Comunicati stampa

Manovra correttiva 2011, niente più tutele per l’utenza delle professioni sanitarie, e reintroduzione dei ticket. Appello dell’Ordine degli  Psicologi del Lazio al Presidente Napolitano e al Ministro Fazio perché si facciano veri garanti nei confronti utenza

“Apprendiamo dagli organi di stampa che  la bozza della manovra correttiva 2011 – semmai verrà confermata – potrebbe portare all’abolizione delle restrizione di accesso per alcuni ordini professionali, compresi quello degli psicologi, medici, assistenti sociali, infermieri, biologici, ecc,  con l’esclusione dei soli farmacisti. Una norma a dir poco sconcertante – afferma il Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria –  che escluderebbe dall’esercizio del ruolo di tutela, gli Ordini delle professioni sanitarie, gli unici deputati a certificare  la bontà dei titoli e l’eticità  dei comportamenti dei professionisti iscritti a vera ed unica garanzia della salute per l’utenza”.

Questo il contenuto della lettera aperta al Presidente Napolitano e al Ministro Fazio con la quale l’Ordine degli Psicologi del Lazio chiede di dare uno stop a questa norma.

Nel capitolo «liberalizzazioni e sviluppo» della bozza si afferma, infatti, il «principio di libertà d’impresa» sul quale si deve basare l’esercizio delle professioni e, all’articolo 2, si sancisce la «abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni». Non solo, la bozza prevede che entro quattro mesi dall’entrata in vigore della manovra «singole professioni possono essere escluse, in tutto o in parte, dall’abrogazione delle restrizioni» con un «decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente di concerto con il Ministro dell’economia».

“La solita modalità – aggiunge la Zaccaria – per decidere e non decidere nello stesso tempo e mantenere alto il livello di confusione. Ci sembra anche molto grave che i cittadini – che poi sono i meno agiati – che già pagano le tasse,  debbano pagare un ticket di 10 euro per le prestazioni di specialistica  ambulatoriale e 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. Un altro colpo alla gratuità del servizio pubblico, a favore di un processo di privatizzazione. Quindi meno tutele per la salute e i maggiori costi per l’utenza ”.