Professioni & Istituzioni Psicologia del Lavoro

Convegno “La psicologia nei servizi per il lavoro”

Il contributo della Psicologia del lavoro nei processi di orientamento, inserimento e sviluppo professionale

Convegno “La psicologia nei servizi per il lavoro”

Il Gruppo di lavoro Psicologia del Lavoro, ha programmato di convogliare il percorso di attività di questi ultimi due anni, in un evento di visibilità e prospettiva.

Nel corso del convegno, che si è tenuto sabato 22 ottobre 2016 presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza – Università di Roma, è stato attivato un confronto pubblico tra istituzioni, professionisti e imprese sulla crucialità delle competenze psicologiche nei processi di preparazione, inserimento e accompagnamento al lavoro, soprattutto in uno scenario attuale di rivisitazione istituzionale dei servizi per il lavoro (Politiche Attive) e di difficoltà oggettiva nell’incontro tra domanda e offerta (imprese, soprattutto quelle piccole e medie, sempre più bloccate nella crescita e disoccupazione, in particolare giovanile, ai massimi storici).

Durante il convegno sono state presentate evidenze della rilevanza delle competenze psicosociali nei processi di orientamento, inserimento e socializzazione lavorativa, oltre ai contributi che la ricerca psicosociale può fornire alle istituzioni del lavoro, con un focus sulle piccole e medie imprese del territorio, vero polmone del mercato del lavoro.

Una tavola rotonda finale ha messo di fronte istituzioni di ricerca, quelle di politiche attive del lavoro e imprese, per cercare di avviare un dialogo professionale con la psicologia applicata al lavoro, perché venga valorizzata, legittimata e utilizzata efficacemente.

Il Convegno ha rappresentato un primo importante passo verso un dialogo istituzionale riconosciuto e basato sulle reali funzioni che la Psicologia può ricoprire nei contesti di lavoro, in particolare nella delicata fase di incontro di domanda e offerta.

 

Partner scientifici del Convegno

Corso di Laurea Magistrale in Psicologia applicata ai contesti della salute, del lavoro e giuridico-forense della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università Sapienza, Roma

Corso di Laurea Magistrale in Psicologia della comunicazione e del marketing della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università Sapienza, Roma

Con il patrocinio di

SIPLO (Società Italiana di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni)

 

Sintesi degli interventi

I saluti istituzionali hanno dato impulso ai lavori, grazie soprattutto alla spinta motivazionale del Preside di Facoltà, Cristiano Violani e dei responsabili (Anna Maria Giannini e Marino Bonaiuto) dei corsi di laurea Magistrali più attinenti ai temi del Lavoro e delle Organizzazioni.

Oltre ad una platea composta da addetti ai lavori e da studenti di psicologia impegnati in percorsi di studio inerenti la tematica, il Convegno è stato impreziosito da un parterre di relatori e discussant che hanno dato spessore e peso agli obiettivi preposti.

Di seguito una breve sintesi di alcuni interventi:

Guido Sarchielli (Università Alma Mater Studiorum – Bologna), tra i maggiori esperti di orientamento, ha evidenziato come la funzione psicologica diventa fondamentale per supportare processi di cambiamento nella persona che lavora. Dall’equilibrio vita-lavoro alle transizioni di carriera, un supporto orientativo che aiuti i lavoratori a comprendere meglio le direzioni possibili del proprio futuro lavorativo, diventa fondamentale anche per le imprese di cui fanno parte e non solo se e quando un lavoratore viene escluso, ricollocato o licenziato.

Paolo Stern (Ordine dei Consulenti del Lavoro) ha auspicato ad una collaborazione fattiva con i consulenti del lavoro non solo a livello istituzionale, ma anche a livello professionale, prospettando una maggiore diffusione e incoraggiamento degli spazi di interazione tra psicologi e consulenti del lavoro sulle politiche attive.

Laura Borgogni (Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza – Università di Roma) ha evidenziato come la ricerca psicologica negli ambiti lavorativi attuali (precariato, lavoro somministrato, ricollocamento, start-up, eccetera) possa rappresentare una spinta a considerare il vertice di analisi psicologico come innovativo rispetto alle azioni di politiche attive sul territorio. La collaborazione tra Ordine e Università, in tal senso, permetterebbe di dare fondamento ad una serie di ipotesi contenute nell’Indagine sull’impiego di percorsi di orientamento al lavoro nelle Piccole e medie imprese (PMI) del Lazio a cura del Gruppo di lavoro Psicologia del Lavoro.

