Comunicati stampa

Nel Lazio solo le ASL possono fare Certificazione di DSA, lo chiarisce una nota dell’USR Lazio. L’Ordine degli Psicologi del Lazio, chiede un chiarimento e propone un incontro.

LAZIO. Perché ci sia certificazione di Dsa, finalizzata ad ottenere un riconoscimento da parte della scuola, è necessario che tale documentazione venga rilasciata dalla ASL di appartenenza dell’alunno stesso, mentre sembra non abbiano nessun valore le diagnosi rilasciate da privati. Lo chiarisce l’Ufficio scolastico Regionale del Lazio, con una nota di chiarimento (Nota Prot. n. 13348, 20/05/2014).La nota ci lascia alquanto perplessi rispetto ad almeno 2 elementi:

1 – il fatto che le ASL di riferimento non riescono a rispondere in tempi adeguati alle richieste di certificazione delle famiglie e in tal senso si sta verificando una vera e propria emergenza sociale.

2 – Il fatto che in una precedente Circolare Ministeriale di chiarimento sulla questione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) (CM 8/marzo/2013) il MIUR stesso rilevava tale emergenza e sollecitava le scuole a tener conto, in ottica preventiva, delle diagnosi dei privati relative ai bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), in attesa delle certificazioni delle ASL. Vista l’urgenza di chiarire la questione, come Ordine Psicologi Lazio, chiediamo un chiarimento all’Ufficio Scolastico Regionale rispetto alla Nota n.13348, 20/05/2014, con particolare riferimento alla diagnosi di bambini con DSA. Auspichiamo quindi un incontro tra i rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, i rappresentanti dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio e dell’Ordine degli Psicologi, per poter definire meglio la questione. Avanziamo altresì una proposta: poiché comprendiamo l’importanza di arginare diagnosi rilasciate con “facilità”, ma riteniamo che altrettanto urgente sia rispondere all’emergenza sociale di tanti bambini che devono veder tutelato il loro diritto alla certificazione tempestiva, proponiamo che gli organi competenti concordino delle linee guida specifiche per redigere le diagnosi di DSA. In realtà nell’Accordo Stato-Regioni del 2012 già vengono definiti in modo chiaro i criteri da seguire per redigere una certificazione di DSA, che è il risultato di buone prassi cliniche, anche queste ben chiarite nelle PARCC 2011. Redigere una certificazione secondo le Linee Guida sopracitate potrebbe essere il primo criterio per indicare chi può certificare i bambini con DSA. Tuttavia urge prendere accordi in merito, così come è stato fatto da altre Regioni.

Ma entriamo nel dettaglio e leggiamo cosa dice la nota in merito agli alunni con  DSA e gli alunni con BES Rispetto a questi ultimi, si chiarisce che, non essendo la condizione di “Alunno con Bisogno educativo speciale”, una condizione clinica, non c’è bisogno di alcuna diagnosi (in effetti non può esistere nessuna diagnosi di “BES”) Rispetto agli alunni con DSA la nota esplicita: “ … Diversamente dagli alunni con disabilità, per gli alunni con Disturbo specifico di apprendimento (DSA) e per quelli con Bisogni educativi speciali (BES), la Circolare richiama quanto segue:

1- per quanto riguarda gli alunni con DSA, la Certificazione è propedeutica alla predisposizione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) e all’individuazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi previsti dalla Legge 170/2010.

La Certificazione di DSA è rilasciata, su richiesta della famiglia, dal Servizio TSRMEE della ASL di residenza dell’alunno, dai Servizi di Neuropsichiatria infantile delle Aziende Sanitarie Ospedaliere e Universitarie e degli IRCCS; la Circolare segnala come, nella prassi, si sia finora verificato che il rilascio delle certificazioni di DSA è avvenuto con modalità difformi rispetto alle “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi Specifici di Apprendimento” fornite dall’Accordo Stato – Regioni del 25 luglio 2012”.

