Comunicati stampa

La politica e l’Amministrazione Pubblica riprendano a coinvolgere gli psicologi per la salute di tutti i cittadini e il miglioramento della qualità della vita

Roma 2 febbraio 2013 – In vista delle imminenti elezioni Regionali, L’Ordine degli Psicologi del Lazio intende rivolgere un invito fermo e accorato ai candidati alla guida della Regione.

Negli ultimi anni infatti, il ruolo dello psicologo ha dovuto subire un drastico ridimensionamento in termini di attenzione da parte della Pubblica Amministrazione che appare ingiustificato e dannoso.

Un atteggiamento che appare ancor più sorprendente se si considera l’aumentata attenzione che i cittadini rivolgono nei confronti di questa disciplina che si occupa delle tematiche che riguardano la vita quotidiana, le relazioni, la salute individuale e collettiva. Tutti ormai riconoscono nella dimensione psichica un momento fondamentale nella vita delle persone: perché la politica a volte sembra non accorgersene?

In linea con quanto sancito, già nel 1946, all’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’art 3 del codice deontologico sancisce come la psicologia “promuove e tende verso il benessere dell’individuo, del gruppo, della comunità”.

La disciplina psicologica è in grado di produrre significato e senso al disagio psichico e quindi va valorizzata.

Dichiara Maria Lori Zaccaria, presidente dell’Ordine:

 “Purtroppo ancora oggi, la politica sanitaria stenta a rivolgersi alla psicologia, la quale sta lentamente e inesorabilmente scomparendo nell’ambito del servizio SSN. L’ultima immissione di psicologi nel Servizio Sanitario regionale risale ormai al 1980 con l’apertura dei servizi territoriali e l’apertura dei manicomi. Da allora nulla è più accaduto. Alcuni professionisti sono andati in pensione o hanno dovuto lasciare il lavoro e mai sono stati rimpiazzati. I pochi rimasti hanno tenuto aperti gli ambulatori spesso in solitudine e tra mille difficoltà, con coraggio e spirito di servizio.

Inoltre, nel campo della prevenzione un atteggiamento in positivo dell’agire politico, volto cioè al benessere psico-fisico e sociale della comunità, dovrebbe tendere verso un progetto che definirei di “psicologia del wellfare”, cioè di  una psicologia in grado di cogliere i primi segni del disagio esistenziale delle persone, per evitare che si trasformino in vere e proprie patologie croniche psico-fisiche. In contesti che siano gli ospedali, i poliambulatori e la scuola.

In altre parole: la psicologia serve molto di più di quanto non venga usata.

Abbiamo deciso di fare a meno della cura dei nostri aspetti psichici?

Crediamo di no. Crediamo che nessuno lo voglia.

Per questo motivo, a tutti i candidati alla guida della Regione Lazio, chiediamo di migliorare la loro capacità di ascolto verso gli aspetti psichici dei loro cittadini e di impegnarsi per migliorare la loro salute attraverso l’elaborazione di scelte condivise con la comunità professionale per elaborare una strategia politica chiara e decisa”.