO PER LE VITTIME DELLA STRADA – Ad aprire gli interventi della mattina sono stati Anna Maria Giannini, ordinaria di Psicologia Generale, e Roberto Sgalla, Direttore Centrale della Polizia Stradale, che hanno esposto un modello progettuale di pronto soccorso psicologico da erogare alle vittime della strada che abbiano riportato lesioni importanti o macrolesioni (e che spesso, nelle varie realtà, vengono trattate soltanto a livello medico organico) e ai parenti o persone vicine a tale tipologia di vittima della strada e anche a partenti o cari di persone che abbiano perduto la vita in incidenti stradali. Sostenuto dalla Fondazione dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, il progetto può avere un impatto elevatissimo sul piano umano, come aiuto concreto alle vittime, e su quello economico, poiché mira alla prevenzione delle c.d. “forme di vittimizzazione secondarie” e “sindromi da rivendicazione”, le quali, se non opportunamente individuate e trattate, possono generare costi rilevanti per la collettività; il progetto mira inoltre alla prevenzione, ovvero a rendere consapevoli i giovani che prenderanno parte agli incontri formativi di cosa veramente significhi essere coinvolti in un incidente stradale, e ridurre dunque il numero stesso di incidenti incrementando comportamenti virtuosi.

L’INTERVENTO PSICOLOGO NELLE CURE PALLIATIVE E NELLA TERAPIA DEL DOLORE – Secondo il ministero della Salute, il “dolore” nelle terapie ha un costo sociale di circa 36 miliardi di euro l’anno: circa un terzo di questi è generato da farmaci, ricoveri e diagnostica, mentre altri due terzi sono legati a costi indiretti come giornate lavorative perse, distacchi, calo di produttività, nonché problemi emergenti di natura fisica e psicologica. Lo psicologo può fornire un prezioso contributo per sostenere lo stato psicologico del paziente ed abbattere la generazione di costo indiretto. Con la Legge 38/2010 l’Italia ha riconosciuto il diritto a non soffrire e lo stesso Patto per la Salute cita a più riprese la “lotta al dolore”. E in tal senso, sostengono nella loro relazione la psicologa Monia Belletti e il coordinatore Sanitario dell’Unità di cure palliative di Antea dott. Giuseppe Casale, la funzione psicologica e lo psicologo sono imprescindibili.

PROSPETTIVE SUI PROGRAMMI DI INTERVENTO PER GLI AUTORI DI VIOLENZA NELLE RELAZIONI INTIME – La legge 119/2013 per il contrasto alla violenza di genere introduce la necessità istituzionale di “promuovere lo sviluppo e l’attivazione, in tutto il territorio nazionale, di azioni, basate su metodologie consolidate e coerenti con linee guida appositamente predisposte, di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva”. Secondo la relazione della psicologa e dottore di ricerca Maria Elisabella Ricci e dell’avvocato penalista Alfredo Galasso, la normativa presenta criticità cui la funzione psicologica può offrire valide ed efficaci risposte, a partire ad esempio dall’importanza della competenza dello psicologo nell’affrontare e valutare il fenomeno della violenza all’interno delle relazioni intime, in particolare per quanto riguarda gli autori di violenza, su cui l’attenzione è finora stata marginale. E’ inoltre necessario, sostengono i relatori, che emergano con maggiore chiarezza conoscenze e dati scientifici sul funzionamento psicologico dei maltrattanti, al fine di intraprendere azioni legislative e pratiche organizzative mirate ed efficaci per prevenire e reprimere il fenomeno. Importante, dunque, che giuristi e psicologi lavorino insieme per costruire interventi e percorsi specifici: un ambito su cui l’Europa e l’Italia in modo particolare non hanno ancora posto la necessaria attenzione.

SOCIAL IMPACT BOND – A chiudere gli interventi del Ventennale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio è stato Felice Damiano Torricelli, presidente dell’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza degli Psicologi. L’ENPAP sta sperimentando un dispositivo innovativo, di provenienza anglosassone: i Social Impact Bond. Nei confronti di questa modalità di investimento c’è grande attenzione da parte della stampa specializzata e della amministrazioni pubbliche: in sintesi, l’ENPAP con i Social Impact Bond sostiene e finanzia progettualità di welfare pubblico di interesse della comunità professionale degli psicologi, in grado di offrire servizi di assistenza ai cittadini e di generare effetti positivi in termini di impatto sociale e economico.

I lavori proseguono con le presentazioni dei Gruppi di Lavoro interni all’Ordine, che illustreranno a Istituzioni e professionisti i propri progetti ed ambiti d’azione.

Tra le autorità e le apicalità professionali e accademiche presenti, il presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione Lazio, consigliere Rodolfo Lena; l’assessore alle Politiche per le Periferie di Roma Capitale, Paolo Masini; il preside della facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza” Cristiano Violani; la presidente dell’Ordine degli assistenti sociali del Lazio, Giovanna Sammarco; il presidente di FederSalute, Alberto De Santis.