Sembra quindi chiarito che anche la certificazione di DSA debba essere rilasciata necessariamente dal Servizio TSRMEE della ASL di residenza dell’alunno o dagli IRCCS, la precisazione sembra necessaria in seguito al fatto che alle scuole sembra siano pervenute certificazioni difformi alle norme previste dall’Accordo Stato Regioni in materia di DSA del luglio 2012. Siamo d’accordo rispetto al fatto che debbano esserci delle linee guida comuni nel redigere una diagnosi, e che tali linee guida dovrebbero riguardare tutti coloro che si occupano di diagnosi DSA siano essi enti pubblici o privati, tuttavia, la Nota sopracitata ci lascia perplessi rispetto all’evidente contraddizione con il passo della stessa Legge 170/2010 che recita:

 “La diagnosi dei DSA è effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed è  comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studenteLegge 170 dell’ 8/10/2010

ma la stessa Legge chiarisce anche che:

“Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, …, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate

Inoltre la nota dell’USR Lazio, sembra non tener conto del fatto che la stessa Legge 170 ha previsto la possibilità del ricorso a specialisti e strutture accreditate, anche se lascia nebulosa la questione nel merito, ossia non chiarisce  in cosa consiste tale accreditamento demandando tale chiarimento alle competenze regionali.

Oltretutto la nostra perplessità aumenta rilevando come molte famiglie siano costrette ad attendere tempi esageratamente lunghi per una prima certificazione, con il rischio di non veder tutelati i diritti previsti dalla stessa Legge 170, come rilevato dallo stesso MIUR, nella Circolare Ministeriale del marzo 2013. (CM 8/marzo/2013) . A tale proposito  tale circolare esplicitava che:

Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010, qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo. Pervengono infatti numerose segnalazioni relative ad alunni (già sottoposti ad accertamenti diagnostici nei primi mesi di scuola) che, riuscendo soltanto verso la fine dell’anno scolastico ad ottenere la certificazione, permangono senza le tutele cui sostanzialmente avrebbero diritto. Si  evidenzia pertanto la necessità di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni (in molti casi superiori ai sei mesi) adottando comunque un piano didattico individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le esigenze educative riscontrate richiedono. Negli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato, le certificazioni dovranno essere presentate entro il termine del 31 marzo, come previsto all’art.1 dell’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni sulle certificazioni per i DSA (R.A. n. 140 del 25 luglio 2012).“ (CM. 06/03/2013).

La Nota dell’USR Lazio, sembrerebbe in contraddizione anche con tale Circolare che pone maggiormente l’accento sull’importanza di tutelare i diritti di alunni che, a causa dei ritardi delle strutture pubbliche nel rilasciare la diagnosi, rischiano di non venire tutelati nel diritto di avere un Piano Didattico Personalizzato, come previsto dalla stessa Legge 170/10.

Molte Regioni si sono espresse al riguardo di quali diagnosi di DSA considerare valide per la scuola, vediamo brevemente quali e in che modo.

LOMBARDIA

Anche la Lombardia, per rispondere alle richieste di chiarimento in merito alla validità scolastica delle diagnosi di DSA  effettuata da professionisti privati, ed emana il 05/07/2011 una nota che chiarisce come: la diagnosi può essere  effettuata sia da UOMPIA pubbliche e private accreditate,   sia da operatori di “strutture specialistiche che abbiano in carico gli utenti”.  Nella stessa nota vengono esplicitati quali debbano essere i criteri  secondo i quali debba essere redatta  la certificazione: multiprofessionalità, strumenti utilizzati, ecc., e i documenti  a cui fare riferimento: Consensus Conference del 2007; PARCC 2011; Linee di Indirizzo regionali per la NPIA. Il  25/11/2011 la ASL di Bergamo emana una precisazione riguardo le diagnosi firmate da un unico professionista.

