Comunicati stampa

Una proposta di legge regionale che annulla il sistema di welfare. L’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Ordine degli Assistenti sociali del Lazio in mobilitazione contro la Proposta di legge regionale n. 226/2011 

 

L’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Ordine degli Assistenti sociali del Lazio aderiscono alla mobilitazione, organizzata insieme agli enti ausiliari del terzo settore, ai cittadini e alle forze politiche e sociali, contro la Proposta di legge regionale n. 226/2011, "Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio”, che si terrà domani, giovedì 7 giugno, dinanzi alla sede del Consiglio Regionale del Lazio di via della Pisana 1301 in Roma.

Già nel corso delle audizioni presso la Commissione IX del Consiglio Regionale del Lazio, i due Ordini avevano rilevato le forti discrasie tra la Proposta di legge avanzata dall’Assessore alle Politiche sociali e Famiglia, on. Aldo Forte, e la normativa nazionale di riferimento, la Legge n. 328/2000, in particolare:

1.             i principi di prossimità territoriale e di sussidiarietà verticale, ribaditi dalla Legge n. 328/2000 vengono completamente scardinati dal burocratismo e dal centralismo della Proposta n. 226/2011, che si traduce in un taglio del 60% delle risorse destinate ai Comuni e in un loro esautoramento attraverso l’istituzione del Consorzio OASI. Tali organismi definiscono quale ambito ottimale per l’organizzazione del sistema integrato dei servizi sociali il territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale anziché il distretto socio-sanitario, espropriando la gestione dei servizi alle comunità territoriali e riducendo i Comuni a meri esecutori di aziende speciali.

2.             Laddove la Legge n. 328/2000 è riuscita faticosamente a costruire un modello di promozione basato sull’asse comunità-bisogni-sviluppo, la Proposta n. n. 226/2011 torna indietro di decenni guardando ad un modello meramente assistenziale incentrato sull’asse individuo-domanda-emergenza. In altre parole, il testo proposto non solo dimentica l’obbiettivo di prevenire e rimuovere le cause economiche, psicologiche e culturali come fattori di rischio, ma distoglie anche la sua attenzione dalle politiche socio-sanitarie rivolte al benessere sociale.

3.             I concetti basilari della concertazione e della costruzione partecipata del sistema dei servizi sociali di un territorio, anche con il coinvolgimento degli attori del

Terzo Settore, sono stati completamente ignorati, come dimostra l’assenza di ogni tavolo di confronto, oltre che il rigetto di ciascuna delle considerazioni trasmesse dagli Ordini nel corso della fase di discussione della Proposta in Commissione.

Per queste e per altri ragioni, giovedì 7 giugno l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Ordine degli Assistenti sociali del Lazio saranno presenti, insieme a tanti altri importanti attori del sociale, dinanzi alla sede del Consiglio Regionale del Lazio di via della Pisana 1301 in Roma, chiedendo di valorizzare le esperienze maturate nei territori e di riconoscere la rilevanza delle figure professionali che ormai da diversi anni ne fanno parte, in particolare quella degli psicologi, degli assistenti sociali e degli altri operatori dell’area sociosanitaria che hanno contribuito a sviluppare un modello di welfare di comunità e un lavoro di “rete” nel territorio.

 

Ufficio Stampa  Francesca de Seta

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