Comunicati stampa

Si riducono ulteriormente gli orari di lavoro degli Psicologi ex art.80 nelle carceri.La denuncia del Garante dei Detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, e del Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Marialori Zaccaria

Dopo la riduzione dei mesi scorsi, si è ulteriormente contratta l’attività degli psicologi – ex art. 80 che non sono stati fatti passare al S.S.N. ma sono stati trattenuti dal Ministero della Giustizia – nelle carceri. E questo nonostante il fatto che il ritmo di crescita del numero detenuti imponga, invece, di rafforzare l’assistenza e l’osservazione psicologica per evitare casi drammatici.

La denuncia è del Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni e del presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria. «Occorre riflettere attentamente su un dato- hanno dettonelle carceri del Lazio da gennaio ad aprile 2009 ci sono stati 6 decessi, in media 1,5 al mese: si tratta di tre suicidi, uno nel carcere di Velletri, uno in quello di Viterbo e uno nel C.I.E. di Ponte Galeria, un decesso per malattia, a Viterbo, e tre morti ancora da accertare».

La riduzione si attesterebbe, in media, fra il 25 e il 30% dell’orario di lavoro e sarebbe causata da una riduzione dei budget assegnati dal Ministero di Giustizia. Riduzioni si segnalano in tutte le carceri del Lazio: da Viterbo (dove a fronte di circa 700 detenuti gli psicologi hanno a disposizione 36 ore mensili) a Latina fino agli istituti della capitale. Nel carcere di Frosinone sarebbero rimaste a disposizione degli psicologi 26 ore di attività mensile a fronte di una popolazione di 450 detenuti. A Regina Coeli la riduzione è del 30%: i 7 psicologi  dell’osservazione hanno ora 15 ore mensili di lavoro. Quelli che occupano di “nuovi giunti” hanno, ognuno, 40 ore mensili. Il tutto per un compenso pari a 17 euro lordi l’ora.

Nelle carceri italiane lavorano circa 480 psicologi, i quali si occupano dell’assistenza ai “nuovi giunti” fino alle relazioni necessarie per ottenere le misure alternative alla detenzione. “30 minuti l’anno per ciascun detenuto– denuncia il coordinamento nazionale degli psicologi penitenziari ex art. 80 – questo è il tempo concesso per l’osservazione scientifica della personalità, il trattamento, la valutazione comportamentale dei detenuti. Risparmiare sui detenuti non irrita l’opinione pubblica… le scandalose conseguenze sì”.

«Lo psicologo svolge un lavorocruciale-ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni- ed è purtroppo vera l’affermazione che in carcere molte vite umane, quelle delle persone più fragili come i tossicodipendenti o i malati di mente in particolare, dipendono dagli psicologi soprattutto. Un lavoro che, con queste riduzioni di orari, viene seriamente messo in discussione in un momento particolarmente difficile come quello attuale, dove il ritmo di crescita mensile della popolazione carceraria pone tutto il sistema in una situazione di perenne emergenza. D’accordo con l’Ordine degli Psicologi del Lazio stiamo valutando l’opportunità di agire direttamente sul Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per evitare una simile sciagura».

«Questi numeri ci preoccupano- afferma il Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria - è addirittura paradossale che nonostante i reiterati appelli da parte dell’Ordine, insieme al Garante, per aumentare il numero delle ore di lavoro degli psicologi nelle carceri, palesemente insufficienti per garantire un ascolto ed un sostegno efficace, si debba oggi constatare una riduzione ulteriore rispetto agli attuali 12 minuti al mese per detenuto. Si raffigura ancora una pesante sottovalutazione dell’importanza dello psicologo, in un contesto di detenzione divenuto sempre più complesso per la presenza maggioritaria di immigrati e di tossicodipendenti – vera emergenza nel Lazio – a cui rispondere migliorando la qualità e la quantità dell’offerta dell’aiuto psicologico».

 

L’Ufficio Stampa

Marco Leone – uff.stampa@garantedetenutilazio.it

Raffaella Pusceddu – ufficiostampa@ordinepsicologilazio.it