VENETO

La Regione Veneto con il DGR 2723 del 24 dicembre 2012. (BUR n. 4 15/01/2013) stabilisce i criteri per  Istituzione dell’Elenco dei soggetti privati abilitati al rilascio della diagnosi DSA e definizione dei requisiti, criteri e modalità per l’iscrizione e la conferma., per poi istituire nel marzo 2013 un comitato per la verifica delle richieste di iscrizione all’elenco di soggetti privati abilitati al rilascio di diagnosi di DSA (Decreto n. 31, 20 marzo 2013). Nella delibera risalente al 2012, è previsto che le diagnosi siano valide solo se rilasciate da strutture pubbliche o accreditate a partire dal 30 giugno 2014, mentre prima di tale data i neuropsichiatri infantili o gli psicologi dipendenti da servizi pubblici del Sistema sanitario nazionale potevano provvedere alla convalida della diagnosi di DSA effettuata da professionisti privati qualora tale diagnosi fosse congruente, corretta sul piano clinico e scientifico, sufficientemente recente, compatibile con la modificabilità del disturbo nel tempo intercorso dalla formulazione della diagnosi, e nel rispetto degli standard riconosciuti…”.

EMILIA-ROMAGNA

L’ufficio scolastico Regionale per l’Emilia Romagna nella Nota prot. 12792 del 25 ottobre 2010,  lascia alla famiglia la libertà  di scegliere tra uno specialista che lavora presso strutture pubbliche o un privato. In seguito, lo stesso Ufficio in accordo con la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna con la nota prot. 14003 del 14 luglio 2011 , chiarisce  la validità transitoria, ai fini scolastici, delle diagnosi di DSA non rilasciate dal servizio sanitario nazionale

al fine di sostenere l’azione delle scuole e delle famiglie, a fronte della complessità del passaggio normativo di cui trattasi, […], in attesa dell’emanazione delle disposizioni della

Regione Emilia-Romagna.” nota prot. 14003 del 14 luglio 2011.

Con la Circolare del  31 maggio 2012 n. 8 infine, la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna, emana un Documento tecnico di istituzione dei gruppi di conformità per le segnalazioni di DSA di professionisti privati con l’obiettivo di “garantire alle famiglie di minori con DSA un percorso clinico-diagnostico tempestivo ed equo”. Nel Documento si chiarisce come le diagnosi di DSA possono essere effettuate da servizi di Neuropsichiatria infantile delle Asl e da professionisti privati liberi professionisti (neuropsichiatri infantili e/o psicologi). Tuttavia le nuove diagnosi di DSA emesse dal privato dovranno essere convalidate dal servizio di NPIA della Ausl.

LIGURIA

Anche La Regione Liguria si esprime in merito nellaLegge Regionale n. 3 del 15/02/2010 all’art 4 comma 4, in cui prevede che:

“La diagnosi di DSA in un bambino e in adulti in quanto non ancora diagnosticati è effettuata nei servizi delle Aziende sanitarie locali o delle Aziende ospedaliere da neuropsichiatri infantili, psicologi, … ovvero da specialisti della medesima disciplina, anche convenzionati ” L. R. n. 3 del 15/02/2010

In seguito,  con la delibera n.1047 del 05/08/11 predispone le procedure per accreditare le strutture  e i singoli professionisti  operanti nel campo. Tali professionisti debbono impegnarsi a seguire le linee di indirizzo individuate dalla regione.

“Al momento dell’entrata in vigore delle due leggi specifiche emanate nell’anno 2010, sul territorio della nostra Regione, la risposta sanitaria ai Disturbi specifici d’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia), veniva fornita dal Servizio Sanitario Regionale, direttamente o attraverso strutture accreditate; a questa risposta si affiancava quella fornita da professionisti privati.… la Regione Liguria ritiene necessario attivare un ruolo di indirizzo e sorveglianza sulle modalità di effettuazione delle diagnosi di DSA. …Gli indirizzi che seguono hanno l’obiettivo di garantire la correttezza dell’attività svolta in tema di DSA, tutelando nel contempo il diritto di scelta delle persone e delle famiglie interessate.” delibera n.1047 del 05/08/11.

