Comunicati stampa

Sanità, Ordine Psicologi Lazio: “in nuovi Atti Aziendali rischio di indebolimento Centri Diurni”

“Con le audizioni dei Direttori Generali delle ASL e delle Aziende Ospedaliere del Lazio, previste tra martedì 10 e venerdì 13 marzo, si sta svolgendo l’ultimo atto propedeutico al definitivo varo degli Atti Aziendali della sanità del Lazio. E’ giunto all’attenzione dell’Ordine Psicologi Lazio l’allarme lanciato dal Coordinamento Centri Diurni del Lazio circa le sorti di queste strutture che, nella stragrande maggioranza dei 12 atti aziendali, si trasformeranno da Unità Operative Semplici in Linee di Attività dei Dipartimenti di Salute Mentale”. Lo dichiara, in una nota, Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi della regione Lazio. “L’Ordine Psicologi del Lazio raccoglie questo allarme come uno stimolo alla riflessione” continua Piccinini “poiché, se già il panorama dei Dipartimenti di Salute Mentale sembra essersi inesorabilmente appiattito su un modello medico lineare, oramai considerato obsoleto dagli stessi medici, questa riorganizzazione rischia di indebolire ulteriormente una delle importanti risorse territoriali della presa in carico complessa dei disturbi psicopatologici”.

“La Legge 180/1978 non ha significato solo un’operazione di chiusura (degli Ospedali Psichiatrici), ma fondamentalmente di ‘apertura’” prosegue Carmela De Giorgio, consigliera dell’Ordine. “Apertura del territorio, luogo elettivo dove la sofferenza mentale deve trovare accoglimento e risposte. Per questo motivo, il territorio va tutelato nelle sue diverse articolazioni operative, per poter continuare ad essere luogo reale di cura; di una cura intesa non solo come intervento sulle acuzie o per l’attenuazione dei sintomi; non solo, quindi, come intervento sulla malattia (secondo un modello principalmente medico), ma come presa in carico della persona e dei suoi bisogni di salute mentale”.

“E si tratta di bisogni complessi che, tra il ricovero in situazioni di crisi da un lato e la terapia farmacologica dall’altro”, continua De Giorgio “necessitano di un’area intermedia di presa in carico in cui i bisogni di riabilitazione, siano sostenuti da un attento ascolto psicologico dei pazienti, delle loro famiglie e contesti di appartenenza. Le attività dei Centri Diurni hanno visto, infatti, impegnati molti colleghi psicologi che, analogamente a quanti altri operano nei diversi servizi per la salute mentale, hanno egregiamente contribuito in questi anni a costruire una cultura della sofferenza mentale e della sua presa in carico ispirata a principi di complessità e interconnessione tra dimensioni psichiche, relazionali e sociali”.

“Queste nuove scelte programmatiche diventano pericolose nel momento in cui s’innestano sulla scia di un progressivo smantellamento di questa cultura complessa della Salute Mentale, a cui stiamo assistendo oramai da anni, se non da decenni, e che invece necessiterebbe di un nuovo slancio affinché si possano produrre soluzioni innovative in linea con le nuove esigenze emergenti nei territori e in grado di contenere i costi economici e umani” conclude quindi Carmela De Giorgio, membro del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.