Rita Porcelli (ISFOL) ha sostenuto come l’utilizzo di metodi e strumenti ben strutturati e validati diventi indice di qualità nella gestione di percorsi di orientamento. È quanto ci è stato presentato dall’ISFOL con il percorso che va l’AutoValutazione dell’Occupabilità (AVO) al progetto professionale (di Anna Grimaldi), come pratica di Orientamento Specialistico, intriso di funzioni psicologiche: in primis, appunto, la valutazione di dimensioni personali che vanno poi elaborate in una dimensione di contesto, quello del mercato del lavoro e della realtà socio-lavorativa.

Alessia Rossi (SIPLO) ha sottolineato come l’impegno di SIPLO, già esplicitato dal Presidente Bresciani nei saluti istituzionali, prosegua anche con il punto di vista di uno dei membri del consiglio direttivo che si sofferma sulla necessità di fare ordine, anche terminologico sui processi di orientamento, inserimento, socializzazione lavorativa, eccetera. Questo è un dovere per la psicologia per cercare di definire meglio azioni di intervento specifiche per la persona, in taluni casi, e per le organizzazioni, in altre circostanze.

Maurizio Piccinetti (ReteLavoro) ha illustrato come le società di intermediazione siano una potenziale area di mercato per gli psicologi dell’orientamento, in particolare per attivare un binomio pubblico/privato nelle politiche attive, dove auspica che le istituzioni riconoscano anche alle strutture private corredate di psicologi i fondi per gestire le intermediazioni.

Corrado Cutrufo (ASSORETIPMI) ha sottolineato come nonostante le PMI siano la realtà preponderante del mercato del lavoro, rimanga difficile approcciarsi a queste in termini di servizi di risorse umane (HR), specie se si tratta di imprese a conduzione familiare, molto legate a dimensioni di personalità del singolo imprenditori. In questo senso le Reti di Impresa possono essere una realtà aggregata che, attraverso la figura del Manager di rete, può pensare di gestire una funzione “risorse umane”, con le varie funzioni psicologiche insite, compreso l’orientamento e l’inserimento lavorativo.

Alessandro Piergentili (CGIL) ha spiegato che le intermediazioni lavorative possono coinvolgere i sindacati, specie se correlate a ristrutturazioni aziendali e che anche in questi contesti il coinvolgimento della professionalità psicologica può risultare vincente.

Ida Sirolli (TIM) ha aggiunto che anche le grandi imprese necessitano delle competenze psicologiche, ha declinato una serie di ambiti poco noti ai più (come la User Experience nella progettazione software). Ha anche rappresentato come sia importante dare più visibilità al mercato esterno, soprattutto alle piccole medie imprese, di come si possono impiegare le competenze degli Psicologi del lavoro oggi più che mai, soprattutto con l’emergere di nuove tecnologie e nuovi modelli di business che spingono le aziende a trasformare il loro business e la loro organizzazione, dotandosi di nuove competenze, che richiedono una grande disponibilità dei lavoratori al cambiamento e all’apprendimento continuo.

Lucia Valente (Assessore al Lavoro della Regione Lazio) ha invitato ufficialmente l’Ordine al tavolo dei servizi per il lavoro della Regione Lazio, alla luce dell’emergenza di presidiare lo Human Factor nelle politiche attive del lavoro. L’Assessore ha inoltre espresso apprezzamento per la linea di azione interdisciplinare tenuta finora dall’Ordine e per la scelta di muoversi con un approccio che parte dalla Ricerca per poi disegnare possibili Interventi sul territorio.

 

Conclusioni

Il Convegno è stato utile per evidenziare due fronti urgenti di consolidamento, in primis il tavolo regionale e, parallelamente, l’avvio di linee di ricerca strutturate con i partner accademici. In entrambi i casi l’Ordine conta di avviare progettualità che coinvolgano psicologi che operano nell’ambito e che siano disposti a collaborare con altre professioni, per spianare la strada a nuovi modelli di politiche attive del lavoro, dove l’azione psicologica diventa fondamentale.

Nello scenario delle PMI, che rappresenta un fronte di domanda latente, l’Ordine potrà avviare insieme alle associazioni di categoria e ai sindacati nuovi modelli di servizio che inneschino domanda sul territorio per la Psicologia del lavoro, a partire dalle logiche occupazionali e di crescita organizzativa. Quest’ultimo aspetto in particolare può costituire un ambito di interesse anche per le grandi imprese.

 

Programma completo del Convegno

 

Videoregistrazione completa del Convegno