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Incontro con Philip Zimbardol’effetto lucifero: come persone buone possono diventare cattive

Un’affollata Aula Convegni del CNR ha accolto oggi il Professor Philip Zimbardo, emerito psicologo di fama internazionale, invitato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio a presentare in anteprima gli ultimi risultati delle sue ricerche, pubblicate nel libro The Lucifer Effect: undestanding how good people turn evil, la cui edizione italiana uscirà il prossimo anno a cura di Raffaello Cortina Editore.

Com’è possibile che persone ordinarie, medie, addirittura buone diventino perpetratori del male? Zimbardo è famoso per aver dimostrato quanto è facile trasformare una persona buona in una aggressiva e ostile, individuandone le cause nel "potere situazionale", a partire dal suo celebre esperimento del 1971 alla Stanford University, per studiare gli effetti della vita in prigione. Lo studioso reclutò un gruppo di studenti e chiese loro di imitare il comportamento dei detenuti e delle guardie carcerarie. Dopo sei giorni fu costretto a interrompere l’esperimento perché le guardie – normali studenti scelti perché psicologicamente equilibrati – stavano trasformandosi acquisendo comportamenti sadici.

"Lo studio della situazione – afferma Zimbardo – in cui la natura umana va fuori controllo permette di comprendere i meccanismi della delinquenza di gruppo, del "male amministrativo" , fino agli abusi e torture sui prigionieri iracheni nella prigione di Abu Ghraib da parte della polizia militare americana. Se non capiamo l’importanza della psicologia di gruppo non possiamo sperare di combattere fenomeni come la tortura, gli attentati suicidi o il genocidio, non sapremo evitare di commettere noi stessi azioni spregevoli".
Zimbardo ha analizzato anche il lato positivo della natura umana, quello che dovrebbe essere rafforzato per favorire uno sviluppo armonico della società: "l’eroe ordinario, uomini e donne comuni che non hanno fatto mai nulla di memorabile, ma che agiscono eroicamente quando esigenze situazionali ne danno l’opportunità, anche ribellandosi all’autorità ingiusta".
"Ringraziamo il professor Zimbardo che ha rimesso in luce la vera missione della psicologia – ha detto Marialori Zaccaria, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – che è quella di comprendere la complessità delle situazioni e dei fatti che accadono intorno a noi e di analizzare l’individuo nel contesto del gruppo in cui è inserito, in quanto l’individuo è un’animale sociale. La psicologia deve avere perciò una visione binoculare sia verso l’individuo sia verso il gruppo. I metodi e i modelli della psicologia permettono di conoscere le dinamiche per cui soggetti da sempre pacifici sviluppano comportamenti tali da commettere crimini anche efferati. La società aperta e in continuo mutamento domanda un ruolo più forte della psicologia, soprattutto per prevenire situazioni di disagio nei diversi contesti sociali; la famiglia, la scuola, i luoghi di lavoro, le stesse istituzioni. Dobbiamo lavorare perché le dinamiche dei gruppi invece di creare comportamenti devianti siano una risorsa per promuovere il senso civico e l’assunzione di responsabilità".

All’incontro hanno partecipato Piero Angela, Paolo Cruciani, Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Gian Vittorio Caprara, Ordinario Cattedra Psicologia Personalità, Facoltà Psicologia II – Università "La Sapienza" Roma e David Cariani Segretario dell’Ordine Psicologi del Lazio.

Ufficio Stampa : Francesca de Seta
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