Comunicati stampa

I disturbi di personalità dal DSM -IV al DSM-5: cosa succederà ai pazienti narcisisti?

La quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, a cura dell’APA, vedi www.dsm5.org), che verrà pubblicata nel 2013, presenterà numerosi cambiamenti rispetto all’edizione uscita 11 anni fa e oggi in uso (DSM-IV-TR, APA, 2000). La sezione relativa ai disturbi di personalità è una di quelle che mostra le modifiche più rilevanti. La nuova nosografia esclude infatti l’esistenza di alcuni disturbi di personalità, come quelli paranoide, istrionico, narcisistico e dipendente,  lo studio delle cui caratteristiche ha prodotto negli anni una letteratura di riferimento imprescindibile sia come mole di dati empirici accumulati sia come osservazioni cliniche, diagnostiche e terapeutiche.

“Tale esclusione genera un contrasto tra  la realtà clinica e le categorie diagnostiche previste dal DSM, con il rischio conseguente di determinare un grave danno sia rispetto agli ambiti  professionali di intervento in campo psicologico e psicoterapeutico, sia rispetto all’utenza”.

Così la presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Marialori Zaccaria spiega le ragioni che hanno suggerito di organizzare e promuovere la giornata di studio, “con l’intento di aggiornare il dibattito sul tema,  e  sostenere l’elaborazione di un documento da inviare all’American Psychiatric Association (APA), per esplicitare le ragioni contrarie a tale esclusione”. Il prossimo 20 aprile, infatti, scadrà  il limite di tempo stabilito dall’APA per accogliere  proposte, commenti e critiche da parte delle comunità scientifiche coinvolte,  che saranno vagliati nei prossimi mesi fino al 2013.

“Ci preoccupa moltissimo la progressiva medicalizzazione del disagio mentale, perché  viene data più importanza  alle malattie in cui è consigliato l’uso dei farmaci, avverte la presidente Zaccaria. Eliminare il disturbo narcisistico significa, per esempio, non riconoscere ai pazienti la possibilità di essere rimborsati da eventuali assicurazioni per la psicoterapia.  E  poi tutto fa pensare che l’esclusione delle diagnosi di questi disturbi dal DSM-5 sia motivata da ragioni che nulla hanno a che fare con la clinica. In mancanza di una “diagnosi”, i narcisisti patologici diventano sani per forza … La nuova stesura ha coinvolto 600 specialisti, per un investimento di 25 milioni di dollari”.

Un intervento di Vittorio Lingiardi introdurrà la “Lectio magistralis” diJonathan Shedler. Lo studioso americano è anche il primo firmatario di un autorevole cartello di esperti (Jonathan Shedler, Aaron Beck, Peter Fonagy, Glen Gabbard, John Gunderson, Otto Kernberg, Robert Michels e Drew Westen), che nel 2010, dalle pagine dell’American Journal of Psychiatry, ha lanciato un allarme sul futuro diagnostico dei disturbi di personalità. Il gruppo di esperiti ha definito la diagnostica di personalità proposta dal DSM-5 con queste parole: “un agglomerato poco maneggevole di modelli disparati e male assortiti, che rischia di trovare pochi clinici disposti ad avere la pazienza e la costanza di farne effettivamente uso nella loro pratica”. Il DSM-5, infatti, cerca di coniugare le esigenze e le scoperte della psichiatria, della psicologia clinica e della psicologia accademica, ma finisce per dar vita a un sistema di valutazione macchinoso e teoricamente poco coerente.

Tiziana Bastianini, Franco Del Corno e Francesco Mancini saranno le voci esperte della tavola rotonda condotta da  Vittorio Lingiardi. “Un’approfondita discussione critica sul senso della diagnosi e sulla futura edizione del DSM – sottolinea Vittorio Lingiardi – è necessaria anche in Italia, dove il manuale è molto utilizzato. Le proposte diagnostiche del DSM-5 in tema di personalità rischiano infatti di approfondire il solco che separa la diagnosi dalla realtà clinica, allontanandoci da un’idea di diagnosi di personalità che sia in grado di favorire la ricerca e di orientare la pratica clinica e l’intervento psicoterapeutico”.