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Incontro su “La legge sulla psicoterapia: professionisti e utenti” Martedì 22 gennaio – Palazzo Marini ore 16 Sintesi dell’intervento del Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria

Sintesi dell’intervento del Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria

"Dal confronto odierno, mi auguro possa nascere un accordo soddisfacente su un tema importante sulla "Psicoterapia convenzionata", una Legge equa, che ho sempre sostenuto fin dal 2001, perché favorisce quell’utenza meno fortunata che non ha rimborsi per le psicoterapie o che non può permettersi un’assicurazione privata". Auspico che si torni a quanto concordato prima della seduta di commissione del 19 Dicembre scorso e così come era già stato definito nella proposta di legge popolare del 2001, che recitava: "La modalità di accesso alla psicoterapia nel privato accreditato, deve essere effettuata dal Dirigente Sanitario del SSN (medico o psicologo) abilitato alla psicoterapia". Ed aggiungerei: "come previsto nell’art. 3 e 35 della L. 56/89".
"L’emendamento approvato all’unanimità lo scorso 19 dicembre – e che attribuisce al ‘solo medico specialista in psichiatria o in neuropsichiatria infantile del SSN la prerogativa della diagnosi per accedere alla psicoterapia convenzionata‘, ma anche la proposta di Cancrini di inserire una precisazione che "la diagnosi di cui al comma 2 è volta ad escludere l’origine internistica o neurologica del disturbo per il quale si richiede il trattamento psicoterapeutico"- è inaccettabile sul piano giuridico, culturale e scientifico.
Verrebbero cancellati con un colpo di spugna un secolo di Psicologia e – a venti anni di distanza dalla legge istitutiva della professione di psicologo – la diagnosi, una delle prerogative della professione, contenuta nell’art. 1 della L.56/89, successivamente integrata dal D.P.R. 328/2001 art. 51 comma 1.
Ossicini, padre di questa Legge, ha commentato così l’emendamento: "Non solo è un attacco alla Legge istitutiva della professione di Psicologo, ma distinguere diagnosi da terapia è un non senso scientifico".
Sarebbe inoltre il primo passo per cancellare anche le attribuzioni contenute sia nella L. 502/92 che nei D.P.R emanati dalle Regioni in base al Titolo V della parte II della Costituzione, che prevedono la possibilità di direzione delle UOC, dei Dipartimenti territoriali, come i DSM, i Sert, i Materno Infantili, i Distretti etc. da parte di un Dirigente Sanitario Psicologo.
Uno dei punti critici su cui bisogna intervenire urgentemente, come con forza insisto da sempre, riguarda la presenza degli Psicologi nel SSN, poiché da decenni non vengono assunti per far fronte alle innumerevoli richieste di psicoterapia.
"Bisogna poi ricordare che "la psicoterapia a convenzione già esiste", perché l’invio di un paziente in casa di cura, in comunità terapeutica convenzionata o presso un Ente ausiliare convenzionato, già prevede nel programma terapeutico la psicoterapia. Da sempre, il Dirigente sanitario invia al privato l’utente che può sostenere la spesa di una psicoterapia, e questo accade o perché nel servizio c’è una lista di attesa o perché si ritiene che per un giovane al primo esordio del disagio psichico non sia appropriato frequentare ambulatori specialistici in cui affluiscono pazienti gravi. Questa è stata ed è tuttora una prassi consolidata e in tutti questi anni non si è mai verificato un solo caso che abbia fatto scandalo, anzi i pazienti ed i familiari hanno sempre ringraziato, anche se costretti a pagare di tasca loro le psicoterapie".
"E’ utile anche evidenziare che per essere iscritto nei ruoli regionali come Dirigente Sanitario Psicologo, bisogna essere specializzato ed abilitato alla Psicoterapia, vale a dire aver ricevuto una formazione adeguata e addestrato ad effettuare diagnosi.

Qualora si ritenga che il paziente abbia un problema di tipo organico che esula dal piano psichico, si rinvia al medico competente, non si assume certo il rischio di un fallimento del rapporto e dell’alleanza terapeutica. Viceversa il medico di stampo organicista molto spesso non invia allo psicologo il paziente che presenta anche problematiche psichiche, anche se questa tendenza va diminuendo in certi ambiti".
"L’articolato così come è stato votato avrebbe delle ripercussioni anche sull’immagine e sulla professionalità del libero professionista.
Sino ad ora, infatti, l’utenza si è rivolta liberamente ai professionisti psicoterapeuti medici o psicologi, senza distinzione ed anche in questo caso non mi sembra di rammentare nessun caso fallimentare o che abbia destato scandalo, così come si vorrebbe far credere. Un tale comma determinerebbe un grave danno alla professionalità e alle competenze dello psicoterapeuta psicologo libero professionista, facendo fare un salto indietro di oltre vent’anni quando si discuteva su quale figura professionale potesse effettuare una psicoterapia. Di conseguenza tutti gli specializzandi psicologi presso le Scuole di Psicoterapia sarebbero destinati a restare prima o poi senza lavoro".

Ufficio Stampa Francesca de Seta

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