Comunicati stampa

Presentato oggi a Regina Coeli l’opuscolo informativo redatto in Sei lingue

“Mentre presentiamo un’iniziativa tutta a favore della condizione carceraria, in particolare sul disagio psicologico, va purtroppo segnalato – ha dichiarato il Consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Gisella Gasparini, intervenendo alla presentazione dell’opuscolo informativo “Conoscere per prevenire” - che attualmente la situazione lavorativa dei professionisti psicologi all’interno degli istituti di pena risulta fortemente penalizzata, per scarsità di ore e precarietà delle convenzioni. Le speranze di miglioramento della quantità e qualità dell’offerta di sostegno psicologico ai detenuti, riposte nel DPCM sul passaggio della Sanità Penitenziaria alle AASSLL, sono sfumate,
Ed i 39 psicologi vincitori di concorso pubblico, indetto dal Ministero di Giustizia, non sono stati assunti.
Queste decisioni, nonostante gli appelli e la lettera inviata al Ministro della Giustizia congiuntamente con l’Ordine Nazionale, rischiano di minare nelle fondamenta la possibilità di assicurare un aiuto psicologico efficace alla popolazione soggetta a misure restrittive”.
Il vademecum per i nuovi giunti, curato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, contenuto nell’opuscolo informativo “Conoscere per prevenire – afferma il Consigliere dell’Ordine Gisella Gasparini – è uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati nell’ambito del Protocollo d’intesa sottoscritto a ottobre 2006 con l’Ufficio del Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio, mirato a riconoscere e garantire il diritto alla salute psicologica dei detenuti, vera emergenza nella realtà carceraria.
Il vademecum per i nuovi giunti vuole dare le prime informazioni sui diritti e le possibilità di assistenza psicologica, ma soprattutto far conoscere e comprendere la funzione dello Psicologo all’interno del carcere. La difficoltà maggiore è quella di “ascoltare e dare sostegno” a chi viene privato per la prima volta della libertà personale, e vive un momento emotivamente molto difficile, con un’attenzione particolare agli immigrati che costituiscono il 44% della popolazione detenuta nella nostra Regione. In questa direzione, come Ordine abbiamo proposto alle due facoltà di Psicologia l’istituzione di un corso di “Etnopsicologia”, con l’obiettivo di aggiungere le competenze nuove e necessarie oggi di fronte al fenomeno immigrazione, che cambia la fisionomia dell’utenza e rende ancora più complesso il delicato lavoro dello psicologo.

Francesca de Seta
ufficiostampa@ordine psicologilazio.it