MARCHE

Anche La Regione Marche si esprime in merito nella Legge Regionale n. 20 del 16/03/2012 all’art 3 comma 1, in cui prevede che:

La diagnosi di DSA è effettuata, in modo multidisciplinare, nell’ambito degli interventi assicurati dal servizio sanitario nazionale, da strutture pubbliche e private autorizzate e accreditate ai sensi della legge regionale 16 marzo 2000, n. 20 (Disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private).

PUGLIA

La Regione Puglia, attraverso l’Assessorato alle Politiche della Salute, si esprime in merito all’Accordo Stato-Regioni con una nota (prot. n. A00 152/0000353 del 9.01.2013) in cui vengono ribadite le linee intraprese a livello nazionale:

 

“… in via transitoria, nelle more, sia del suddetto potenziamento riguardo le strutture

(pubbliche e private), sia della definizione delle procedure di accreditamento di ulteriori soggetti privati, si ritiene debbano essere riconosciute valide le certificazioni presentate dalla famiglia e/o soggetti comunque legittimati alla tutela degli interessi degli studenti interessati, già rilasciate da strutture o soggetti privati. Tali certificazioni devono dimostrare, inequivocabilmente, il rispetto del protocollo diagnostico, esplicitato in forma analitica e funzionale, secondo le prescrizioni indicate al comma 1 dell’art. 3, dell’accordo del 25 luglio 2012, e per le finalità indicate al comma 2 e 3 del medesimo articolo.”

CALABRIA

La Regione Calabria definisce le disposizioni in favore dei soggetti con DSA nella Legge Regionale di aprile 2012 (BUR n. 7 del 16 aprile 2012, supplemento straordinario n. 1 del 18 aprile 2012), in cui si specifica nell’art.4 comma 2 e 3 che

“…La diagnosi di DSA è effettuata in forma multidisciplinare nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario regionale …. Le Aziende sanitarie provinciali possono prevedere che la diagnosi venga effettuata, sempre in forma multidisciplinare, da strutture private autorizzate e accreditate con competenze specifiche sui DSA che adottino i protocolli diagnostici in conformità alle raccomandazioni per la pratica clinica sui disturbi evolutivi specifici di apprendimento definite con il metodo della Consensus Conference del 2007.

Dal 2010, anno di emanazione della legge 170 ad oggi, a livello regionale nel Lazio ancora non esiste una legge che chiarisca sia ai genitori che alla scuola quali siano i passi necessari per una certificazione.

Come Ordine Psicologi Lazio, tenendo conto dell’emergenza sociale rilevata dal MIUR stesso e ribadita nella circolare del marzo 2013, in cui si sottolinea come spesso i tempi di attesa nel SSN per le famiglie superino i 6 mesi, e ritenendo questo in particolar modo vero per la Regione Lazio,  rileviamo la necessità di chiarire ulteriormente la nota dell’USR, e l’urgenza di redigere delle linee guida per istituire un elenco di professionisti privati autorizzati ad effettuare certificazioni DSA, che possa contribuire a soddisfare la richiesta, così come altre Regioni hanno già fatto.

A questo scopo ribadiamo l’urgenza di un incontro tra i rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, nonchè dei rappresentanti dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio e dell’Ordine degli Psicologi, per poter definire meglio la questione e poter rispondere all’esigenza sociale di molte famiglie che vedono rimandare a tempi esageratamente lunghi la possibilità di avere una certificazione ai fini della redazione del Piano Didattico Personalizzato. 

Ribadiamo altresì la nostra proposta di soluzione: redigere una certificazione secondo le Linee Guida proposte dall’’Accordo Stato-Regioni del 2012 potrebbe essere il primo criterio per indicare chi può certificare i bambini con DSA.